Platinì: Superlega? Berlusconi faccia il ministro!

di Gioia Bò Commenta

Il G14 non esiste più. Platini è stato chiamato apposta a sedersi sulla scomoda poltrona del Presidente dell’Uefa proprio per risolvere la spinosa questione.

Eppure ogni tanto torna di moda parlare di Superlega, di un campionato cioè che veda schierate solo le più grandi squadre, che possono investire nei campioni e assicurare spettacolo e ritorno economico. A tirare fuori il discorso è nuovamente Silvio Berlusconi, da sempre innamorato dell’idea di vedere il suo Milan affrontare solo squadre di pari livello:

Quando si attrezza una squadra che costa tanto, non si può pensare di andare a giocare in provincia con meno di ventimila spettatori. I grandi club dovrebbero avere un campionato tutto loro perché con due “big” in campo lo stadio si riempie e l’audience tv diventa altissima.


Questione di business come sempre e come sempre si schierano i partiti del si e del no, con Zamparini e Preziosi, ad esempio, non favorevoli alla proposta di un campionato di élite. Un’idea da bocciare per i presidenti di Palermo e Genoa, consapevoli che, senza grandi investimenti, le proprie squadre resterebbero fuori dal progetto.

Sorprende invece il parere di Lotito, presentatosi sulla scena calcistica italiana come “moralizzatore” e sempre pronto a rispedire al mittente richieste troppo esose:

Berlusconi e la Superlega? Anche la Lazio avverte la stessa esigenza. La sua proposta potrebbe agevolare le varie problematiche, per poter poi concentrare delle risorse in un’unica direzione.

Ma il parere più autorevole viene dal Presidente dell’Uefa, Michel Platini, in Italia nei giorni scorsi per inaugurare un piccolo impianto sportivo nel paese di origine dei suoi genitori. Raggiunto dai giornalisti, ha voluto rispondere a Berlusconi:

Non è il discorso di un primo ministro che dovrebbe guardare all’interesse di tutti i cittadini. Ha parlato soltanto da presidente del Milan.

Solita lingua tagliente del francese, che ha sempre fatto della schiettezza un vanto, infischindosene di risultare antipatico. E a chi lo provoca affinché sponsorizzi la convocazione di Del Piero agli Europei, risponde pepato:

Sono cavoli vostri! Io ormai non parteggio né entro nelle scelte di nessuno. Guardo in tv il Nancy come il St.Etienne perchè sono il mio passato, seguo la Fiorentina di Prandelli o l’Irlanda del Trap ma a 52 anni non posso più essere un tifoso. Neppure della Juve benchè sia stata importantissima.

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