Stavolta Ibra l’ha fatta grossa. La sua assenza per squalifica nelle ultime due giornate si è sentita, ma i suoi compagni sono riusciti a fare a meno di lui. E appena rientrato lui che fa? Si fa espellere di nuovo per insulti al guardalinee che gli varranno sicuramente non meno di altre due giornate.
Lo sa bene lo svedese, e per questo il giorno dopo mostra un lato di sé che non conoscevamo, quello di chi riconosce di aver fatto una cavolata e lo ammette, chiedendo scusa. Dopotutto lo aveva già anticipato ieri il suo tecnico che si era accorto subito di cosa stava accadendo.
Doveva andar via a fine stagione, ma prima l’eliminazione dalla Champions League nonostante la vittoria nella gara d’andata contro l’Inter, ora il pareggio in casa del Norimberga sesto in classifica hanno dato il motivo alla società per accelerare i tempi. Anche perché Luis Van Gaal aveva portato uno squadrone pieno zeppo di fuoriclasse, l’unico della Bundesliga, al quarto posto che significa niente Champions League.
L’Hannover infatti aveva approfittato del pari dei bavaresi per attuare il sorpasso al terzo posto che manda ai preliminari, e così la società ha preferito dare uno scossone all’ambiente chiamando Jupp Heynckes, uno dei più grandi allenatori di Germania, nella speranza che possa portare quella ventata di novità che ha portato Rangnick allo Schalke.
Il Milan allontana lo spauracchio Napoli e si riprende immediatamente la testa solitaria della classifica. Trasferta ostica quella di Firenze, contro una squadra che nelle ultime quattro gare ha collezionato otto punti. Ma il Milan non poteva permettersi passi falsi, considerando i risultati positivi delle dirette concorrenti e scendeva in Toscana con la voglia di bissare il successo nel derby.
La gara cominciava in discesa per gli ospiti, che già al minuto numero 8 si ritrovavano in vantaggio, in virtù della rete messa a segno da capitan Seedorf. Ed a pochi minuti dall’intervallo Pato metteva il proprio timbro sulla partita, regalando al Milan un tranquillo doppio vantaggio. La rete della Fiorentina arrivava solo al 34′ della ripresa (Vargas), ma la rimonta era una chimera per la squadra di Mihajlovic, che lasciava strada all’undici (anzi 10, vista l’espulsione di Ibrahimovic) di Allegri.
Posticipo della trentaduesima giornata di serie A.
Stadio Franchi, Firenze: Fiorentina-Milan 1-2
Reti: 8′ pt Seedorf (M), 41′ pt Pato (M), 34′ st Vargas (F)
Fiorentina – Milan 1-2
Replicare all’Inter che si è rifatta insidiosa, rispondere alla bella vittoria estrena del Napoli, a cui è bastato un tempo per avere la meglio di un Bologna che ha fatto quel che ha potuto: a Firenze, il Milan si prsenta senza il seguito imponente dei partenopei allo stadio Dall’Ara (erano in 15 mila, in diverse migliaia i supporters del Diavolo) ma con la voglia di continuare a essere artefice del proprio destino.
Nonostante Sinisa Mihajlovic avesse affermato alla vigilia di sentire aria di derby in seguito ai trascorsi interisti, Massimiliano Allegri ha la convinzione che i suoi uomini – schierati in formazione offensiva – abbiano la possibilità di chiudere i giochi nella prima frazione. E’ quello che ha chiesto il tecnico del Milan ai suoi: partire forte per trovarsi nella condizione di gestire il vantaggio nei restanti minuti di gioco.
Ieri sera nella sfida per l’ultimo posto disponibile in Champions League contro l’Udinese, Francesco Totti ha rispolverato a distanza di anni l’esecuzione del cucchiaio su rigore – da non romanista
Vola il Napoli di Mazzarri ed anche contro il Bologna riesce ad imporre la propria voglia di vincere e di restare in alto. Mascara ed Hamsik regalano ai partenopei i tre punti necessari per portarsi in testa alla classifica, seppure in compagnia del Milan, che a pari punteggio vincerebbe comunque il tricolore per via dei successi negli scontri diretti.
I rossoneri affronteranno questa sera la Fiorentina e saranno chiamati a rispondere alle vittorie di tutte le inseguitrici (Udinese a parte), ma potranno contare sul ritorno in campo di Ibrahimovic, grande assente nel derby stravinto.
Siamo sotto Pasqua, ma sembra di essere a Natale per i regali che le difese della Serie A hanno donato agli attaccanti. Se negli anticipi non c’erano stati degli svarioni clamorosi, il pomeriggio, forse a causa del caldo, fa registrare un regalo con tanto di fiocco di Palombo che lascia a Di Michele il gol dello 0-1 e che mette nei guai la Samp, i due regaloni del Bologna al Napoli, con Viviano per la prima volta quest’anno non all’altezza, quello della difesa del Brescia sul gol del Cagliari, ma soprattutto il maxi-regalo che il Palermo confeziona per il Cesena a cui permette di segnare due gol nei minuti di recupero.
Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti, vediamoli dunque questi gol del pomeriggio di Serie A.
La partita riguarda un campionato minore tedesco – le due squadre per la cronaca sono il SV Sem Jemgum e il Fortuna Veenhusen. un match che non avrebbe lasciato alcun
La vittoria in casa della Roma ha rivitalizzato la Vecchia Signora, che ora prova a salvare il salvabile, giocando ogni partita come se fosse una finale. L’avversaria di turno era un Genoa non matematicamente salvo e deciso ad interrompere il mini trend positivo dei bianconeri fatto di un pareggio e due vittorie.
La gara della Juventus cominciava i salita con l’autorete di Bonucci che avrebbe potuto tagliare le gambe e fiaccate il desiderio di vittoria. Il pareggio bianconero arrivava solo al 5′ della ripresa, quando Pepe trovava la deviazione di Rossi su assist di Aquiliani e bruciava Eduardo.
Anticipo della trentaduesima giornata di serie A.
Stadio Olimpico, Torino: Juventus-Genoa3-2 Reti: 6′ pt aut. Bonucci (J), 5′ st Pepe (J), 11′ st Floro Flores (G), 18′ st Matri (J), 38′ st Toni (G)
Juventus – Genoa 3-2
Sbancare la Roma giallorossa, a detta di Luigi Delneri, è significato invertire in maniera definitiva il trend negativo che ha visto la Juventus protagonista di un campionato altalenante. Parola d’ordine, quindi, diventa “continuità”. Fondamentale continuare la striscia di risultati positivi: ancora più della polemica che vede protagonista Gigi Buffon e parte della società bianconera (nemmeno oggi, il numero uno azzurro, è stato schierato nell’undici titolare), ancora più delle voci di mercato che vedono Beppe Marotta impegnato in più di una trattativa per costruire la rosa che verrà.
Ospite a Torino, un Genoa da metà classifica che, messa in cantiere la salvezza, non pare voler chiedere molto di più al campionato. Ballardini lascia a casa Kucka, Rafinha e Veloso oltre allo squalificato Criscito: attacco affidato all’inedita coppia formata da Paloschi e Floro Flores. Delneri, oltre a quella di Buffon, deve annoverare le defezioni di Chiellini e Del Piero. In mediana viene proposto il trio formato da Krasic, Marchisio e Pepe. Matri in attacco, Storari confermato tra i pali.
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