Fantacalcio: Bizzarri miglior portiere della serie A, Iaquinta punteggio super

La media dei punteggi del Fantacalcio si sta lentamente rialzando. Nelle ultime giornate i bonus stanno aumentando, e di conseguenza anche i gol delle varie Fantasquadre, ma ancora non siamo a livelli altissimi. Il punteggione di giornata lo fa Vincenzo Iaquinta. Ben 14 punti per un attaccante che vale solo 21 Fantamilioni sono tanti. Sicuramente sono un buon motivo per qualche Fantallenatore in cerca di un attaccante da prendere nella propria scuderia.

Per il resto, c’è da registrare il ritorno tra i migliori del Catania, che all’inizio del campionato sembrava la squadra più forte del torneo, ma che si è andata un pò perdendo. Bene anche la Sampdoria, in continua crescita negli ultimi due mesi.

Liga: giornata di goleade, il Barça ne fa 6 al Malaga

Il Barça è tornato, ed il Real deve ripensare ai suoi sogni scudetto. Se nelle scorse domeniche la squadra di Guardiola era apparsa lontana parente da quella galattica che conoscevamo, stavolta tutto ritorna nella normalità, con i blaugrana che segnano 6 gol ad un buon Malaga (buono fino ad ora).

Il Real non è da meno, ma segna “solo” tre gol all’Almeria. In fondo invece rimangono poche speranze di salvezza per l’Espanyol, che perde uno degli ultimi scontri salvezza contro l’Osasuna e rimane a -8 dalla quart’ultima posizione.

Fantacalcio: rispuntano Juve ed Inter tra i migliori

Come prevedibile, in assenza di coppe europee sono i calciatori delle grandi squadre ad emergere in questa giornata piuttosto prolifica di Fantacalcio. In particolare, evento piuttosto raro, nella Fantaformazione troveremo tanti calciatori di Juventus ed Inter, mentre i loro punteggi saranno mediamente più elevati del solito.

Periodaccio nero per la Roma che senza mezza squadra vede soltanto Loria a rappresentarla nel Fantacalcio, mentre per il Milan una giornata storta non farà di certo disperare i migliaia di Fantallenatori che hanno calciatori rossoneri in rosa. Ritornano a farsi sentire anche i portieri, con il primo rigore parato da più di un mese a questa parte, che regalerà sicuramente la palma di miglior numero uno di giornata al catanese Bizzarri.

Bentornato Napoli!

Serviva una scossa per l’intero ambiente e, come al solito, a finire sull’inceneritore è stato il condottiero, colui che non può avere colpe se la squadra non gira come dovrebbe, nonostante la presenza in campo di pezzi da novanta.

Fatto sta che Edy Reja ha pagato per tutti, scendendo in anticipo dal treno-Napoli e portandosi dietro l’affetto dei tifosi e della squadra. Ed è per questo che ieri al San Paolo si temeva una sorta di “rivolta popolare”, dopo i fischi e le contestazioni della scorse settimane all’indirizzo di una squadra incapace di mettere in campo l’orgoglio giusto per andare avanti.

E invece il popolo napoletano ha concesso al nuovo mister la possibilità di dimostrare la propria esperienza, salutando l’ex tecnico con un lungo striscione e invitando Donadoni a risollevare le sorti del club. “Donadoni sbruogl sta matass”, chiedevano i tifosi e, almeno da quanto visto ieri sera, pare che la matassa stia per sbrogliarsi, vista la rinnovata volontà della squadra.

Premier League: doppio stop United-Chelsea, e il Liverpool è a -1

Adesso sì che si può parlare di campionato riaperto. Questo è dovuto più che al Liverpool, che fa il suo dovere in casa contro l’Aston Villa, al Manchester United che rimedia la seconda sconfitta consecutiva e brucia 6 punti in 7 giorni. Adesso i Reds sono sotto di un solo punto alla compagine di Sir Alex Ferguson, ma i Red Devils devono ancora recuperare una partita.

La 30^ giornata comunque passa agli annali per l’incredibile stop dello United in casa del Fulham (il primo negli ultimi 44 anni), grazie soprattutto a Scholes che dopo un quarto d’ora si sostituisce a Van Der Sar, parando un tiro avversario, facendosi così espellere. Nel finale anche Rooney si fa cacciare per doppia ammonizione, e la frittata è fatta. Ma passerà alla storia anche per la prima sconfitta di Hiddink sulla panchina del Chelsea.

Ibra mugugna, Mourinho lo snobba

Parole che lasciano il tempo che trovano a questo punto della stagione, ma che fanno la felicità di quanti vogliono creare un caso a tutti costi. Fatto sta che nelle ultime settimane tali parole sono già uscite un paio di volte dalla bocca di Ibrahimovic ed è facile per noi scribacchini di pallone ricamarci sopra.

Eh si, perché all’indomani della sconfitta contro lo United, lo svedesone aveva lasciato intendere di avere qualche riserva sul suo futuro in maglia nerazzurra. Una dichiarazione ribadita nella giornata di ieri, dopo la doppietta ai danni della Reggina, con quel

Per ora sono concentrato sullo scudetto, poi si vedrà.

Non è il caso di far drammi né di cominciare a strapparsi i capelli, ma è chiaro che Ibrahimovic vuole avere garanzie sul futuro della squadra, impegnato com’è nella rincorsa a titoli ambiziosi quali Champions League e Pallone d’Oro.

“Juventini bastardi imbroglioni”: la vita di Brian Clough diventa un film

Correvano i mitici anni settanta e nel Regno Unito spopolava il nome di un tecnico con la fama di vincente, sebbene allenasse squadre potenzialmente senza possibilità alcuna di conquistare la gloria. Eh si, perché se è semplice mettere in fila trofei e coppe con una squadra di fenomeni, non lo è altrettanto quando si è alla guida di una provinciale, che al massimo può ambire ad una posizione comoda in classifica.

Ebbene, Brian Clough sovvertì ogni regola calcistica, regalando più di un sogno ai club che puntavano sulla sua professionalità, primo fra tutti il modestissimo Derby County, condotto fino alla semifinale di Coppa dei Campioni, poi persa contro la Juventus. Le cronache dell’epoca parlano di una gara molto discussa sotto il profilo arbitrale, il che indusse il tecnico a sospettare che l’arbitro avesse ricevuto un compenso dai cheating bastardas (bastardi imbroglioni) bianconeri. E non si limitò a quelle dichiarazioni di fuoco, aggiungendo poi frasi scomode sullo scarso coraggio degli italiani durante il secondo conflitto mondiale.

Un allenatore che non le mandava certo a dire (vi ricorda qualcuno?) e che già in passato aveva seminato scompiglio all’interno dello spogliatoio del Leeds United, venendo poi cacciato per gli scarsi risultati ottenuti sul campo. Un esonero che poteva costargli caro e che invece segnò la sua fortuna.

Moratti-Mourinho, scoppia la pace e si pensa al futuro

Nessun gelo, nessun litigio. Moratti e Mourinho non sono mai andati così d’accordo, e lo dichiarano apertamente entrambi, parlando del futuro dell’Inter. Forse i fantasmi di Mancini hanno fatto fare un passo indietro al presidente nerazzurro, che intanto si è reso conto che allenatori del calibro dello Special One sul mercato non ce n’erano, e quindi la alternative erano la pace o il ritorno dell’ex allenatore con cui non è che andasse d’accordissimo. E lui ha scelto la prima.

Mourinho dal canto suo non aspettava altro, ed è venuto subito incontro al suo presidente, tornando sui suoi passi ed approvando molte scelte dello stesso Moratti, dalle opportunità in più offerte a Balotelli al ritorno in squadra di Cordoba, criticato duramente nelle settimane passate. Tanto vanno d’amore e d’accordo che adesso si parla già della stagione 2009-2010, e della futura Champions League.

Juve a spasso, Catania quasi salvo, romane in crisi

Campionato chiuso? Lo predichiamo da mesi, di fronte ad una capolista che non perde il passo e, quando lo fa, ha la fortuna di veder crollare anche le sue avversarie. La Juve però continua a crederci, checché ne dica Ranieri, sempe più fermo nel suo proposito iniziale, “migliorare il terzo posto della scorsa stagione”.

Dall’altra parte della barricata troviamo un Mourinho che dice di dormire sonni tranquilli, perché alla sua squadra mancano “solo” 23 punti per raggiungere l’obiettivo finale, mentre ai bianconei occorrerebbe vincere tutte le gare da qui alla fine. Sarà, ma intanto la Juve continua a correre e nessuno può impedirle di crederci fino in fondo, sebbene l’impresa sia di quelle ardue.

Ne è dimostrazione la gara di ieri sera contro la Roma, un poker pulito (doppio Iaquinta, Mellberg e Nedved), per una volta senza contestazioni, quasi a voler emulare la diretta avversaria (0-4 nel girone di andata). Vero è che i giallorossi erano in formazione d’emergenza (tanto per cambiare), ma quattro gol tolgono ogni dubbio sulla voglia di rincorsa della Vecchia Signora.