Felipe Melo voleva smettere col calcio

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E’ tempo di bilanci per Felipe Melo, al termine di un anno non proprio esaltante a livello professionale. Nella sua prima stagione in maglia bianconera non si può certo dire che abbia offerto il massimo, risentendo in maniera esagerata della crisi che ha colpito la Juventus per tutto lo scorso campionato. Ma poi c’erano i Mondiali ed il centrocampista avrebbe avuto la possibilità di rifarsi, visto che con la maglia del Brasile aveva sempre offerto prestazioni di primo piano.

Fino alla partita con l’Olanda, durante la quale il bianconero riuscì a collezionare solo magre figure, prima rendendosi protagonista di un’autorete, poi facendosi espellere. La degna conclusione, insomma, dell’anno peggiore della sua carriera da professionista. Ma a sentir lui, il bilancio è comunque positivo:

Lo considero un buon anno, da ogni punto di vista: le sconfitte e i momenti difficili mi sono serviti da lezione. Purtroppo non abbiamo vinto il Mondiale, ma sono riuscito a tornare al top con la Juventus, dopo che molti mi avevano già dato per finito.

Rosell contento di aver venduto Ibra

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Diciamolo chiaramente l’esperienza di Zlatan Ibrahimovic a Barcellona è stata un grande flop. In parte non è nemmeno dovuto a lui ma alla sua ex-squadra: l’Inter senza di lui è riuscita a vincere tutto.

Sbarcato in Catalogna per Samuel Eto’o più 40 milioni di euro, non è mai riuscito a far dimenticare il camerunense nonostante i 16 gol segnati nelle 29 partite giocate. Non è mai entrato nei meccanismi della squadra, tanto è vero che Guardiola lo ha lasciato fuori in tutte le partite decisive che hanno segnato il fine stagione.

De Laurentiis: “Napoli infinito nel 2010”

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Con una nota ufficiale apparsi ieri sul sito internet della Società Sportiva Calcio Napoli, il presidente del club, Aurelio de Laurentiis coglie l’occasione degli auguri di Natale ai tifosi partenopei per ricordare all’anno calcistico appena trascorso:

Il 2010 ci ha visto protagonisti di una meravigliosa cavalcata in campionato, coronata prima con l’accesso all’Europa dalla porta principale e successivamente impreziosita dalla qualificazione ai sedicesimi di Europa League. Un passaggio che ci riempie di orgoglio e che attesta a pieno titolo il ritorno del nostro Napoli tra le stelle di prima grandezza internazionale.

Questo riferimento alla “grandezza internazionale”, così come il dire che il Napoli è

infinito

e che

sta già segnando un’epoca sportiva di esaltanti rimonte e gol all’ultimo respiro

mi sembrano affermazioni un po’ esagerate ma fanno parte del personaggio, e poi bisogna sempre ricordare che il suo Napoli è partito dalla serie C: dopo quel che ha passato il club, ogni vittoria vale doppio.

Juventus: Gilardino sarà bianconero o a gennaio o a giugno

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La rosa dei possibili attaccanti che approderanno in bianconero pare essersi ristretta ad uno, massimo due nomi. Quello più probabile è Gilardino, che Della Valle non vuol cedere a gennaio, ma che sicuramente non potrà trattenere a giugno.

L’attaccante vuole andar via, e a giugno rischia di essere ceduto a parametro zero, per questo potrebbe convenire a tutti uno scambio con Amauri con un conguaglio da parte dei bianconeri di 8-10 milioni. Questi fondi potrebbero arrivare dalla Germania dove lo Schalke 04 (e non solo) vorrebbe ingaggiare Sissoko.

Il presidente del Gremio ha trovato un accordo con Ronaldinho

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La pietra tombale sulla permanenza di Ronaldinho al Milan l’ha messa Silvio Berlusconi quando ha ammesso che

Ronaldinho, in questo momento non è sempre reattivo in campo e negli allenamenti.

Un addio annunciato dopo l’arrivo di Cassano, perché lo spazio per il Pallone d’Oro 2005 si sarebbe ulteriormente ridotto, e per lui restare al Milan avrebbe voluto dire tanta tribuna e poco campo.

L’ultimo saluto a Enzo Bearzot (gallery)

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Una cerimonia semplice ha accompagnato l’addio di Enzo Bearzot, morto un paio di giorni fa dopo una lunga malattia. Semplice la cerimonia, come semplice era l’uomo, uno che non si è mai comportato da primo della classe, pur essendo consapevole dell’immenso obiettivo raggiunto.

Poteva prendersene di rivincite il Vecio all’indomani di quell’11 luglio del 1982, allorché la sua nazionale sollevava la Coppa del Mondo nel catino infernale del Santiago Bernabeu, dopo che critici, stampa, tifosi si erano accaniti contro quel gruppo. Ma Bearzot era fatto così e le sue rivincite se le è prese solo sul campo, accettando poi l’idea che in molti saltassero sul carro dei vincitori pur non avendone il diritto.

Ufficiale: Benitez addio all’Inter

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Tanto tuonò che piovve e in fondo ce lo aspettavamo da tempo. Rafa Benitez non è più l’allenatore dell’Inter dalle ore 13 di oggi, da quando cioè sul sito della società nerazzurra è apparso uno scarno comunicato:

Consensualmente e con reciproca soddisfazione è stato raggiunto un accordo per la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro. F.C. Internazionale ringrazia Rafael Benitez per il lavoro svolto alla guida della squadra, che ha portato ai successi della Supercoppa italiana e del Mondiale per club Fifa.

Di rito anche il ringraziamento dell’allenatore:

Rafa Benitez ringrazia la società per l’importante esperienza professionale e per le vittorie vissute insieme.