16^ giornata: si gioca!

E’ ufficiale: tifosi di tutt’Italia, preparate sciarpe e bandiere perché sabato e domenica prossima le squadre saranno di nuovo in campo. Lo sciopero dei calciatori è stato scongiurato all’ultimo momento,

Milan, Maldini e il mistero Gourcuff

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Yoann Gourcuff non gioca più al Milan da oltre due anni, eppure di lui si parla ancora. Più che da Milanello, le dicerie arrivano da Lorient, dove il padre del calciatore, Christian, che oggi allena la squadra locale, ritorna su vicende appartenenti al passato e chissà perché tornate a galla.

Il motivo del contendere è l’ostruzionismo che, a suo dire, è stato creato al tempo in cui Yoann giocava a Milano, tornato al centro del dibattito dopo un’intervista fatta a Paolo Maldini, che aveva bollato come ritardatario il figlio, accusato di “fare il bello” in allenamento e di rifiutarsi di imparare l’italiano

così si beccava entrate dure. Ad un certo punto è stato isolato. E poi sono successe cose gravi e lui sa di cosa parlo.

Champions League: storica qualificazione per il Copenaghen

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Gare sottotono quelle di ieri sera in Champions League, visto che su 8 possibili qualificate, si conoscevano già 7 nomi e rimanevano dunque da decidere i primi posti e l’accesso all’Europa League. L’unica squadra che ancora puntava al “bersaglio grosso” era il Copenaghen, in vantaggio di un punto sul Rubin Kazan. I russi erano comunque pericolosi visto che in passato contro il Barcellona erano stati una delle poche squadre a vincere o ad ottenere almeno un punto, e stavolta i blaugrana scendevano in campo con la squadra B.

Ma i danesi non si sono fatti intimidire, ed hanno portato a termine il loro compitino: 3-1 rifilato al derelitto Panathinaikos, ombra della bella squadra ammirata fino allo scorso anno, ed in pratica qualificazione messa in cassaforte già a metà primo tempo. Forse scoraggiato anche dalle notizie che arrivavano da Copenaghen, il Rubin non fa una gran partita, o sono le seconde leve del Barça a volersi mettere in mostra, ma alla fine gli spagnoli avranno la meglio sui russi con i giovanissimi Vazquez e Fontas, 23 anni il primo, 21 il secondo.

Calcio di punizione

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Calcio di punizione

Il calcio di punizione è il modo per riprendere il gioco dopo una scorrettezza. I casi in cui avviene il calcio di punizione sono innumerevoli, in pratica ogni volta che viene commessa un’infrazione, tranne quando questa avviene in area di rigore. In questo caso, tranne le dovute eccezioni, si parla di calcio di rigore.

Werder Brema – Inter 3-0: fotogallery

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Al di là del risultato finale, che avrebbe determinato la prima o seconda posizione nel Gruppo A di Champions League (Tottenham permettendo), l’Inter aveva un unico obiettivo nella trasferta di Brema: salvare la faccia ed evitare figuracce, come aveva chiesto nell’immediata vigilia il patron Moratti. Ma evidentemente la testa era già al Mondiale per Club ed a nulla è servito l’ampio turnover imposto da Benitez, se è vero che i nerazzurri tornano in patria con le ossa rotte.

Poche le azioni pericolose nel primo quarto di gara, ma poi i padroni di casa sono saliti in cattedra, costringendo Orlandoni ad un paio di interventi decisivi. Il terzo portiere dell’Inter nulla ha potuto, però, sul colpo di testa di Prodl, che al minuto 38 portava i tedeschi in vantaggio.

Champions League: Werder Brema – Inter 3-0

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Sesta giornata di Champions League gruppo A.
Stadio Weserstadion, Brema:
Werder Brema-Inter 3-0
Reti:
39′ pt Prodl (W), 4′ st Arnautovic (W), 43′ st Pizarro (W)

Non era in discussione la qualificazione solo perchè l’Inter, grazie al buon rendimento della prima parte di Champions, l’aveva già ipotecata. Semmai, occorreva conquistare il primo posto per riuscire a ottenere un pass migliore ed evitare le avversarie più pericolose. Invece, complice la netta sconfitta dei nerazzurri a Brema e in virtù del pari ricco di gol tra Twente e Tottenham, gli inglesi passano come migliore del gruppo A.

Pare essere costretti a commentare l’ennesima defiance di stagione degli uomini di Benitez, invece ci ostiniamo a pensare che, più di così, l’ex Liverpool non avrebbe potuto fare. Troppi infortuni, nessun rinforzo e giocatori non al meglio: chi altro avrebbe fatto più del tecnico interista?

Le Wags: Sara Carbonero

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Il suo nome completo è Sara Carbonero Arévalo – il primo cognome è quello del padre, il secondo è della madre – ed è una giornalista spagnola di ventisei anni, vicedirettrice per lo sport del canale televisivo spagnolo Telecinco.

La sua carriera giornalistica inizia a Radio Marca nel 2006. Lei è ancora una studentessa universitaria che studia per conseguire la laurea in giornalismo, e questa esperienza rappresenterà per lei una specie di Master, in cui ha imparato tantissimo, dalla respirazione alla dizione.

Top 11 Uefa: gli unici italiani sono Bonucci e Cassano

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Dopo aver scoperto i tre finalisti per la vittoria del Pallone d’oro Fifa, tocca all’Uefa che propone la composizione della squadra dell’anno. Tutti gli appassionati di calcio possono andare sul sito della Uefa all’indirizzo http://it.uefa.com/community/teamoftheyear/index.html e votare la loro top 11 scegliendoli tra una lista di 55 giocatori.

Tra le nomination fanno la parte dei leoni, ovviamente, l’Inter – nove giocatori -, seguita dal Real Madrid – sette giocatori -, e il Barcellona – sei giocatori. Solo due italiani tra i giocatori candidati a far parte del Top 11 Uefa: il centrale della Juventus e del Bari Leonardo Bonucci, e l’ormai ex-bandiera doriana Antonio Cassano.

Milan: nel mirino i due fenomeni argentini del futuro

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Continua la linea giovane del Milan che potrebbe presto ingaggiare due fenomeni. Uno ha 18 anni, l’altro 19, ma sono già sui taccuini di mezza Europa. Quello di cui ha più bisogno Allegri in questo momento si chiama Rogelio Funes Mori, centravanti del River Plate e della nazionale argentina Under 20. E’ considerato “il nuovo Batistuta” visto il suo fisico possente e l’agilità che non molti attaccanti hanno, e sono in tanti a credere che sarà la punta della nazionale argentina per i prossimi 10 anni.

L’altro è un fantasista simile a Ronaldinho, con il pregio di avere 12 anni di meno. Si chiama Erik Lamela ed è un vero e proprio funambolo che può giocare dietro le punte o come esterno di sinistra, molto rapido e con piedi buoni. Su di lui c’è da tempo il Barcellona che vede in lui il Messi del futuro, ma Lamela ha voluto rimanere al River Plate per crescere, evitando di far panchina in Spagna.

Premier League: Arsenal capolista, il Chelsea non vince più

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E sono quattro. Il Chelsea non vince da un mese, e la gara contro l’Everton non fa eccezioni. Lo squadrone di Ancelotti è in crisi d’identità, non riesce più ad ottenere i tre punti e ancora una volta ha bisogno di un calcio di rigore per segnare. Finisce 1-1 contro l’Everton, e l’enorme vantaggio accumulato nelle prime 12 giornate viene definitivamente dilapidato.

I Blues erano in testa dalla prima partita, ma va dato atto che stavolta nessuno ha mollato, e così non ci si ricorda nemmeno da quanti anni non si vedeva l’Arsenal in vetta alla classifica di Premier League. I ragazzini di Wenger sono davvero fenomenali, battono il Fulham 2-1 con gol uno più bello dell’altro, ed approfittando del campo impraticabile del Blackpool che ha fatto rinviare la partita contro il Manchester United si godono, almeno per una settimana, il primato.

Pallone d’Oro: è ufficiale, Sneijder fuori dal Podio. Mourinho, Guardiola e Del Bosque per la panchina d’oro

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Le anticipazioni di domenica scorsa erano corrette. La rivista France Football ha reso noti i primi tre posti per il Pallone d’Oro 2010, e tra questi non compare Wesley Sneijder. Siamo sicuri che dopo il triplete e la finale del Mondiale, sarebbe bastato qualche gol in campionato ed almeno uno in Champions League per far rientrare nei primi tre posti l’interista, ma visto che gli ultimi 5 mesi sono stati un calvario per lui, deve accettare la sconfitta.

Non ci sta il suo presidente, Massimo Moratti, che subito dopo l’ufficializzazione delle candidature (Xavi, Iniesta e Messi) ha sbottato:

Lo trovo molto ingiusto, Sneijder l’anno scorso ha fatto un’annata fenomenale, ha vinto tutto quello che si poteva vincere, lui per me meritava il Pallone d’Oro . Mi sembra ingiusto che venga dato a chi non ha avuto lo stesso tipo di performance tutto l’anno, anche se si tratta di un giocatore grandissimo.

Fuorigioco

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Fuorigioco

La regola del fuorigioco, in inglese offside, non è di per sé un’infrazione, ma significa essere letteralmente fuori dal gioco, non far parte della partita, seppur per qualche centesimo di secondo. Il fuorigioco si ha in sostanza in due casi: quando, nel momento del passaggio di un compagno

  1. si è oltre l’ultimo difensore avversario
  2. si è oltre il portiere avversario, se tra lui e la porta c’è soltanto un altro difensore.

Ci sono però delle eccezioni e varianti a questa regola. Ad esempio non si è in fuorigioco quando, rispetto al primo caso, si parte dalla propria metà campo o se, al momento del passaggio, si è in linea con l’avversario, o se, nonostante ci si trovi oltre l’ultimo avversario, il punto di partenza è più arretrato rispetto al pallone. Per essere considerato fuorigioco, il calciatore deve essere al di là dell’ultimo difensore con una parte del corpo utile per andare in gol, quindi non vengono considerate le braccia e le mani.