Tra Michel Bastos e l’Italia c’è una relazione particolare. Da anni viene annunciato vicino ad una squadra italiana, ma poi alla fine non succede mai nulla. Juventus, Inter, Milan, Napoli, sono tutte squadre che sono state avvicinate, in un dato momento al giocatore brasiliano. Nessuna ha mai concluso nulla.
In questo periodo il club italiano che sembra più vicino al giocatore sembra essere il Milan. L’esistenza di contatti tra i rossoneri e l’Olympique Lione è stata confermata anche dal direttore generale della squadra francese Bernard Lacombe.
C’è una notizia buona ed una cattiva per i tifosi bianconeri. La buona è che il consiglio d’amministrazione che si è riunito oggi nella sede di Corso Galileo Ferraris ha definito il bilancio della Juventus sanissimo, uno dei più sani (se non il più sano) della Serie A. Ciò significa che se già oggi entrassero in vigore le norme del fair play finanziario, i bianconeri sarebbero l’unica big italiana a giocare le coppe europee senza problemi.
La cattiva è che, per mantenere questa solidità di bilancio, non verranno spese grosse cifre a gennaio. Ciò significa che se non verrà conquistata la qualificazione in Champions League, probabilmente non ci saranno grossi investimenti nemmeno a giugno. Dunque che fare?
Puntate di quasi 10 volte più del normale hanno insospettito gli investigatori, ed anche gli stessi bookmaker, tanto da aprire delle inchieste su uno dei mali che il calcio proprio non riesce a scrollarsi di dosso: le scommesse. Da un lato ci sono quelle legali, anche se non andrebbero fatte, e cioè quelle dei dirigenti e calciatori convinti in buona fede di sapere il risultato di una partita della propria squadra, ma che la maggior parte delle volte perdono la scommessa; dall’altro ci sono vere e proprie truffe per cui è previsto anche il carcere. Ed è di questo che si parla oggi.
Nel mirino sono finite alcune partite di Coppa Italia e Serie B, in particolare Bari-Livorno finita 4-1 e Albinoleffe-Piacenza 3-3. Ad attirare l’attenzione dei bookmaker, che correttamente hanno segnalato l’anomalia alle autorità, sono alcune puntate considerate “strane”, in base alla quantità di giocate e all’ammontare. Basta dire che una partita di Coppa Italia come Bari-Livorno, che mediamente attira 2-300 mila euro di scommesse in tutta Italia, a dicembre ne ha portate 1,6 milioni, ed in particolare in zone della Toscana in cui di solito le puntate sono medio-basse.
Verrà presentato oggi alle 13:00 il nuovo allenatore del Catania, dopo l’esonero che ha sorpreso tutti di Giampaolo. Si tratta, contro ogni pronostico, di Diego Simeone, ex calciatore dell’Inter e
Nonostante le esperienze non proprio esaltanti sulle panchine di diverse squadre in giro per il mondo, Ruud Gullit non si arrende e ritenta l’avventura, firmando un contratto da allenatore con
Ottavi di finale di coppa Italia.
Stadio San Paolo, Napoli: Napoli-Bologna 2-1
Reti: 9’ pt Yebda (N), 23’ pt Lavezzi (N), 10′ st rig. Meggiorini (B)
Arrivati agli ottavi e, soprattutto, con gara secca da affrontare, ci si prova. Con un occhio alla competizione principale che resta il campionato, vero, ma con l’ardore e l’attenzione che merita una competizione quale è la Tim Cup, di meno appeal rispetto al resto ma pur sempre prestigiosa e in grado di garantire introiti (oltre a un posto in Euopa). Logica vuole che a cercare con maggiore interesse il passaggio del turno e la finale sia il Napoli il quale, rispetto al Bologna, può vantare una rosa più competitiva e vivere sulle ali dell’entusiasmo garantito da una prima parte di stagione assolutamente positiva. Qualificato alle fasi finali di Europa League, al secondo posto in graduatoria nella massima serie, il club di De Laurentiis ha imparato ad alimentare la voglia di vittorie e gradirebbe regalare a un pubblico spesso encomiabile la gioia di un successo che manca da tempo.
Non per questo i felsinei approdano al San Paolo con l’intenzione di deporre le armi, tutt’altro: impegnati nella lotta per non retrocedere – sarà così fino alla fine della stagione – gli emiliani sembrano pronti a vivere la serata di gloria che sfide del genere sannno garantire. Con l’immancabile turn over, evidente, ma con la consapevolezza che coloro i quali sono chiamati in causa hanno l’opportunità di mettersi in mostra in una vetrina di qualità: non c’è Di Vaio, tra gli ospiti, che presentano in attacco la coppia composta da Gimenez e Meggiorini. Dal canto suo, Mazzarri concede un turno di riposo a Cavani ma non rinuncia alle altre due stelle: Hamsik e Lavezzi ci sono, il centrocampo è completato da Yebda, Sosa e Blasi. In difesa largo a santacroce e Vitale.
E sei! Dopo venti giornate di campionato tante sono le panchine saltate in Serie A, l’ultima delle quali arrivata un po’ come un fulmine a ciel sereno, considerando che l’allenatore in questione ha regolarmente svolto il proprio compito fino alla seduta pomeridiana di oggi, prima di lasciare l’incarico. Parliamo di Marco Giampaolo, mister del Catania, che tanti complimenti aveva ricevuto per il ruolino di marcia interno della sua squadra e per i ventuno punti totali conquistati al giro di boa (22, dopo l’ultima gara interna contro il Chievo). A rendere nota la decisione è la stessa società etnea con una nota:
Il Calcio Catania S.p.A. e l’allenatore Marco Giampaolo dichiarano congiuntamente di risolvere il rapporto contrattuale in essere fra le parti. Preso atto della bontà del lavoro fin qui svolto, il Calcio Catania augura al tecnico e al suo staff le migliori fortune sportive.
Il settimanale sportivo belga Sport Foot Magazine ha svelato la classifica dei 50 giocatori più pagati del pianeta calcio – non considera i diversi contratti pubblicitari firmati dai giocatori. Al primo posto troviamo Cristiano Ronaldo con un salario di 12 milioni di euro, seguito da Wayne Rooney (11,5 milioni) e Lionel Messi (11 milioni).
Il Manchester City è la squadra che paga di più i suoi giocatori, visto che 6 dei suoi uomini compaiono in questa classifica. Dietro al club inglese si piazzano Real Madrid e Manchester United (5 giocatori), il Barcellona e l’Inter (4 giocatori).
Il Milan è la squadra più vecchia d’Italia? E allora, proprio come piace a Berlusconi, parte l’operazione svecchiamento. Anche se quest’anno dovesse arrivare lo scudetto, molti senatori faranno le valigie per dare spazio alle nuove leve di domani e soprattutto alleggerire un monte ingaggi piuttosto pesante.
Il primo a lasciare Milanello sarà Seedorf. Prestazioni altalenanti e troppe polemiche faranno sì che i 4 milioni che prende l’olandese vengano investiti per ingaggiare Kevin Constant, centrocampista del Chievo che il Milan vorrebbe già oggi, ma che la norma sugli extracomunitari non permette di prendere. Addio molto probabile anche a Nesta, che visti gli acciacchi comunque non giocherebbe tutte le partite anche se rimanesse. Al suo posto verrà preso il difensore centrale più richiesto al mondo, David Luiz del Benfica. Su di lui c’è da vincere la concorrenza del Chelsea che può offrire più dei rossoneri, ma la trattativa è in mano a Rui Costa, ex milanista, che ha già ammesso di preferire il Diavolo, sempre che il divario tra le due offerte non sia troppo ampio.
Nelle ultime ore è successo davvero di tutto nel calciomercato, e considerando che non siamo nemmeno negli ultimi giorni della finestra di gennaio, questo fa ben sperare per qualche altro fuoco d’artificio dell’ultimo minuto.
Per capire meglio il quadro però bisogna fare un passo indietro di un paio di giorni. Tutto inizia quando la dirigenza della Juventus annuncia l’arrivo imminente di Floro Flores. Si tratta evidentemente di una “pezza” per coprire i tanti attaccanti bianconeri infortunati, anche perché è Marotta stesso a far capire che sarebbe soltanto un rincalzo perché continua a preferirgli gli attaccanti provenienti dalla Spagna.
Comincia a perdere terreno il Real di Mourinho, che a differenza di quanto fa vedere il Barcellona, non dà l’impressione di essere la squadra più forte del mondo. Molte, forse troppe, partite vinte per il rotto della cuffia prima o poi si sarebbero pagate, e così lo Special One perde punti proprio nella partita che meno si aspettava, quella contro l’Almeria ultimo in classifica.
Era talmente sicuro di vincere Mou che manda in campo dal primo minuto Kakà sulla via del recupero e schiera una squadra senza una vera punta, ma con Cristiano Ronaldo al vertice di un centrocampo pieno zeppo di qualità. Ma senza punte nemmeno un grande club come il Real può vincere, ed infatti prima va sotto, poi quando Mourinho si rende conto dell’errore toglie Kakà ed inserisce Benzema, e qualcosa cambia. Alla fine sarà Granero a salvare la faccia dei blancos, con Cristiano Ronaldo che in pieno recupero sfiora la beffa cogliendo una traversa su punizione, ma alla fine il pari è giusto.
Quella che oggi conosciamo come Società Sportiva Lazio (o SS Lazio) nacque in realtà come Società Podistica Lazio per opera di nove atleti. Era il 9 gennaio del 1900 e Luigi Bigiarelli, sottufficiale dei Bersaglieri, si mise alla guida dei suoi giovani amici, che comunque nei primi anni di storia del club non parteciparono ad alcun campionato nazionale.
Per la prima partecipazione occorre arrivare al 1912, quando finalmente si organizzò un campionato che vedeva protagoniste anche le compagini del centro e del sud Italia. Due finali in quegli anni per i biancazzurri, che però si videro superare in entrambe le occasioni, così come accadde nel 1923, quando a conquistare il titolo fu il Genoa. L’iscrizione al primo campionato di Serie A arrivò nel 1929, ma per ricordare un piazzamento dignitoso bisogna arrivare fino al 1937, quando guidata da Silvio Piola (campione del Mondo l’anno successivo), riuscì a guadagnare il secondo posto in classifica.
Moussa Sissoko è un possente centrocampista – 187 cm di altezza per 83 chilogrammi – francese di origini maliane di ventuno anni che gioca nel Tolosa. Un anno fa aveva colpito gli osservatori di mezza Europa con una stagione esplosiva fatta di 37 partite disputate e sette reti segnate, che gli è valsa l’elezione a miglior giovane del campionato francese.
Questa stagione si sta rivelando più deludente della precedente. E il centrocampista nato a Blanc Mesnil – ovvero nella periferia parigina – ha riconosciuto che quest’anno il suo apporto è insufficiente. All’Équipe ha raccontato che
Il fatto di non essere stato più decisivo m’infastidisce un po’. Come centrocampista è mio compito sostenere gli attaccanti, fare degli assist decisivi e di segnare qualche rete. Per adesso, i numeri sono deludenti.
Nonostante la vittoria conquistata per il rotto della cuffia sul campo del Cesena, nonostante la buona posizione di classifica, si respira aria di tensione in casa Roma, dove i pezzi da novanta non fanno altro che lamentarsi per questa o quella decisione dell’allenatore. Qualche giorno fa era stato capitan Totti a mostrare il malcontento nei confronti dell’allenatore, mentre stavolta è il turno di Vucinic, sostituito ieri ad una manciata di minuti dalla fine della gara ed arrabbiato al punto da prendere a calci la borsa dell’acqua, infischiandosene dell’allenatore che lo attendeva a bordo campo.
E non è il solo episodio di reazione dell’attaccante montenegrino, che già un paio di giorni prima aveva preso a parolacce mister Ranieri sul campo di allenamento, prima di tornare a scusarsi a mente fredda. E le scuse sono arrivate anche nella giornata di oggi, allorché Mirko Vucinic si è reso conto di non aver offerto uno spettacolo degno di un professionista. Scuse accettate dalla dirigenza? Sì, ma solo a tempo determinato, visto che il bomber sembra non rientrare più nei piani della Roma.
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