Trezeguet lancia messaggi d’amore alla Juve

E’ il miglior goleador straniero nella storia della Vecchia Signora, colui che a suon di gol ha contribuito a conquistare un pezzo di leggenda negli ultimi 9 anni. David Trezeguet ha vissuto momenti esaltanti in maglia bianconera, accettando di restare anche nell’anno dell’inferno cadetto, laddove poteva scegliere di approdare in lidi molto più competitivi.

Poi la fortuna gli ha giocato contro e si è ritrovato improvisamente in un sala operatoria, costretto ad interrompere temporaneamete una carriera straordinaria, nella speranza di ritrovare il suo posto una volta guarito. Ma mentre lui trascorreva la sua convalescenza in poltrona, la Juve vinceva ed accumulava punti, anche grazie a chi ne aveva preso il posto sul rettangolo verde.

E Trezeguet l’intoccabile al ritorno trovava un posto come riserva di lusso, in attesa di riprendere la forma perduta. Intanto Ranieri lo teneva al caldo, offrendogli scampoli di partita, fino al match di ritorno contro il Chelsea, quando il francese non gradì la sostituzione e si scagliò contro le scelte del mister, lamentandosi sulle pagine dei giornali.

Fantacalcio: fioccano i gol, tante doppiette e difensori determinanti

Giornata a tinte fortemente bianconere quella appena trascorsa. Se infatti chi avrà puntato sulla Juventus avrà sicuramente ottenuto alcuni punteggi elevati, ma altri molto bassi, chi avrà schierato calciatori di Siena e Udinese avrà azzeccato praticamente tutti i calciatori.

La squadra toscana è senza dubbio quella che prenderà le votazioni più alte di giornata. 4 gol con 4 calciatori diversi, compresi anche gli assist e le prestazioni molto alte, si vanno a sommare alla discreta partita dell’Udinese che, nonostante non abbia brillato, comparirà nella top 11 con almeno due calciatori, che uniti agli juventini faranno essere la squadra di giornata quasi monocromatica.

Premier League: Macheda tiene lo United in vetta, ma il Liverpool non molla

Bellissima giornata di campionato quella pasquale in Premier League. Protagonista è ancora una volta il diciassettenne italiano Federico Macheda, che entra nel secondo tempo per Berbatov, e come 7 giorni prima segna al primo pallone che tocca. Nessuna emozione, nessuna pressione. Quando uno è un talento i gol li fa sempre, e pare proprio che è di questo che stiamo parlando.

Macheda salva i suoi ed il suo mentore, Sir Alex Ferguson, da un imprevisto sorpasso da parte del Liverpool, che ad un quarto d’ora dalla fine sembrava doversi avverare. Subito in vantaggio con Scholes, il piccolo Sunderland ha la forza di trovare il pareggio nella ripresa con Jones, e così Ferguson mette in campo il suo talismano ed il gol arriva puntuale, un po’ come accadeva lo scorso anno nell’Inter quando si inseriva Cruz.

Che fine ha fatto la coppia Salas-Zamorano?

Facciamo un piccolo strappo alla regola, e nel ricordare due grandi calciatori, Marcelo Salas ed Ivan Zamorano, non potevamo considerarli separati. Uniti nel calcio italiano, anche se non hanno mai vestito la stessa maglia, hanno fatto la storia del calcio cileno, avendo fatto raggiungere al loro Paese, grazie ai loro gol, i risultati migliori della sua storia.

E’ un bel po’ che non si sentono, il più vecchio, Zamorano, da quando ha lasciato l’Inter nel 2001, il più giovane, Salas, da quando due anni dopo andò via dalla Juventus. Si credeva che per entrambi potesse esserci un futuro in Italia. Soprattutto per Zamorano che ha lasciato il suo segno nella storia nerazzurra. Ma come capita spesso ai calciatori sudamericani, per quanto possa essere stata gloriosa la loro carriera, dopo un po’ svaniscono nel nulla.

Spalletti, Tare e la vergogna del calcio italiano

Avremmo voluto raccontarvi una storia diversa nella domenica di Pasqua, non per buonismo o per onorare al meglio la festività, ma per la tragedia che ha profondamente toccato il cuore di tutti noi italiani, facendoci riflettere anche sull’opportunità di fermare il carrozzone per un giorno.

E invece, non solo lo spettacolo è andato avanti nonostante tutto, ma quello che è apparso davanti ai nostri occhi è stato quanto di più vergognoso si possa immaginare, in una giornata in cui ci si aspettavano segni di rispetto per un dolore che è diventato di tutti.

Avremmo voluto raccontarvi di esultanze pacate, come quella di Pandev che alzava gli occhi al cielo, quasi a voler dedicare la rete a chi non può più gioire per le sorti della propria squadra; avremmo voluto raccontarvi di gesti di fair play tra giocatori, allenatori, dirigenti. Ma non è così ed ancora una volta ci ritroviamo a dover commentare la tristezza di un ordinario sabato di follia, con risse, minacce, espulsioni e persino aggressioni fisiche. Lo spettacolo più indecoroso ce l’ha offerto il derby capitolino, con ben cinque espulsioni ed una coda polemica consumatasi di fronte ai microfoni di Sky tra Spalletti e Tare, di cui vi proponiamo il video a fine articolo.

Il Genoa chiude il campionato

I giochi sono fatti, semmai ci fosse ancora qualche dubbio in proposito. La Juventus ieri sera ha cozzato contro il Genoa, perdendo l’ultimo treno disponibile per tentare l’impresa scudetto. Non che i bianconeri avessero chissà quante possibilità di agganciare l’Inter in testa alla classifica, ma ieri il duo Cavani-Succi aveva riacceso qualche speranza di avvicinamento, in attesa dello scontro diretto di sabato prossimo.

Vincendo in quel di Genoa, la Juve si sarebbe potuta presentare di fronte alla capolista a -8, con la possibilità di portarsi a soli cinque punti nella prossima sfida. Ma la Vecchia Signora non ha colto l’occasione ed ora la vetta è lontana dieci lunghezze, troppe per essere colmate in appena sette giornate.

Demerito della Juve, certo, ma anche merito, grande merito, di un Genoa che non smette mai di stupire e che conferma la fama di squadra rivelazione del campionato. Gli uomini di Gasperini hanno dimostrato ancora una volta di meritare il quarto posto in classifica, nonostante l’assenza di Milito e la poca abitudine ai piani alti della classifica.

Felipe Melo dà un pugno a Lopez e scatta la denuncia

Doveva essere la giornata della solidarietà, e dai calciatori in campo non si chiedeva nulla di più che essere sportivi, ma ancora una volta il calcio italiano ha fatto una di quelle figure di cui non andare fieri. A parte la gara dell’Olimpico in cui se ne sono viste di tutti i colori, c’è un’altra partita che passerà agli annali della vergogna del calcio, ed è Fiorentina-Cagliari.

Al novantesimo, con i viola che portano a casa i 3 punti, sul taccuino dell’arbitro risultano 7 ammonizioni e due espulsioni, più un parapiglia che però, stando alle fonti ufficiali, sul referto arbitrale non c’è. Ma ne sa qualcosa la società del Cagliari, che ha annunciato poco dopo la fine della partita che denuncerà l’accaduto alla Procura Federale. L’accusa è di aggressione dei calciatori viola nei confronti dei cagliaritani.