Coppa Italia ottavi: Napoli – Bologna 2-1

Foto: AP/LaPresse

Ottavi di finale di coppa Italia.
Stadio San Paolo, Napoli:
Napoli-Bologna 2-1
Reti:
9’ pt Yebda (N), 23’ pt Lavezzi (N), 10′ st rig. Meggiorini (B)

Arrivati agli ottavi e, soprattutto, con gara secca da affrontare, ci si prova. Con un occhio alla competizione principale che resta il campionato, vero, ma con l’ardore e l’attenzione che merita una competizione quale è la Tim Cup, di meno appeal rispetto al resto ma pur sempre prestigiosa e in grado di garantire introiti (oltre a un posto in Euopa). Logica vuole che a cercare con maggiore interesse il passaggio del turno e la finale sia il Napoli il quale, rispetto al Bologna, può vantare una rosa più competitiva e vivere sulle ali dell’entusiasmo garantito da una prima parte di stagione assolutamente positiva. Qualificato alle fasi finali di Europa League, al secondo posto in graduatoria nella massima serie, il club di De Laurentiis ha imparato ad alimentare la voglia di vittorie e gradirebbe regalare a un pubblico spesso encomiabile la gioia di un successo che manca da tempo.

Non per questo i felsinei approdano al San Paolo con l’intenzione di deporre le armi, tutt’altro: impegnati nella lotta per non retrocedere – sarà così fino alla fine della stagione – gli emiliani sembrano pronti a vivere la serata di gloria che sfide del genere sannno garantire. Con l’immancabile turn over, evidente, ma con la consapevolezza che coloro i quali sono chiamati in causa hanno l’opportunità di mettersi in mostra in una vetrina di qualità: non c’è Di Vaio, tra gli ospiti, che presentano in attacco la coppia composta da Gimenez e Meggiorini. Dal canto suo, Mazzarri concede un turno di riposo a Cavani ma non rinuncia alle altre due stelle: Hamsik e Lavezzi ci sono, il centrocampo è completato da Yebda, Sosa e Blasi. In difesa largo a santacroce e Vitale.

Catania – Giampaolo, è divorzio

Foto: AP/LaPresse

E sei! Dopo venti giornate di campionato tante sono le panchine saltate in Serie A, l’ultima delle quali arrivata un po’ come un fulmine a ciel sereno, considerando che l’allenatore in questione ha regolarmente svolto il proprio compito fino alla seduta pomeridiana di oggi, prima di lasciare l’incarico. Parliamo di Marco Giampaolo, mister del Catania, che tanti complimenti aveva ricevuto per il ruolino di marcia interno della sua squadra e per i ventuno punti totali conquistati al giro di boa (22, dopo l’ultima gara interna contro il Chievo). A rendere nota la decisione è la stessa società etnea con una nota:

Il Calcio Catania S.p.A. e l’allenatore Marco Giampaolo dichiarano congiuntamente di risolvere il rapporto contrattuale in essere fra le parti. Preso atto della bontà del lavoro fin qui svolto, il Calcio Catania augura al tecnico e al suo staff le migliori fortune sportive.

La top 50 degli stipendi dei calciatori

Foto: AP/LaPresse

Il settimanale sportivo belga Sport Foot Magazine ha svelato la classifica dei 50 giocatori più pagati del pianeta calcio – non considera i diversi contratti pubblicitari firmati dai giocatori. Al primo posto troviamo Cristiano Ronaldo con un salario di 12 milioni di euro, seguito da Wayne Rooney (11,5 milioni) e Lionel Messi (11 milioni).

Il Manchester City è la squadra che paga di più i suoi giocatori, visto che 6 dei suoi uomini compaiono in questa classifica. Dietro al club inglese si piazzano Real Madrid e Manchester United (5 giocatori), il Barcellona e l’Inter (4 giocatori).

Milan, partita l’operazione svecchiamento: a giugno via i senatori, dentro tanti giovani

Foto: AP/LaPresse

Il Milan è la squadra più vecchia d’Italia? E allora, proprio come piace a Berlusconi, parte l’operazione svecchiamento. Anche se quest’anno dovesse arrivare lo scudetto, molti senatori faranno le valigie per dare spazio alle nuove leve di domani e soprattutto alleggerire un monte ingaggi piuttosto pesante.

Il primo a lasciare Milanello sarà Seedorf. Prestazioni altalenanti e troppe polemiche faranno sì che i 4 milioni che prende l’olandese vengano investiti per ingaggiare Kevin Constant, centrocampista del Chievo che il Milan vorrebbe già oggi, ma che la norma sugli extracomunitari non permette di prendere. Addio molto probabile anche a Nesta, che visti gli acciacchi comunque non giocherebbe tutte le partite anche se rimanesse. Al suo posto verrà preso il difensore centrale più richiesto al mondo, David Luiz del Benfica. Su di lui c’è da vincere la concorrenza del Chelsea che può offrire più dei rossoneri, ma la trattativa è in mano a Rui Costa, ex milanista, che ha già ammesso di preferire il Diavolo, sempre che il divario tra le due offerte non sia troppo ampio.

Calciomercato, caos sull’asse Genoa-Juventus: Floro Flores e Storari in rossoblù e Marchetti vice-Buffon

Foto: AP/LaPresse

Nelle ultime ore è successo davvero di tutto nel calciomercato, e considerando che non siamo nemmeno negli ultimi giorni della finestra di gennaio, questo fa ben sperare per qualche altro fuoco d’artificio dell’ultimo minuto.

Per capire meglio il quadro però bisogna fare un passo indietro di un paio di giorni. Tutto inizia quando la dirigenza della Juventus annuncia l’arrivo imminente di Floro Flores. Si tratta evidentemente di una “pezza” per coprire i tanti attaccanti bianconeri infortunati, anche perché è Marotta stesso a far capire che sarebbe soltanto un rincalzo perché continua a preferirgli gli attaccanti provenienti dalla Spagna.

Liga: Real fermato ad Almeria, Barcellona campione d’inverno

Foto: AP/LaPresse

Comincia a perdere terreno il Real di Mourinho, che a differenza di quanto fa vedere il Barcellona, non dà l’impressione di essere la squadra più forte del mondo. Molte, forse troppe, partite vinte per il rotto della cuffia prima o poi si sarebbero pagate, e così lo Special One perde punti proprio nella partita che meno si aspettava, quella contro l’Almeria ultimo in classifica.

Era talmente sicuro di vincere Mou che manda in campo dal primo minuto Kakà sulla via del recupero e schiera una squadra senza una vera punta, ma con Cristiano Ronaldo al vertice di un centrocampo pieno zeppo di qualità. Ma senza punte nemmeno un grande club come il Real può vincere, ed infatti prima va sotto, poi quando Mourinho si rende conto dell’errore toglie Kakà ed inserisce Benzema, e qualcosa cambia. Alla fine sarà Granero a salvare la faccia dei blancos, con Cristiano Ronaldo che in pieno recupero sfiora la beffa cogliendo una traversa su punizione, ma alla fine il pari è giusto.

Società Sportiva Lazio

Foto: AP/LaPresse

Società Sportiva Lazio

Quella che oggi conosciamo come Società Sportiva Lazio (o SS Lazio) nacque in realtà come Società Podistica Lazio per opera di nove atleti. Era il 9 gennaio del 1900 e Luigi Bigiarelli, sottufficiale dei Bersaglieri, si mise alla guida dei suoi giovani amici, che comunque nei primi anni di storia del club non parteciparono ad alcun campionato nazionale.

Per la prima partecipazione occorre arrivare al 1912, quando finalmente si organizzò un campionato che vedeva protagoniste anche le compagini del centro e del sud Italia. Due finali in quegli anni per i biancazzurri, che però si videro superare in entrambe le occasioni, così come accadde nel 1923, quando a conquistare il titolo fu il Genoa. L’iscrizione al primo campionato di Serie A arrivò nel 1929, ma per ricordare un piazzamento dignitoso bisogna arrivare fino al 1937, quando guidata da Silvio Piola (campione del Mondo l’anno successivo), riuscì a guadagnare il secondo posto in classifica.

Gli obiettivi di calciomercato: Moussa Sissoko

Foto: AP/LaPresse

Moussa Sissoko è un possente centrocampista – 187 cm di altezza per 83 chilogrammi – francese di origini maliane di ventuno anni che gioca nel Tolosa. Un anno fa aveva colpito gli osservatori di mezza Europa con una stagione esplosiva fatta di 37 partite disputate e sette reti segnate, che gli è valsa l’elezione a miglior giovane del campionato francese.

Questa stagione si sta rivelando più deludente della precedente. E il centrocampista nato a Blanc Mesnil – ovvero nella periferia parigina – ha riconosciuto che quest’anno il suo apporto è insufficiente. All’Équipe ha raccontato che

Il fatto di non essere stato più decisivo m’infastidisce un po’. Come centrocampista è mio compito sostenere gli attaccanti, fare degli assist decisivi e di segnare qualche rete. Per adesso, i numeri sono deludenti.

Vucinic – Roma, scuse e rottura

Foto: AP/LaPresse

Nonostante la vittoria conquistata per il rotto della cuffia sul campo del Cesena, nonostante la buona posizione di classifica, si respira aria di tensione in casa Roma, dove i pezzi da novanta non fanno altro che lamentarsi per questa o quella decisione dell’allenatore. Qualche giorno fa era stato capitan Totti a mostrare il malcontento nei confronti dell’allenatore, mentre stavolta è il turno di Vucinic, sostituito ieri ad una manciata di minuti dalla fine della gara ed arrabbiato al punto da prendere a calci la borsa dell’acqua, infischiandosene dell’allenatore che lo attendeva a bordo campo.

E non è il solo episodio di reazione dell’attaccante montenegrino, che già un paio di giorni prima aveva preso a parolacce mister Ranieri sul campo di allenamento, prima di tornare a scusarsi a mente fredda. E le scuse sono arrivate anche nella giornata di oggi, allorché Mirko Vucinic si è reso conto di non aver offerto uno spettacolo degno di un professionista. Scuse accettate dalla dirigenza? Sì, ma solo a tempo determinato, visto che il bomber sembra non rientrare più nei piani della Roma.

Serie B 22a giornata: FOTO Crotone – Reggina 0-0

Foto: AP/LaPresse

Posticipo della ventiduesima giornata di serie B.
Stadio Ezio Scida, Crotone:
Crotone-Reggina 0-0

Il derby calabrese non regala alcun tipo di emozione o, meglio, non risponde alle aspettative di una platea che lo attendeva con ansia. Occorreva imprimere una sterzata alla marcia che entrambe le formazioni avevano fin qui tenuto per dare il giusto senso a un campionato non ancora decollato. Più di una perplessità rispetto alle ambizioni nutrite dalle squadre in campo: nessun rischio di retrocedere, visto che si viaggia in buona posizione di graduatoria.

Il Crotone vive una stagione tranquilla che porterà – stando così le cose – a una salvezza lineare conquistata con più di una giornata di anticipo; la Reggina, in verità, è in zona play off e lotterà fino alla fine per entrarci con tutte e due le gambe ma fino a oggi non ha convinto per una mancanza di continuità che si evince non solo dai risultati altalenanti ma anche da un gioco che fatica a decollare. In un contesto simile sono state le individualità, più della coralità, a tenere a galla i reggini e consentire loro di stazionare con stabilità nella parte alta della classifica. In quattordici incontri disputati in terra crotonese, gli amaranto hanno ottenuto solo tre vittorie, a fronte di sei vittorie rossoblù e cinque pareggi.

Balotelli: Mourinho è un maleducato

Foto: AP/LaPresse

Insieme hanno vinto tutto quello che c’era da vincere, ma tra i due non è mai corso buon sangue. L’uno giovane e ribelle, convinto di avere mezzi superiori a quelli dei suoi coetanei (e non solo) e per questo nel diritto di fare il buono ed il cattivo tempo in campo e fuori; l’altro padre-padrone che stabilisce le regole e ne pretende il rispetto. Balotelli e Mourinho, due caratteri forti, che spesso hanno contribuito a creare tensioni, con Supermario costretto il più delle volte a rimetterci in termini di panchine, tribune e partite saltate.

Alla fine della scorsa stagione hanno preso strade diverse, inseguendo il successo lontano da Milano, ma la lontananza non ha placato gli animi ed ora il giovane ribelle punzecchia l’antico maestro dalle pagine di Extra Time:

Mourinho è il miglior allenatore del mondo, ma come uomo deve ancora imparare l’educazione e il rispetto.

Inter, Ernesto Paolillo: “Leonardo è il futuro”

Foto: AP/LaPresse

L’amministratore delegato dell’Inter Ernesto Paolillo è intervenuto su Radio Rai Uno, ai microfoni del programma Radio Anch’io Sport per parlare dell’Inter. Dopo il filotto delle tre vittorie consecutive da quando è sulla panchina dell’Inter, Leonardo è diventato l’allenatore del momento, l’uomo che ha saputo riaccendere la scintilla in una squadra che sembrava fino a ieri alla frutta.

Secondo l’ad nerazzurro:

Affidare la panchina a Leonardo non è stata una scelta ponte ha tutto per essere il futuro dell’Inter e lo sta dimostrando. È una scelta convinta che si sta dimostrando essere giusta.

Insomma il punto di vista di tutti i dirigenti nerazzurri – compreso lui – è chiaro:

Benitez raccontava di logoramento dei giocatori. Leonardo si è accorto del contrario, sarebbe ingiusto pensare di sostituire questi giocatori con altri. Il mercato al momento non offre campioni, o se li offre sono troppo costosi. E comunque bisognerebbe farli giocare, e in questo momento c’è un equilibrio che non va toccato.

Le Wags: Ilary Blasi

Foto: AP/LaPresse

Ilary Blasi fa il suo ingresso nel mondo della televisione quando ha solo 3 anni, visto che gira alcuni spot pubblicitari, tra cui uno per l’olio Cuore insieme ai suoi genitori.

A cinque anni fa il suo debutto al cinema con un piccolo ruolo nel film David e David – la regia è di Giorgio Capitani -, mentre un anno dopo è impegnata sul set di Da grande – il protagonista è Renato Pozzetto mentre la regia è di Franco Amurri. negli anni successivi gira Vizio di vivere – per la regia di Dino RisiFiori di zucca e La dolce casa degli orrori – quest’ultimo film è diretto da uno dei maestri del nostro cinema di serie B: Lucio Fulci.