Al Milan servivano i tre punti per esser certo della qualificazione agli ottavi di finale di Champions League ed i tre punti sono arrivati, al termine di una gara non proprio semplicissima contro i francesi dell’Auxerre. Basti pensare che per applaudire la prima rete i tifosi rossoneri hanno dovuto attendere fino al minuto numero 19 della ripresa, quando il solito Ibrahimovic dava l’ennesima dimostrazione di forza, facendo partire un missile imparabile per il malcapitato portiere.
Nella serata di festa trovava spazio ancheRonaldinho, che entrava a qualche minuto dalla fine della partita e strappava applausi per un gol di rara bellezza a pochi istanti dal triplice fischio finale. 0-2 il risultato che qualifica un Milan sempre più protagonista sia in Italia che in Europa e deciso a rinverdire i successi di qualche anno fa.
Non si aspettava regali Claudio Ranieri e non ne ha certo avuti da parte di un Bayern Monaco sceso a Roma con una formazione largamente rimaneggiata, ma pur sempre competitiva. I regali semmai sono arrivati dalla difesa giallorossa, che ha permesso ai bavaresi di accumulare un doppio vantaggio sulla fine del primo tempo, quando Gomez metteva a segno una doppietta.
Due gol da recuperare non sono pochi, ma nel calcio nulla è impossibile e accade che Menez si scopra improvvisamente fantasista e metta lo zampino su un paio di azioni decisive. Da applausi la sgroppata sulla destra ed il passaggio al centro, dove Borriello – seppure in precario equilibrio – riesce a mettere alle spalle del portiere avversario.
Quinta giornata di Champions League gruppo G.
Stadio Abbé-Deschamps di Auxerre: Auxerre-Milan 0-2 Reti: 19′ st Ibrahimovic (M), 46′ st Ronaldinho (M)
Si cominciano a fare calcoli: mancano due giornate (questa compresa) per chiudere la prima fase a gironi della Champions League. Il Milan, che difficilmente riuscirà (a meno di un harakiri madrileno) a soffiare il primato al real Madrid ha necessità di tenersi dietro i francesi. Di contro, le uniche speranze dell’Auxerre di qualificarsi per la fase avanzata sono riposte in altrettante vittorie nelle ultime due partite. Tradotto, la gara dell’Abbé-Deschamps è crocevia per l’una e per l’altra formazione: l’Auxerre non perde in Ligue 1 dallo scorso 16 ottobre, i rossoneri hanno appena messo in fila la quarta vittoria consecutiva in serie A.
Fernandez opta per il 4-4-1-1 che prevede Birsa quale punta di riferimento sostenuta, appena a ridosso, da Contout. Confermato il 4-3-1-2 con cui Allegri sta sbancando nella massima serie: non c’è, rispetto al pareggio interno contro i Blancos di Mourinho, Filippo Inzaghi (fresco di intervento chirurgico) nè si rivede Ronaldinho, ancora tra le riserve. Ibrahimovic e Robinho inamovibili, Seedorf alle loro spalle e appena davanti al trio tutto muscoli e polmoni costituito da Flamini, Gattuso e Ambrosini.
I rossoneri si assestano in 5′: trovati ritmo e spazi, sono subito gli ospiti a creare pericoli dalle parti di Sorin. Al 7′ Ibra lancia Robinho che calcia dai 20 metri e sorvola la traversa. Replica transalpina al 10′: da Dudka a Contout, Abbiati para in seguito al colpo di testa da distanza ravvicinata. L’intervento dell’estremo milanista non è nulla rispetto a quanto è chiamato a fare 3′ dopo: punizione di Dudka, deviazione beffarda di Gattuso che chiama il portiere a una grande parata con tuffo sulla sinistra. Nemmeno il tempo di rialzarsi che ancora Abbiati, su conclusione di Birsa, deve fare gli straordinari.
Quinta giornata di Champions League gruppo E.
Stadio Olimpico, Roma: Roma-Bayern Monaco 3-2 Reti: 33′ pt e 39′ pt Gomez (B), 4′ st Borriello (R), 36′ st De Rossi (R), 40′ st rig. Totti (R)
Chi non può prendere l’impegno sottogamba è la Roma. La graduatoria del girone E vede i giallorossi al secondo posto (6 punti) ma con la minaccia neppure troppo velata che giunge dalle retrovie, dove Basilea e Cluj (manco a farlo apposta, scontro diretto stasera) sono appaiate a tre punti. Il Bayern Monaco è già qualificato, un ulteriore punticino garantirebbe il primato matematico.
Spiace sorvolare – giusto un istante – per richiamare gli incidenti del pre-partita che hanno costretto tre tifosi tedeschi a farsi curare presso il pronto soccorso del Gemelli. La soddisfazione di potergli dare degli “imbecilli”, ai quattro teppistelli di turno, non volevamo perderla.
Il campo: Ranieri conferma le indiscrezioni della vigilia e lascia fuori Francesco Totti per lanciare in attacco il duo composto da Vucinic e Borriello. Menez ancora trequartista (“E’ il ruolo che prediligo di più”, le parole del francesino alla vigilia) e Greco favorito a Simplicio. Ancora panchina per David Pizarro, Brighi e De Rossi agiscono davanti alla difesa a quattro in cui il testaccino decide di risparmiare Juan (ovvero, uno che se è disponibile non andrebbe mai risparmiato perchè autentico faro). Van Gaal risponde con Gomez unica punta e Ribery tra le linee. Diga davanti alla difesa arrangiata con Pranjic costretto a coprire il buco a sinistra. Il dettaglio non da poco è che i bavaresi pagano assenze importanti quali quelle di Badstuber, Robben, Van Bommel, Schweisteiger (squalificato), Olic e Klose.
L’ultima volta che abbiamo visto in campo Pippo Inzaghi è stato due settimane fa, in occasione della vittoriosa sfida contro il Palermo. E questa mattina è stato operato dal professor Ramon Cougat all’ospedale Quiron di Barcellona.
L’intervento è perfettamente riuscito. Lo fa sapere il Milan in una nota pubblicata sul suo sito internet, in cui viene spiegato anche che l’operazione:
ha comportato la ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro con la tecnica del tendine rotuleo. Il calciatore, dopo un breve soggiorno post-operatorio sempre presso l’ospedale Quiron, farà rientro in Italia dove inizierà la terapia riabilitativa.
Per vincere? Basta un gol in più dell’avversario: l’avrà ripetuto, nell’arco di una carriera intera, centinaia di volte, Zdenek Zeman. Il quale, con il suo Foggia, si trova nell’amara condizione di prendere atto che, quella rete in più, non sono i pugliesi a saperla garantire. Semmai, la Nocerina che, proprio ai rossoneri del boemo, ha rifilato tre marcature nel corso della sfida di domenica.
Campani ancora in vetta alla classifica di Prima Divisione B e in grado di sfoggiare un cannoniere di razza: Maikol Negro, pugliese purosangue con tanto di tocco d’esterofilia rimarcato dal nome. 22 anni (classe 1988) e già bomber di razza: doppietta, per lui, contro l’undici di Zeman (finisce 3-1 per i padroni di casa) e parecchia sostanza. Di contro, il girone A sforna la pronta replica al club di Nocera Inferiore: stessa regione, la Campania, altra città. Sorrento, terra di limoni, si sta trasformando nella patria lieta di un sogno di essere: quello della compagine locale, capace di dominare il campionato e archiviare con merito (ma non senza fatica) la sfida contro il Sud Tirol.
Anche in questo caso, fari puntati sull’attaccante locale: sudamericano, Paulinho, con il fiuto del gol. Undici centri, fin qui, e doppietta su cui Zomer non ha potuto nulla. Maggiore sofferenza, per l’undici di Simonelli rispetto a quello di Auteri, ma è pur vero che il Sorrento per buona parte della ripresa, ha gestito il vantaggio senza rischiare nulla. 26 i punti di Rossi e compagni, 29 quelli della Nocerina e una convinzione che rispecchia fedelmente l’andamento dei due gironi: graduatoria corta nel gruppo A (le prime sei sono divise da quattro punti), più netta la forbice nel girone B (le prime tre separate da due lunghezze, tra la terza e la quarta ci sono altrettanti punti di differenza).
Il Real Madrid è un club particolare. Anche se è stata eletta miglior squadra del secolo scorso, con le sue nove Coppe dei Campioni vinte, è da anni che non ricopre più un ruolo da protagonista sul palcoscenico della Champions League, visto che finisce la sua corsa sempre negli ottavi di finale. Quest’anno, con l’arrivo di José Mourinho, l’attesa è – se possibile – ancora più grande.
L’arrivo dello Special One ha permesso alla Casa Blanca di ritrovare il rigore tattico perso negli ultimi anni. E i risultati si vedono. Prima nel girone di Champions League e leader della Liga. E ora si avvicina il mercato di gennaio.
Ha il migliore attacco del campionato (25 reti all’attivo), eppure la Juventus sembra intenzionata ad intervenire nel mercato di riparazione proprio per rafforzare il reparto avanzato. Di nomi ne circolano parecchi in questi giorni (dal nostrano Matri all’extracomunitario Adebayor), ma pare l’obiettivo numero uno della Vecchia Signora sia Dimitar Berbatov, attaccante del Manchester United.
Il bulgaro ha cominciato alla grande la stagione, segnando gol a valanga, ma nelle ultime uscite non ha offerto il meglio di sé, tanto che le malelingue cominciano ad insinuare che il suo tempo in maglia rossa sia scaduto. Di qui l’ipotesi Juventus, che pur di arrivare all’attaccante sarebbe disposta a liberarsi di Gigi Buffon, da tempo nelle mire del club inglese.
Era arrivato la scorsa estate come uno dei grandi colpi di mercato del Genoa, ma si sta rivelando una delle più grandi delusioni del campionato. Il portiere della nazionale portoghese Eduardo è spesso responsabile delle reti che i grifoni subiscono, ma in questa giornata ha dato proprio il peggio di sé. Autogol sulla prima rete, mano a saponetta sulla seconda, ed il 4,5 in pagella diventa appena 0,5 punti, record negativo di quest’anno.
Chi invece non delude mai è Christian Abbiati. Non viene mai annoverato tra i grandi portieri, ma il 7,5 di questa giornata, aggiunto ai punteggi alti di quelle scorse, fanno di lui una sicurezza. La giornata appena trascorsa è stata piuttosto prolifica. Due i gol in difesa, uno è di quel Terlizzi che sembrava scomparso, ma che ha segnato due gol nelle ultime due giornate, e probabilmente si è riguadagnato quel posto da titolare perso lo scorso anno, l’altro è Diamoutene, che va a corrente alternata ma che in questa giornata ha trovato la forma giusta. 10 per entrambi. 8 punti invece per Mattia Cassani, autore di un assist e come al solito una gran prestazione.
Dopo quasi 4 mesi lo Schalke 04 è fuori dalla zona retrocessione. E per uscire dalle zone basse lo fa anche in grande stile. 4 gol rifilati al Werder Brema
Com’era prevedibile, Samuel Eto’o ha terminato con un mese d’anticipo il suo campionato del 2010. Il camerunense tornerà a calcare i campi della serie A il prossimo 6 gennaio in occasione della gara contro il Napoli a causa delle 3 giornate di squalifica rimediate per la testata a Cesar di domenica scorsa. Questo quanto dichiarato dal Giudice Sportivo:
il riprovevole gesto compiuto dal calciatore nero-azzurro integri gli estremi di quella “condotta violenta” che, per consolidato orientamento interpretativo, è connotata dall’intenzionalità e dalla potenzialità lesiva: palese è infatti il preordinato intento di colpire l’avversario e parimenti evidente è l’energia impressa al colpo inferto.
C’è chi parla di fiducia illimitata e chi invece vede nella gara di mercoledì contro il Twente il crocevia dell’esperienza di Benitez sulla panca dell’Inter. Non sappiamo quale sarà il futuro del tecnico spagnolo di qui alla fine della stagione, ma quel che è certo è che Moratti non è affatto pentito della scelta fatta la scorsa estate, quando strappò mister Rafa dal Liverpool per portarlo a Milano:
Se sceglierei di nuovo Benitez? Le cose si fanno nel momento in cui si pensa sia giusto farle. Lui è una persona seria, ha le spalle forti, ci credo, avanti così.
C’è malumore in quel di Londra, sponda Chelsea, dove il nostro Carletto Ancelotti sta vivendo il primo momento di difficoltà da quando ha scelto di approdare alla corte di Abramovič. Le due sconfitte consecutive rimediate nelle ultime giornate non contribuiscono a rasserenare un ambiente scosso dalle ultime indiscrezioni di radiomercato che vorrebbero il tecnico italiano sulla via dell’abbandono alla panca sin dalla prossima estate.
Ancelotti ha voluto mettere subito i puntini sulle “i” in questo senso, rassicurando la piazza sul suo futuro, ma è evidente che qualcosa si è rotto e l’ingranaggio non gira più come dovrebbe:
Tutto quanto riportato dai giornali inglesi è falso. Ho un contratto fino al 2012 e intendo onorarlo. Sto bene al Chelsea, mi trovo bene con la società e con i giocatori.
Posticipo della sedicesima giornata di serie B.
Stadio Silvio Piola, Novara: Novara-Reggina 3-1 Reti: 7′ pt Scavone (N), 4′ st Bertani (N), 37′ st Cosenza (R), 45′ st Gonzalez (N)
Vincere per conservare un buon margine di vantaggio sul Siena: il compito del Novara è arduo perchè il posticipo mette i piemontesi nelle condizioni di giocare sapendo bene che i toscani hanno sbancato Portogruaro e fatto il proprio dovere. Sul versante opposto del campo, tuttavia, la Reggina sembra essere intenzionata a giocarsi le proprie opportunità per scavalcare in graduatoria l’Atalanta (30 punti) e provare ad agguantare il terzo posto. Ancora: Scavone, Gonzalez, Bertani da una parte e Rizzato, Campagnacci, Sy dall’altra sono buona garanzia di una sfida all’insegna di parecchie conclusioni a rete.
Il primo affondo (1′) è degli ospiti che vanno al tiro con Viola da 40 metri, para Ujkani; lo stesso Viola ci riprova al 5′, pallone alto sulla traversa. Alla prima replica locale, tuttavia, il Novara passa in vantaggio: Marianini sguscia via sulla sinistra e crossa verso il centro dell’area dove Scavone è lesto a raccogliere e insaccare. Sy tenta di imprimere un ritmo differente alla gara dei calabresi ma in due occasioni ravvicinate (9′ e 13′) manca l’aggancio al centro dell’area. Novara ancora in avanti al 21′ con Gemiti che lancia per Marianini il cui colpo di testa finisce alto sulla traversa.
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