Gianluca Vialli: goleador di razza

di Gioia Bò Commenta

Stacchiamo la spina per un po’ dalla stretta attualità fatta di biscotti e sospetti di combine e torniamo alle nostre care rubriche, occupandoci di un grande del passato che ha fatto bene in patria e ha tenuto alto il nome degli italiani in terra straniera.

Stiamo parlando di Gianluca Vialli, fenomenale atttaccante degli anni ’80-’90, nonché vero campione di simpatia.

Mosse i primi passi da calciatore (come direbbe il buon giornalista) nella Cremonese, squadra della sua città, contribuendo alla promozione dalla serie C alla B e poi al salto nella massima serie nell’anno di grazia 1984.


Le sue qualità non potevano non essere notate dai grandi club, Juventus in testa, che tentarono in tutti i modi di accaparrarselo. Ma Boniperti, allora presidente del club bianconero, sembrava poco convinto del rapporto qualità-prezzo (o forse temporeggiava per avere uno sconto) e nella trattativa si inserì Paolo Mantovani che ne fece uno dei punti di forza della giovane Sampdoria.

In quegli anni la Samp era una vera rivelazione per il calcio italiano e la coppia Vialli-Mancini faceva impazzire le difese di mezza Italia. Furono anni di grandi soddisfazioni per una squadra che non aveva fino ad allora un blasone così grande: uno storico scudetto nel 1991, una Coppa delle Coppe, tre Coppe Italia ed una Supercoppa Italiana.

Per Gianluca anche il titolo di capocannoniere nell’anno dello scudetto, proprio grazie agli assist del gemello del gol Roberto Mancini. Purtroppo in maglia blucerchiata Vialli ha dovuto vivere anche una delle pagine più tristi per il club genovese, nella sfortunatissima finale di Coppa dei Campioni, persa ai supplementari contro il Barcellona.

Quella sconfitta rappresenterà per la Sampdoria la fine di un ciclo e lo stesso Vialli l’anno successivo venne ceduto alla Juventus, dove continuò la sua marcia trionfale verso il successo.

Ancora uno scudetto, una Coppa Italia, una Coppa Uefa, una Supercoppa Italiana e finalmente quella Champions League da alzare rabbiosamente al cielo sotto il cielo dell’Olimpico.

Poi l’addio al calcio italiano, destinazione Chelsea, prima solo come calciatore poi, in seguito al licenziamento di Gullit, anche come allenatore. E qui altre soddisfazioni: due Coppe d’Inghilterra, una Coppa di Lega inglese, due Community Shield, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea.

Buono anche il suo score in nazionale con 59 presenze, 16 gol ed il terzo posto ai mondiali del 1990. Questo è stato Gianluca Vialli, uno dei più grandi attaccanti degli anni ’80-’90.

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