Champions League: egemonia inglese

di Gioia Bò Commenta

Quattro squadre su otto ai quarti, tre su quattro in semifinale: la Champions League parla sempre più inglese. La Roma non ce l’ha fatta a fermare il Manchester né il Fenerbahce è riuscito a frenare le ambizioni di gloria del Chelsea e così toccherà al solo Barcellona rappresentare il calcio “al di qua della Manica” contro lo strapotere delle compagini inglesi.

Situazione ampiamente prevedibile in fase di sorteggio, quando l’urna aveva stabilito gli accoppiamenti, anche se nel calcio abbiamo imparato da tempo che non è tutto così scontato. Ma oggi, alla luce dei risultati, possiamo dire che sembrava un copione già scritto.

Certo, se De Rossi avesse messo a segno quel rigore, forse staremmo qui a parlare di un’altra storia, anche se bisogna ammettere che la qualificazione della Roma è stata fortemente compromessa nella gara di andata e ieri i giallorossi ben poco potevano fare per fermare l’armata Manchester, seppur orfana di Ronaldo e Rooney.


Tutto come previsto anche nelle altre gare. Ieri sera il Barcellona ha bissato il risultato dell’andata, avendo ragione di uno Shalke 04, che era partito convinto di poter ribaltare il risultato, considerando soprattutto le prestazioni deludenti dei blaugrana nella Liga. E i tedeschi erano anche partiti bene, con attacchi pressanti per i primi 20 minuti, ma poi hanno dovuto cedere le armi alla fine del primo tempo, quando Yaya Tourè ha infilato il gol che fiaccava le speranze di rimonta. Ora gli spagnoli troveranno il Manchester sul proprio cammino e, se vogliono sperare di accedere alla finale, devono dimostrare qualcosa di più di quanto abbiamo visto ieri.

Stesso discorso per il Chelsea che martedì ha avuto la meglio sul Fenerbahce, in una gara decisamente al di sotto delle aspettative, nonostante la partenza sprint degli inglesi che lasciava presagire la goleada. Al terzo minuto Ballack siglava la rete del vantaggio sfruttando di testa un errore difensivo.

Ma i turchi non reagivano e si lasciavano sopraffare dalla veemenza dei blues che coglievano un palo con Joe Cole. Ma era solo fuoco di paglia e la gara era destinata ad addormentarsi tra i fischi del pubblico, deluso dai ritmi lenti della gara. Lampard chiudeva i conti all’87’, ma se solo i turchi ci avessero creduto un po’ di più, avremmo potuto assistere ad una partita ben diversa.

Tutt’altra storia nel quarto fratricida Liverpool-Arsenal. Una gara emozionante con continui capovolgimenti di fronte e la qualificazione incerta fino all’ultimo. Pensate che al 40′ del secondo tempo la gara era sul 2-2 ed i Gunners avevano la qualificazione in tasca, in vurtù dell’1-1 dell’andata. Ma subito dopo il pareggio di Adebayor, i Reds si riportavano subito in avanti, conquistando un rigore che Gerrard trasformava. C’era ancora spazio per il gol di Babel in contropiede, a chiudere una gara combattutta e spettacolare.

In semifinale dunque ancora uno scontro tra cugini e l’Inghilterra avrà nuovamente almeno una squadra in finale. Riuscirà il Barcellona a impedire l’egemonia inglese in campo internazionale?

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