Pallone d’oro Fifa: i 23 candidati

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La rivista France Football ha reso noti i nomi dei 23 candidati al Pallone d’Oro Fifa, la prima edizione del premio per il miglior calciatore dell’anno solare. Il 2010 infatti, per la prima volta, non vedrà i soliti due premi, e cioè il Pallone d’Oro ed il Fifa World Player, diventati ormai un doppione l’uno dell’altro, e così saranno fusi in uno unico.

Come era facile attendersi, l’Italia subisce ancora una volta l’umiliazione di non vedere nemmeno uno dei suoi calciatori in lizza (non ci sono nemmeno francesi però), ma non mancano i calciatori che giocano in serie A. Ovviamente premiata l’Inter campione d’Europa, anche se mancano nomi importanti come quelli di Milito, che con i suoi gol è stato determinante nella scorsa stagione, ma è apparso sottotono sia al Mondiale che in questo avvio di campionato, Lucio e Zanetti, mentre non potevano mancare i rappresentanti della nazionale campione del mondo della Spagna che vanta ben 7 candidati, tra cui però non compare Fernando Torres, che ha passato gli ultimi 6 mesi a combattere con uno stato di forma precario.

Bundesliga: riprende la corsa del Mainz, ancora a secco il Bayern Monaco

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Campionato e coppe parlano due lingue diverse. E così accade che se in Italia squadre come Napoli e Palermo vanno alla grande in campionato ma stentano nelle coppe, in Germania i club che in coppa stanno facendo sfracelli (vedi Bayern Monaco, Schalke e Stoccarda), sembrano l’ombra di sé stessi in Bundesliga.

E così ad approfittarne è una squadra che le coppe non le gioca. Si tratta del neopromosso Mainz chiamato alla prova del nove contro uno dei club più forti del campionato tedesco, il Bayer Leverkusen. La supersfida alla Bayarena finisce con l’incredibile vittoria del Mainz che con la rete della sua stella, l’austriaco Ivanschitz, ottiene i tre punti più difficili del suo campionato che gli permettono di rimanere al primo posto.

Napoli-Milan 1-2: fotogallery

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Mister Mazzarri aveva provato a mettere in guardia i suoi, affermando che le grandi squadre non sbagliano mai due gare di seguito. E così è stato, perché il Milan aveva una gran voglia di riscatto dopo il ko in Champions League contro il Real Madrid e questa sera contro il Napoli ha lottato per portare a casa la posta piena, utile per non perdere troppo terreno dalla capolista Lazio.

Nella terra del sole e del mare si è scatenato Giove Pluvio e la gara ne ha risentito non poco, specie nei primi minuti di gioco, quando il pallone scivolava via troppo facilmente sul pantano del San Paolo. L’unico sussulto arriva così da uno scontro violento tra Antonini e Maggio, che costringerà il rossonero all’uscita anticipata dal campo (più tardi uscirà anche l’azzurro per le conseguenze della botta).

Serie A 8a giornata: Napoli – Milan 1-2

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Posticipo dell’ottava giornata di serie A.
Stadio San Paolo, Napoli.
Napoli-Milan 1-2
Reti: 22′ pt Robinho (M), 27′ st Ibrahimovic (M), 33′ st Lavezzi (N)

Non sono piaciute, nel complesso, le due retroguardie: quando Napoli e Milan hanno provato l’affondo si sono trovate molto spesso nella condizione di infierire. La prima frazione si è chiusa con un solo gol segnalato su tabellone luminoso (il vantaggio rossonero, bravo Robinho a finalizzare un’azione impostata dallo stesso brasiliano e a cui Oddo ha saputo dar seguito in maniera congeniale) ma le reti da raccontare potevano anche essere di più. Davanti ad Abbiati e De Sanctis, infatti, si è percepita parecchia confusione, i difensori di fascia si son fatti saltare a oltranza e i tentativi di arginare le finalizzazioni degli attaccanti sono sembrati, in molti casi, approssimativi.

Lavezzi, Cavani e Hamsik nelle file locali; Ibrahimovic con Pato e Robinho tra gli ospiti. Ovvero, sei calciatori in grado, da soli, di fare la differenza: i 50 mila del San Paolo hanno assistito a un incontro che è decollato piano, ma è decollato. Piacevolissima la seconda parte del primo tempo, mentre nella prima si appunta uno scontro di gioco fortuito (10′) tra Antonini e Maggio. Il rossonero è quello che ha la peggio seduta stante, esce in barella per fare posto a Oddo. Il partenopeo prosegue per altri 14′ ma allo scoccare del 24′, quando i giramenti di testa si acuiscono, è anch’egli costreto al forfait. Dentro Yebda.

Adrian Mutu chiede scusa

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E’ il giorno delle scuse per Adrian Mutu, l’attaccante della Fiorentina che lo scorso sabato si è reso protagonista di un grave fatto di cronaca, rompendo il setto nasale ad un cameriere all’interno di un locale del capoluogo toscano. Nella giornata di ieri il rumeno aveva tentato di giustificarsi, dicendo di aver risposto con la violenza ad offese razziste da parte del cameriere in questione (tra l’altro smentite nelle ultime ore dal legale del ragazzo aggredito). Oggi invece arriva il mea culpa:

Voglio porgere le mie scuse più sincere e profonde alla proprietà, alla società, allo staff tecnico, ai miei compagni e a tutta la tifoseria. Mi rendo conto che quanto accaduto non sarebbe mai dovuto accadere. Non mi perdono, in particolare, di essermi lasciato coinvolgere stupidamente in una lite dalla quale, invece, avrei dovuto rifuggire, tanto più in considerazione del fatto che trascorrevo una serata in compagnia di amici venuti appositamente dalla Romania per festeggiare la loro figlia, che il giorno dopo avrei battezzato in una Chiesa Ortodossa di Firenze.

Ritorna la minaccia dello sciopero dei calciatori

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Stop alle trattative tra Associazione Calciatori e Lega di A per il rinnovo del contratto collettivo dei calciatori. Lo ha annunciato il presidente dell’AIC, Sergio Campana, dopo l’ultimo incontro avvenuto nella sede della Federcalcio.

E’ dal 13 settembre, giorno del primo incontro, che non si fanno passi avanti. Il nostro giudizio sulla bozza di contratto proposta dalla Lega A è negativo. Ora faremo una relazione ai calciatori, che avevano deciso di sospendere lo sciopero nella speranza che le nuove trattative portassero a qualche soluzione. Invece c’è stato un peggioramento, perciò adesso saranno loro a decidere se scioperare o meno. Spero che non siano costretti a scioperare, ma di fronte a questa situazione serve un intervento deciso

Nuova puntata della telenovela Rooney

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Su gran parte della stampa inglese, la firma sul prolungamento del contratto di Wayne Rooney è stata rappresentata come la vittoria del – per una volta – diplomatico sir Alex Ferguson.

L’allenatore sarebbe stato addirittura uno dei motivi principali per cui Wazza avrebbe deciso di continuare a legarsi ai Red Devils. Lo dice anche il comunicato ufficiale dello United:

La sua esperienza, la sua passione e la sua voglia di vincere sono state una delle principali ragioni per firmare il rinnovo.

Ma è proprio così?

Edy Reja frena: lo scudetto non è per noi

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In molti pensavano che il primato della Lazio fosse solo un fuoco di paglia, ma l’aquila continua a volare sul prato dell’Olimpico ed i biancazzurri sembrano non volersi fermare davanti a nulla. Otto giornate di campionato, 19 punti conquistati, frutto di sei vittorie ed un pareggio, mentre la casella sconfitte registra solo il 2-0 subito in casa della Sampdoria, quando correva la prima di campionato. La Curva Nord comincia a sognare in grande, ma Edy Reja – da buon condottiero – frena gli entusiasmi e non vuole nemmeno sentir nominare lo scudetto:

Lo scudetto non ci riguarda, siamo una squadra da prime 6 posizioni.

Capello: il calcio italiano è in crisi

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L’Italia è stata sbattuta fuori dai mondiali a calci nel sedere, prima ancora di accorgersi che stava vivendo il peggiore degli incubi; le squadre italiane in Europa oramai non fanno più paura a nessuno e basta un modesto Lech Poznan a mettere in crisi la Vecchia Signora o un altrettanto modesto Basilea per ingigantire i guai della Roma. Dove sta andando dunque il calcio italiano. Analizza la situazione Fabio Capello, uno che con la la “sua” Inghilterra non sta facendo certo fuoco e fiamme, sebbene occorra riconoscergli il merito di aver vinto praticamente tutto quando allenava dalle nostre parti:

A livello europeo, il calcio italiano è messo male. Abbiamo dominato per anni, ma ora in Europa il calcio tecnico e fisico ha la meglio sul nostro. E’ vero, l’Inter ha vinto la Champions, però dobbiamo ricordare che lo ha fatto con tanti stranieri forti fisicamente e validi tecnicamente.

Premier League: l’Arsenal batte il City e fa un regalo al Chelsea

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A questo punto solo il Chelsea può essere l’avversario di sé stesso. Mancano ancora 29 partite, ma i Blues continuano a mostrare una superiorità senza limiti nei confronti delle avversarie. Se a questa si aggiunge che le inseguitrici si tolgono punti l’una con l’altra, allora Ancelotti può dormire sonni tranquilli.

I Blues infatti non fanno molta fatica contro il Wolverhampton, vincono con il più classico dei risultati (2-0 e controllo del match) ed osservano dall’alto le avversarie che arrancano alle sue spalle. Bene il Manchester United che, nonostante il problema con Rooney, ha subito trovato la forza di rialzare la testa con Javier Hernandez. E’ sua la doppietta che permette ai Red Devils di battere la forte resistenza dello Stoke City e agganciare Arsenal e Manchester City al secondo posto a -5 dal Chelsea.

Arbitraggi 8^ giornata: molta confusione sui rigori, dubbi sull’intervento di Cassano

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L’ottava giornata di campionato si trascina dietro molte polemiche che rovinano la giornata positiva della gran parte della classe arbitrale. Aspettando Napoli-Milan, tra le altre 9 gare solo tre sono gli arbitri insufficienti, più uno discutibile in Inter-Sampdoria.

Ma andiamo con ordine. Il risultato falsato sostanzialmente è uno solo, e cioè Udinese-Palermo. Se il rigore con cui i friulani passano sul 2-0 è regolare, c’è da considerare che non ci sarebbe dovuta nemmeno essere l’azione da cui è scaturito perché il calcio d’angolo che ha portato Cassani a stendere Zapata in realtà era una rimessa dal fondo valutata male dal guardalinee.

Eredivisie: Psv-Feyenoord 10-0!

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Di goleade nel calcio se ne vedono tante, ma difficilmente raggiungono proporzioni da gara professionisti contro dilettanti. Evento rarissimo nelle gare del massimo campionato, che diventa ancora più incredibile se consideriamo che la squadra che ha subìto ben 10 gol non è una neopromossa alle prime armi né una squadra scesa in campo con la Primavera. Si tratta del Feyenoord, uno dei club più gloriosi del calcio olandese, uscito letteralmente a pezzi dallo scontro con il PSV Eindhoven.

Ma com’è stato possibile il 10-0? C’è da dire che la squadra di Rotterdam non sta passando un buon momento in campionato. E’ infatti penultima con soli 6 punti dopo 10 giornate, ma questo non giustifica una sconfitta di queste dimensioni. In campo infatti è scesa con gli 11 titolari, e la partita è rimasta in bilico per oltre mezz’ora.