La Lazio sfata il tabù Massimino e consolida la quarta posizione in classifica, avvicinandosi pericolosamente all’Inter, sconfitta ieri sul campo del Parma. In quello che sembrava un pareggio già scritto, sono gli ospiti a portare a casa la posta piena, andando prima in vantaggio con Hernanes nella prima frazione di gioco, poi facendosi recuperare dalla rete di Schelotto quando il cronometro segnava il 1′ della ripresa.
Dieci minuti dopo arrivava la rete del vantaggio di Mauri, prima che Floccari e Zarate firmassero il poker che rende più tranquilla la classifica dei capitolini. Il Catania si ferma invece a quota 36 e non può ancora dirsi completamente fuori dalla zona retrocessione.
Il Milan, approfittando del passo falso dell’Inter nel corso della sfida di Parma, tenta la fuga in attesa che il Napoli affronti in posticipo serale l’Udinese. Per il resto, la trentatreesima giornata di serie A – ne mancano a questo punto cinque per terminare la stagione 2010/2011 – aveva da dare più di una risposta in ottica europea e salvezza. Chi mostra di saper approfittare del ko della Roma è la Lazio, capace di sbancare Catania con quattro reti all’attivo (ancora in gol Hernanes). Si conclude a reti inviolate la sfida tra Fiorentina-Juventus che, semmai avesse dovuto rappresentare una prova di maturità per una delle due – si spegne senza incoronare nè gli uni nè gli altri. Il resto degli incontri ha decretato vittorie importantissime per Cesena – contro il Bari basta Bogdani – e Chievo – due reti al Bologna. Il Genoa – 2-0 al Brescia – inguaia i lombardi e fa un favore indiretto alla Sampdoria mentre fa effetto la rimonta del Lecce sul Cagliari – da 1-3 a 3-3 all’ultimo secondo utile (Corvia, o meglio San Corvia).
Nel giro di quattro giorni l’Inter ha salutato la Champions League e pure la lotta per lo scudetto. E dopo la sconfitta contro il Parma i dirigenti nerazzurri devono aver preso atto delle lacune tattiche dell’ex-giocatore rossonero che con le scelte suicide del secondo tempo ha contribuito in modo sostanzioso al risultato finale.
Per reagire al gol del Parma, all’inizio del secondo tempo ha messo Sneijder al posto di Chivu, retrocedendo Zanetti sulla linea dei difensori, e lasciando il centrocampo con un solo giocatore di contenimento – Cambiasso.
I primi a pensarci sono stati quelli del Barcellona. Dopo il 3 – 1 contro l’Inter a San Siro nella semifinale di andata di Champions League, avevano cercato di aumentare la pressione sui nerazzurri alla ricerca di una rimonta – che non avvenne mai.
Su Youtube apparvero due video che contenevano le dichiarazioni dei giocatori blaugrana e uno spot per caricare il pubblico in vista della partita.
Cominciano a lavorare i soci americani che hanno acquistato l’As Roma, e tra un mese inizierà una vera e propria ricostruzione della squadra. Intervistato dai giornalisti italiani, ieri James Pallotta ha rivelato da dove si comincerà. In primis, l’obiettivo: far tornare la Roma campione. Ciò significa che il primo obiettivo è lo scudetto, e poi, anche se non parla apertamente di Champions League, lascia intendere che i giallorossi dovranno diventare un’abituée della competizione.
Poi i giocatori, l’aspetto più delicato. Per farlo Pallotta, che è proprietario della squadra dell’Nba dei Boston Celtics, fa un’associazione con la squadra di basket. Nomina tutti i giocatori che compongono il quintetto base, tra i più altisonanti del campionato, e lascia intendere che la stessa cosa proverà a farla a Roma, praticamente riempiendola di campioni.
Il primo dei quattro scontri tra Real Madrid e Barcellona si chiude con un pari poco spettacolare. Se dal punto di vista del gioco il Barça è immensamente più forte del Real, ci sentiamo di dare la palma di migliore in campo a Mourinho che, dal punto di vista tattico, riesce a colmare le lacune tecniche e psicologiche dei suoi giocatori.
Lo Special One ha imparato dalla manita dell’andata e decide che il miglior modo per affrontare il Barcellona è con la cautela, e non a viso aperto. Ed il campo gli dà ragione. Per tutto il primo tempo c’è solo un’azione pericolosa per i blaugrana, ma una volta tanto a Messi rimane il colpo in canna. Ben più pericoloso Cristiano Ronaldo su punizione che sfiora il palo.
La marcia trionfale del Milan non si ferma davanti a niente ed a nessuno, neanche di fronte ad una squadra come la Sampdoria che cerca disperatamente di raggiungere la quota salvezza. Ibrahimovic non c’è, fermato ancora una volta dal giudice sportivo, ma il rossoneri dimostrano di poter fare a meno della punta di diamante e portano a casa tre punti che li consolidano in vetta alla classifica.
Seedorf apre le danze al minuto numero 20 della prima frazione di gioco, mentre gli ospiti tentano una reazione, ma non riescono a scardinare la difesa avversaria. Poi arriva un’altra tegola per l’attacco di Allegri, con Pato che esce per infortunio. Entra Cassano, l’ex di turno, e va a siglare il rigore del 2-0. festeggiando nel migliore dei modi la nascita del piccolo Christopher. Alla fine c’è gloria anche per Robinho, che firma il tris e chiude definitivamente i conti.
L’eliminazione dalla Champions League pesa ancora sulle gambe e – soprattutto – sulla testa dei giocatori dell’Inter, che continuano a perdere punti dalla testa della classifica e forse dicono addio definitivamente al sogno scudetto. Contro il Parma gli uomini di Leonardo avevano la possibilità di avvicinare i cugini del Milan, impegnati nell’anticipo contro la Sampdoria, o almeno di mantenere inalterate le distanze.
Ma la voglia dei gialloblu di tirarsi fuori dalla zona più scomoda della classifica ha avuto la meglio ed alla fine della fiera è proprio il Parma a brindare. Il 2-0 dei padroni di casa è firmato dagli ex juventini Giovinco ed Amauri, che portano il Parma a 35 punti, quota che lascia ben sperare per la permanenza nella massima serie.
Anticipo della trentatreesima giornata di serie A.
Stadio Meazza di San Siro, Milano: Milan-Sampdoria 3-0
Reti: 20′ pt Seedorf (M), 10′ st rig. Cassano (M), 16′ st Robinho (M)
Milan – Sampdoria 3-0
L’impegno in simultanea con i cugini nerazzurri è senza alcun dubbio fonte di pressione per il Milan che, oltre a doversi guardare le spalle dal Napoli che dista due punti, ha anche necessità di tenere un occhio sul tabellone luminoso di San Siro per capire che succede a Parma, dove i ducali affrontano l’Inter. Il pubblico del Meazza è ancora una volta quello delle grandi occasioni: spalti non gremiti ma dignitosamente affollati. Di fronte al Diavolo, una Sampdoria che non può più permettersi alcun passo falso, pena un finale di campionato davvero difficile data la posizione delicatissima di classifica. Non sono finora bastati i proclami e i patti di unità di tifosi e giocatori: il camino, con Alberto Cavasin alla guida tecnica, è disastroso e rischia di portare dritti verso il baratro di una retrocessione inimmaginabile.
Gli istanti del pregara sono quelli che danno la possibilità di conoscere gli schieramenti: Massimiliano Allegri deve sostituire lo squalificato Zlatan Ibrahimovic e, sebbene Antonio Cassano torno utile dopo il turno di stop, l’allenatore dei locali opta per l’inserimento di Robinho al fianco di Pato. Boateng confermato sulla trequarti, Seedorf ancora titolare. Di contro, l’omologo ospite del tecnico livornese punta su un centrocampo di quantità a sostegno della coppia di attacco composta da Pozzi e Maccarone.
Anticipo della trentatreesima giornata di serie A.
Stadio Tardini, Parma: Parma-Inter 2-0
Reti: 35′ pt Giovinco (P), 41′ st Amauri (P)
Parma – Inter 2-0
Dimenticare l’eliminazione dalla Champions League è compito arduo, soprattutto per una squadra quale è l’Inter reduce da una stagione – quella passata – in cui i nerazzurri avevano fatto incetta di trofei. Guardare al campionato, in un contesto di amarezza, diventa necessario ma anche difficile: occorre una reazione immedata con la convinzione che, a sei giornate dal termine, diventa impossibile perdere ulteriore lunghezza. Eppure, riprenders dalla batosta contro lo Schalke 04 assegnando colpe e responsabilità – Maicon e Thiago Motta finiscono furoi squadra per scarsa concentrazione – pare il peggiore degli inizi.
Leonardo sa bene che il Parma è avversario da non sottovalutare: non solo perché guidato da un allenatore esperto come Franco Colomba ma anche per il fatto che i ducali sono in piena lotta retrocessione e fare punti – anche per loro – è di vitale importanza. A rendere ancora di più il senso della delicatezza dell’incontro, il fatto che le doppie sfide in scena a San Siro e al Tardini sono incontri che vedono protagoniste due delle tre forze ancora in lizza per lo scudetto ma anche due delle sette squadre in ballo per non retrocedere. Trionfo e debacle, successo e catastrofe sportiva: gli intrecci degli anticipi della 33esima giornata di serie A dicono di fatto questo.
Vincere per regalare a Thomas DiBenedetto la prima soddisfazione da presidente. Questo era l’obiettivo della Roma, in cerca di un posto nella Champions League del prossimo anno e desiderosa di festeggiare la nuova proprietà con una vittoria. Ma la l’apertura dello champagne viene rimandata ed i calici vanno riposti con cura in attesa di un’occasione migliore, perché a brindare sul terreno dell’Olimpico è solo il Palermo di Delio Rossi.
Totti aveva illuso i tifosi giallorossi, realizzando il rigore che valeva il vantaggio dei padroni di casa, ma prima dell’intervallo i rosanero riuscivano a mettere in equilibrio il risultato, ancora su calcio di rigore (Pinilla). Nella ripresa i capitolini si mostravano vogliosi ma poco concreti, sbagliando reti che sembravano fatte. Ed alla fine chi sbaglia paga. Hernandez portava gli ospiti sull’1-2 e poi si permetteva il lusso di siglare la sua personale doppietta al 90′; Vucinic riduceva lo svantaggio, ma oramai era tardi per recuperare il 2-3.
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