Eto’o difende Benitez

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Era a arrivato a Milano tra fanfare e squilli di tromba, assumendosi il non facile compito di sostituire Mourinho, ‘allenatore simbolo della rinascita nerazzurra, colui che in un solo anno ha conquistato tutto quello che c’era da conquistare, riportando l’Inter sul tetto d’Europa dopo 45 anni di digiuno.

Compito ingrato per Rafa Benitez, incapace di entrare nei cuori dei tifosi e nella testa dei giocatori, per dimostrare loro che non si può smettere di aver fame solo dopo aver gustato un (seppur ricco) antipasto. Lo spagnolo ha fatto il proprio dovere, portando a Milano una Supercoppa Italiana ed il Campionato del Mondo per Club e mancando solo l’appuntamento con la Supercoppa Europea, lasciata ai connazionali dell’Atletico Madrid. Ma questo non è bastato per salvare il posto, né è servito per avere la gratitudine dei suoi uomini, molti dei quali hanno esultato nel momento dell’addio. Molti, ma non Samuel Eto’o, che ad un mese di distanza dell’esonero del tecnico torna sull’argomento dalla poltrona del Chiambretti Night per difenderne l’operato.

Adriano fermo un mese

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La sponda giallorossa del Tevere è in festa per il 2-1 portato a casa nel derby di ieri seri, ma il risveglio non è poi così lieto, alla luce dell’ennesimo infortunio di Adriano, il terzo da quando ha messo piede nella Capitale. L’attaccante brasiliano nel corso del primo tempo della gara di Coppa Italia è rimasto a terra dopo un contrasto con un avversario, stringendo poi i denti fino al termine della frazione.

Nella giornata di oggi, poi, gli accertamenti e la diagnosi non proprio felice per l’Imperatore: frattura della testa omerale destra, disinserzione parziale del cercine glenoideo anteriore e lesione del legamento gleno-omerale inferiore. Tanti paroloni medici messi insieme, che in termini però vogliono significare una sola cosa: Adriano dovrà stare lontano dai rettangoli verdi per almeno un mese.

Coppa Italia ottavi: Milan – Bari 3-0

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Ottavi di finale di coppa Italia.
Stadio Giuseppe Meazza di San Siro, Milano:
Milan-Bari 3-0
Reti:
19’ pt Ibrahimovic (M), 46’ pt Merkel (M), 20’ st Robinho (M)

La prima di Antonio Cassano da titolare con la maglia del Milan. Giunge ad uopo, per il talento barese, l’appuntamento degli ottavi di finale della competizione nazionale perché Massimiliano Allegri, di cui il 99 rossonero va dicendo un gran bene, decide di mettergli in mano le chiavi della trequarti locale. Ironia della sorte, in caso di qualificazione Cassano e il Milan troveranno la Sampdoria, ovvero il club e la tifoseria a cui il barese, solo qualche mese fa, giurava eterno amore.

A motivare ulteriormente Cassano, le parole della vigilia spese da Cesare Prandelli che si è detto convinto del fatto che il calciatore non fallirà quella che pare essere l’ultima occasione della carriera per vincere e convincere definitivamente. Che a benedire lo schieramento tra i titolari di Cassano sia proprio il Bari, pare dettaglio in grado di rinforzare le belle sensazioni. Altro dato: di fianco al barese c’è Ibrahimovic che, dopo l’ennesima dimostrazione di quanto l’intesa con Pato non sia congeniale, può stavolta contare su un assist man impeccabile.

Top 11 Uefa: due interisti e cinque elementi del Barcellona

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I visitatori del sito della Uefa hanno deciso. Cinque milioni di voti hanno stabilito la “Squadra dell’Anno 2010”. Una formazione un po’ sbilanciata – pure il Barcellona è più coperto – con Iker Casillas in porta, una difesa composta da Maicon, Gerard Piquè, Carles Puyol e Ashley Cole.

Un centrocampo che schiera Cristiano Ronaldo, Xavi Hernandez, Wesley Sneijder e Andres Iniesta, mentre gli attaccanti sono Lionel Messi e David Villa. In panchina Josè Mourinho.

Il Milan interessato a Gameiro del Lorient

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Kevin Gameiro è una delle tante giovani stelle che popolano la Ligue 1 – l’equivalente della nostra serie A – francese. Gioca nel Lorient, e nonostante i suoi 23 anni ha già dimostrato di avere dei numeri: nella scorsa stagione ha segnato 19 reti nelle quaranta partite giocate, e anche in questa stagione si sta ripetendo su alti livelli con 6 reti in 14 partite di campionato.

Il giocatore non ha certo la struttura di un colosso – è alto un metro e 72 centimetri e pesa 69 chili – e può giocare come centravanti o come una delle due ali – si è pure esibito come trequartista.

Bologna: servono 7 milioni o si fallisce

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L’arrivo di Zanetti alla guida del Bologna non è stato sufficiente: il rischio fallimento è ancora dietro l’angolo. Lo rende noto Giovanni Consorte che era stato chiamato a gestire la società dopo il fallimento della gestione-Porcedda.

Secondo Consorte, servono in totale 17 milioni di euro per rilanciare la società. Di questi, 9 milioni e 45 mila euro sono stati già raccolti, sarebbero dovuti essere 10 tondi, ma alcuni imprenditori si sono tirati indietro all’ultimo momento perché la situazione societaria non è ancora molto chiara.

Inter: Maicon resta grazie a Leonardo

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Intervistato dal sito Goal.com, uno dei procuratori più importanti al mondo, Antonio Caliendo che, tra gli altri, ha nella sua scuderia Douglas Maicon, ha rivelato un retroscena da brividi per i tifosi nerazzurri. Il laterale brasiliano infatti è stato ad un passo dal lasciare l’Inter a gennaio, forse anche più che nel giugno scorso.

Non è un segreto che, dopo la partenza di Mourinho, il brasiliano voleva seguirlo al Real Madrid, e solo la dura opposizione di Moratti lo convinse a restare. Le brutte prestazioni ed i risultati che non arrivavano nella prima parte della stagione stavano nuovamente spingendo il terzino verso Madrid, tanto che qualche discorso sui costi stava cominciando a metterlo su.

Coppa Italia ottavi: Roma – Lazio 2-1

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Ottavi di finale di Coppa Italia.
Stadio Olimpico, Roma:
Roma-Lazio 2-1
Reti:
8′ st rig. Borriello (R), 13′ st rig. Hernanes (L), 32′ st Simplicio (R)

Daniele De Rossi, per almeno tre motivi. Il primo è che la Roma, battendo la Lazio per 2-1, si aggiudica il derby di coppa Italia e si qualifica per i quarti di finale dove incontrerà la Juventus in una gara ancora secca: si giocherà all’Olimpico bianconero per la migliore posizione juventina nella griglia di partenza. Il secondo è dato dal fatto che, senza Francesco Totti squalificato, chi incarnava in maniera evidente e totale l’essenza della formazione giallorossa era proprio lui, capitan Futuro. Il terzo, infine, sta nel fatto che quel futuro ad affiancare lo status di capitano, con il passare dei giorni, si sta affievolendo sempre più per trasformarsi in un presente vivo, nitido, reale. Con la fascia intorno al braccio, Daniele De Rossi ha finora vinto tutti i derby disputati: che fosse campionato, che fosse coppa. Il che non significa, vero, che in carriera li abbia vinti tutti. Come lui, se non meglio, ha fatto Claudio Ranieri: era la quarta stracittadina, per il testaccino, che ha fatto poker. Quattro vittorie, nessuna sconfitta, manco un pareggio. Eppure, stavolta, tutto si può dire meno che il mister capitolino avesse azzeccato la formazione iniziale.

Dentro Adriano e Borriello, fuori Menez e Vucinic; mediana corposa e rocciosa con Brighi, Simplicio e Greco di fianco al biondo ostiense; in difesa Mexes e Juan al centro con Burdisso e Riise sulle fasce. Fronte Lazio: assente Muslera per infortunio, dentro Berni; Mauri e Floccari vanno in panchina e Reja si affida a Gonzalez e Kozak. Biava e Radu tornano titolari a differenza della sfida contro la Sampdoria. Altro dato che comunichiamo per non perdere lo sfizio di dare degli imbecilli a quanti lo meritano: nel prepartita, rotto vetro pullman biancoceleste, ferito il team manager Maurizio Manzini e accoltellato al gluteo un ragazzino di quindici anni. Il tifo non abita nel “carne e ossa” dei responsabili: lì c’è solo spazio per l’ignoranza colpevole.

Juve – Luis Fabiano, accordo vicino

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Il nome di Luis Fabiano circola da mesi sulle pagine dei quotidiani riservate al calciomercato, ma intanto l’attaccante del Brasile continua a prestare servizio in quel di Siviglia, in attesa di un’offerta congrua sia per lui che per il club. Sulle sue tracce sembra essersi messa la Juventus, alla ricerca disperata di un attaccante, dopo i ko di Quagliarella e Toni ed i continui infortuni che tormentano il duo Iaquinta-Amauri. Trattativa possibile?

Stando alle dichiarazioni dell’attaccante, l’accordo sarebbe molto vicino, se si considera che il diretto interessato si è lasciato scappare un “manca poco” sulla sua pagina Twitter. E se lo dice lui, c’è da crederci, anche se Juventus e Siviglia sembrano ancora lontane sui termini dell’accordo.

Inter – Cesena 3-2: fotogallery

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L’Inter è tornata la squadra schiacciasassi dello scorso anno e guadagna altri tre punti preziosi nella rincorsa alla vetta della classifica, portandosi ora a -6 dal Milan capolista (e con ancora una gara da recuperare). Schiacciasassi sì, ma solo nel punteggio finale, perché per larghi tratti della gara il Cesena ha dato l’impressione di poter portare a casa almeno un punto dalla trasferta di Milano, segnando due reti ad una difesa che solitamente regge bene di fronte agli attacchi avversari.

E dire che sin dalle prime battute l’Inter sembrava avere vita facile contro la compagine di Ficcadenti, tanto che al minuto numero 13 Eto’o piazzava la sua zampata vincente per il vantaggio nerazzurro. Ancora due minuti ed i nerazzurri chiudevano il discorso, andando ancora a segno con Milito. Un uno-due che poteva spezzare le gambe al povero Cesena, ma l’Inter si addormentava, mentre gli ospiti crescevano.

Serie A recupero 16a giornata: Inter – Cesena 3-2

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Recupero della sedicesima giornata di serie A.
Stadio Giuseppe Meazza di San Siro, Milano:
Inter-Cesena 3-2
Reti:
14’ pt Eto’o (I), 15’ pt Milito (I), 23’ pt Bogdani (C), 29’ pt Giaccherini (C), 46’ pt Chivu (I)

Ci si inchina di fronte a chi vince, vero, ma la foto di copertina andrebbe in realtà al Cesena. Nonostante e a prescindere dal punteggio finale. Perché segnare due reti a una difesa come quella interista – Chivu, Materazzi, Lucio, Maicon – è di per sé impresa non da poco. Farlo, per giunta, a dstanza di 6’ da una marcatura all’altra, è di per sé dettaglio per nulla marginale. Il recupero della sedicesima giornata pareva essere diventato una passeggiata dopo 15’, quando i padroni di casa conducevano per due reti a zero grazie agli acuti dei due attaccanti Eto’o e Milito, mentre i 15’ successivi hanno poi di fatto rimescolato le carte e reso la partita davvero avvincente. Con ordine.

Gara fondamentale per i nerazzurri, chiamati a rimontare lo svantaggio dai cugini del Milan (-9) per riaprire un campionato cominciato in maniera altalenante. Per gli emiliani, invece, una graduatoria amara obbliga a inanellare risultati utili per allontanare la zona più critica. Nelle file locali sempre out Julio Cesar che, finora, Castellazzi non ha fatto rimpiangere. Leonardo tiene a riposo Thiago Motta e gli preferisce Stankovic. Pandev nuovamente a ridosso del duo di attacco composto da Eto’o e Milito. Ranocchia finisce in tribuna, Materazzi al centro della retroguardia in coppia con Lucio. Ficcadenti, dal canto suo, si affida a Benalouane in difesa e opta per Bogdani in attacco al posto di Budan.

Coppa Italia ottavi: Sampdoria – Udinese 7-6 d.c.r. (2-2 d.t.s)

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Ottavi di finale di coppa Italia.
Stadio Luigi Ferraris di Marassi, Genova:
Sampdoria-Udinese 7-6 d.c.r. (2-2 d.t.s.)
Reti:
31’ pt Macheda (S), 45’ st Isla (U), 1’ p.t.s. Denis (U), 3’ s.t.s. rig. Pazzini (S)

Due squadre in condizione di foma diametralmente opposta: sulle ali dell’entusiasmo i friulani che, in attesa di sfidare l’Inter in campionato, dopo aver sbancato il Marassi rossoblu con una prova di forza condotta a suon di gol, si ripresentano nello stesso stadio per sfidare i blucerchiati di Di Carlo i quali, sotto il profilo fisico e tecnico, non sono brillanti come nei mesi precedenti. Il successo casalingo sulla Roma – fondamentale per la classifica – non ha convinto mentre la sconfitta dell’Olimpico contro la Lazio, di misura e non meritata, ha confermato le lacune di questa Samp: disattenta in difesa, inoffensiva in attacco, soprattutto al momento della finalizzazione.

Turn over solo per gli ospiti, con Di Carlo più cauto rispetto a Guidolin. Il tecnico dei friulani, infatti, sceglie di lanciare dal 1’ coloro che – vedi Angella, Agyemang-Badu, Abdi e Denis – pur avendo fatto bene quando chiamati in causa hanno giocato meno degli altri. Il passaggio del turno vale i quarti di finale contro la vincente di Milan-Bari. Tra i doriani la vera novità è l’inserimento dall’inizio di Macheda al fianco di Pazzini, per il resto la squadra è quella tipo.

Mourinho lascerà il Real Madrid a giugno?

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Lo so la notizia farà battere forte il cuore di tutti i tifosi interisti: la storia tra José Mourinho ed il Real Madrid potrebbe chiudersi già a giugno. Questo è almeno quello che dice il quotidano spagnolo As – sempre vicine alle vicende dei Galacticos.

I motivi della possibile separazione? Lo Special One sarebbe deluso dal comportamento tenuto finora dalla società nei suoi riguardi. In particolare è ai ferri corti con Jorge Valdano.