Josè René Higuita: un numero 1 stravagante

di Gioia Bò 7

Chi ama il grande calcio ed i campioni storcerà il naso nel veder inserito Josè René Higuita all’interno della categoria “numeri 1”, perché il colombiano tutto sembrava, fuorché un portiere. Certo, non lo si può definire un grande portiere, ma rappresenta una vera rarità nel ruolo, facendosi interprete di un calcio divertente e spettacolare.

In Europa sarebbe stato cacciato dopo la prima stravaganza, ma laggiù, in sudamerica, il calcio è prima di tutto allegria e molti numeri 1 si sono calati nel ruolo di guascone per strappare un applauso ed un sorriso. C’era Hugo Gatti seduto sulla traversa, perché dalle sue parti non arrivava mai la palla. C’era il messicano Jorge Campos, famoso per le sue maglie sgargianti, ma anche per i 14 gol segnati quando giocava con i Pumas. C’era Chilavert di cui abbiamo abbondantemente trattato, come esempio di portiere-goleador.

Tutti interpreti di portiere spettacolare, ma Higuita è un pezzo unico della collezione ed alcuni episodi sono rimasti ben stampati nella mente di chi ha avuto la fortuna di vederlo in azione. L’istantanea più famosa è quella dei Mondiali italiani del ’90, quando, durante la gara tra Colombia e Camerun si spinse fino a centrocampo, prima di vedersi rubare la palla da Roger Mlla che non ebbe problemi a diregirsi verso la porta per segnare una comoda rete.


Ma il gesto che lo rese famoso è sicuramente la cosiddetta “mossa dello scorpione”, mostrata durante un’amichevole tra la sua nazionale e l’Inghilterra nel 1995. Certo, il tiro di Jamie Redknapp non aveva grosse pretese, ma nessuno avrebbe mai pensato di esibirsi in una parata tanto azzardata: mani a terra, tuffo in avanti e palla respinta a talloni uniti. Questo era Higuita, uno che di gol ne ha presi molti, vista la scarsa capacità tra i pali ed i dribbing azzardati, che facevano rabbrividire compagni e pubblico amico, ma allo stesso tempo in grado di dare quel tocco di classe in più, per cui valeva la pena pagare il biglietto.

Purtroppo alla grande stravaganza in campo, corrispondeva la vita sregolata al di fuori del rettangolo di gioco e spesso abbiamo sentito parlare di lui per vicende legate all’uso di stupefacenti, che ne hanno intaccato profondamente l’immagine. Nel ’93 fu arrestato e condannato a sette mesi di carcere per spaccio, mentre nel 2004 si fece beccare in un controllo antidoping positivo alla cocaina. Squalifica e ritiro forzato, fino allo scorso anno, quando “El loco”, alla rispettabile età di 41 anni è tornato a calcare i campi di calcio, indossando la maglia del Guaros di Lara (serie A venezuelana).

A vederlo ora è irriconoscibile, soprattutto per l’aspetto fisico mutato nel corso degli anni grazie a cinque interventi estetici. Lo ricordavamo con i capelli lunghi e la faccia india, ma guardate adesso come si è conciato, per partecipare ad un reality.

Naso, bocca, contorno occhi e mento rifatti, liposuzione per togliere qualche filo di grasso e gel sui capelli decisamente più corti: il nuovo Higuita è così ed anche questo fa parte del suo personaggio. Voleva stupirci ancora? Ci è riuscito alla grande, non credete?

Commenti (7)

  1. che tipo higuita, me lo ricordo ancora quel gesto dello scorpione, che ha fatto più volte nella sua carriera. era un grande, peccato si sia ridotto così!

  2. Si, nel suo genere, un grande 🙂

  3. Volevo segnalare che nel 1993 non è stato arrestato per spaccio di droga ma, perchè essendo amico del capo del cartello di Medellin, Pablo Escobar Gaviria( non parente del difensore deceduto), venne contattato da un ex dirigente dell’Atletico Nacional per far liberare la figlia di questi sequestrata dal gruppo di Escobar dopo l’evasione del narcotrafficante.
    Fare da intermediario in casi di sequestro è reato per la legge colombiana, poi i mesi di carcere furono 6 e non sette.

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