Italia-Francia 6-4: Campioni del Mondo. Ed ora il bis, please!

di Gioia Bò 9

Volutamente abbiamo atteso questa settimana per raccontare uno dei momenti più emozionanti per il calcio italiano, l’ultima delle partite storiche in ordine di tempo vissute tutti insieme appassionatamente.
Che sia di buon auspicio per gli azzurri che si apprestano a farci vivere l’ennesima avventura, nella speranza che l’epilogo sia il medesimo, nonostante l’assenza del nostro capitano.
Preparatevi dunque ad asciugare una lacrima, che sono certa scorrerà sul vostro volto proprio come quella sera, perché oggi, ragazzi, andiamo a raccontare un pezzo di storia d’Italia, un pezzo della nostra storia personale ed una emozione difficilmente uguagliabile dal punto di vista sportivo.


Se vi chiederessero a bruciapelo dove eravate la sera del 9 luglio 2006, sono sicura che ognuno di voi non avrebbe difficoltà a trovare una risposta, ricordando non solo il luogo, ma anche la compagnia, i vestiti indossati e finanche la cena di quella notte da sogno.
Io? A casa di amici, con pizza e birra a fare da antipasto all’evento del secolo. Le bandiere gelosamente custodite in macchina per scaramanzia e la paura di non farcela che regnava sovrana. Avevo previsto un 3-1 per l’Italia e continuavo a ripeterlo anche dopo il rigore generosamente concesso a Malouda e messo a segno fortunosamente da Zidane. Tanto vinciamo noi!
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Qualcuno cominciò a fissarmi con fare stupito, quando 13 minuti dopo Materazzi saliva alto in cielo e spingeva in rete palla e rabbia, mentre io già gongolavo all’idea di guadagnarmi una doppia soddisfazione.
Ma la partita scorreva e la mia previsione andava a farsi benedire, tra le occasioni sprecate da una parte e dall’altra. Impossibile raccontare minuto per minuto le azioni della gara e le sensazioni che via via si facevano spazio nei nostri cuori. Un misto di speranza e paura, un buon modo per verificare se le coronarie di ognuno di noi erano sufficientemente forti.
Ed il prolungamento della partita non faceva altro che complicare la situazione, mentre il fermento si faceva sempre maggiore ed il commento di Civoli diventava un optional. Ognuno faceva la sua telecronaca, commentando questa o quell’azione e dando consigli a Lippi su chi tenere in campo. Un mormorio che però diventava urlo al momento della cacciata di Zidane nell’ultima apparizione da professionista.
Superiorità numerica per 10 interminabili minuti, poi i calci di rigore. E qui confesso di aver tremato. Eh si, perché se i miei giovani amici non ricordavano perfettamente i precedenti dell’Italia dal dischetto, io avevo ben presente la semifinale di Italia ’90 persa con l’Argentina, la finale del ’94 a Pasadena ed i quarti al mondiale di Francia con i nostri sogni che si infrangevano sulla traversa colpita da Di Biagio.
Non avrei sopportato di veder gli avversari vincere ancora al termine della lotteria dei rigori, non poteva finire nuovamente in quel modo! Ma a volte la vita toglie ciò che ha dato e stavolta era il buon Trezeguet a colpire il legno, dopo essersi preso la soddisfazione qualche anno prima di indovinare un fantastico golden gol che regalava l’Europeo ai Blues. Ci siamo ripresi tutto in un istante e proprio nella competizione di maggior prestigio. Da quel momento in poi si aspettava solo il quinto rigore, quello che ci avrebbe regalato la gioia più grande, perché ognuno di noi sapeva che nessuno avrebbe più sbagliato.
Tutti col fiato sospeso sulla passeggiata di Grosso verso il dischetto. Tutti con lui a prendere la rincorsa e a spingere quel pallone con tutta la rabbia possibile verso il fondo della rete. Apoteosi Italia! L’urlo di Grosso era il nostro urlo e la sua corsa sfrenata era la nostra corsa. Campioni del mondo per la quarta volta.
Ecco il video del rigore decisivo: gustatevelo, perché sono certa che in quel momento nessuno ascoltava più la telecronaca.
Ed ora fuori le bandiere, fuori la voce per tifare ancora azzurro. E voi, ragazzi, regalateci un altro sogno!

Commenti (9)

  1. Fabio Grosso è stato sicuramente uno dei protagonisti.
    Bravissimo!

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