Quattro pretendenti per Juan

Strano il destino di Juan Silveira dos Santos – più noto con il primo dei suoi tanti nomi. Questo difensore centrale trentaduenne fino a giugno sembrava un titolare inamovibile della Roma – oltre che della nazionale.

Ma sono bastati pochi mesi per farlo finire ai margini della nuova Roma. Non è stato convocato nemmeno per lo sfortunato derby di domenica scorsa, perché Luis Enrique gli ha preferito ancora una volta il danese Simon Kjaer – con i pessimi risultati che abbiamo potuto osservare durante la partita, al di là dell’azione del rigore.

Inter a caccia di Ocampos, ma la concorrenza è micidiale

Si chiama Lucas Ocampos, ha appena 17 anni e a detta di molti sarà il campione del futuro. Nonostante la giovane età è stato già paragonato a Cristiano Ronaldo, un accostamento scomodo ma che lui non respinge affatto. Anzi, probabilmente è azzeccato, visto che i club di mezzo mondo si stanno letteralmente svenando per lui.

Il primo ad accorgersi di quanto sia forte questo centrocampista del River Plate è stata l’Inter che da qualche mese lo sta seguendo. Nei giorni scorsi gli emissari nerazzurri avevano presentato una proposta scioccante per un calciatore che non è nemmeno maggiorenne: 23 milioni di dollari, o circa 16 milioni di euro. Un club in crisi nera, economica e non solo, come il River avrebbe dovuto accettare, ed invece ha risposto picche perché nel frattempo altre squadre si sono fatte avanti.

A Gentile offerta panchina della Libia, ma lui chiede prima di catturare Gheddafi

Molti Paesi in crisi spesso rinascono anche attraverso lo sport (e la dimostrazione è stata la nazionale dell’Iraq). Così la Libia ora tenta di ritornare tra il novero dei Paesi “normali” anche grazie al calcio, e per farlo ha chiesto proprio ad un italiano, Claudio Gentile, di allenare la sua nazionale.

L’ex campione del mondo ha immediatamente accettato l’incarico per motivi affettivi, visto che è nato a Tripoli, ma ha posto come condizione che venga catturato Gheddafi. Lui è innamorato della Libia, ha affermato che il Paese, una volta pacificato, può diventare molto bello tanto da farci trasferire tutta la famiglia ed i suoi anziani genitori che tanti anni hanno vissuto nella Capitale, ma con l’ombra di Gheddafi non si può lavorare serenamente.

Champions League: il Real schianta il Lione, il CSKA fa un favore all’Inter

Non ci sono state grosse sorprese nella giornata di Champions League di ieri sera, a parte l’ottimo risultato per il Napoli. Tutte le favorite hanno vinto, ed alcune hanno pure esagerato. E’ il caso del Real Madrid che contro il Lione che, sulla carta, sarebbe dovuta essere la squadra che infastidiva gli uomini di Mourinho, vince 4-0.

In realtà la partita vera e propria non c’è mai stata, con i blancos che hanno preso immediatamente le redini della partita ed hanno messo a nudo tutti i limiti dei francesi. Di Maria e Cristiano Ronaldo fanno ammattire gli avversari che si chiudono ed in tutti i 90 minuti escono dal centrocampo solo una volta, e così l’umiliazione era solo questione di tempo. La gara si apre al 19′ con Benzema che sfrutta uno schema da calcio d’angolo per segnare la rete dell’1-0. Lloris fa quello che può e tiene in vita i suoi per tutto il resto del primo tempo, ma ad inizio ripresa non può nulla nel 2 contro zero degli attaccanti del Real contro la difesa lionese. Khedira mette dentro il secondo gol. Di Ozil e Sergio Ramos le altre due reti della gara.

Spot di Mourinho: “sono il miglior allenatore del mondo”

Ormai è arcinoto che José Mourinho abbia un ego smisurato. Non è difficile quindi immaginare che si sia prestato volentieri alle riprese di questo spot – al di là del fatto che guadagnerà un milione di euro l’anno per prestare la sua faccia alla banca portoghese BCP.

Perché scrivo questo? Facile, perché questo spot lancia il tema dell’orgoglio portoghese, di cui lo Special One sarebbe una specie di modello visto che ha vinto in tutta Europa ed è – secondo lui

il migliore allenatore del mondo

anche se

sono sempre al centro di tutte le critiche, di tutti i commenti, di tutti gli sguardi.

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Lille – Inter 0-1: fotogallery

L’Inter di Ranieri cercava un pronto riscatto in Champions League, dopo le due ultime gare di campionato, che l’hanno vista cadere sotto i colpi di Napoli e Catania. Lo sparring partner era un insidioso Lille, fanalino di coda del Gruppo B e voglioso di risalire la china. Dopo una prima parte senza troppe emozioni, era l’Inter a fare la voce grossa, quando il rientrante Sneijder serviva Zarate, che pescava Pazzini per il gol del vantaggio nerazzurro.

I padroni di casa reagivano alla grande, ma non riuscivano a trovare la via del pareggio, nonostante il possesso di palla continuo. Nella ripresa erano ancora i francesi a rendersi pericolosi, tanto che Julio Cesar era chiamato più volte agli straordinari. Ma la porta nerazzurra restava inviolata fino al 90′, quando l’Inter poteva finalmente esultare al primato nel girone.

Napoli – Bayern Monaco 1-1: fotogallery

Esame di maturità per il Napoli di Mazzarri, chiamato ad affrontare la corazzata Bayern Monaco, dopo il pareggio conquistato sul campo del Manchester City e la vittoria sul Villareal tra le mura amiche. Ancora il San Paolo a fare da scenario alla sfida, sebbene la gara non abbia preso la discesa come era accaduto nella sfida contro il Sottomarino Giallo. Trascorrevano solo due minuti ed i bavaresi erano già in vantaggio, grazie a Kroos, che infilava De Sanctis con una certa facilità.

Gli ospiti mostravano poi tutto il proprio valore, facendo il buono ed il cattivo tempo, almeno fino al minuto numero 39, quando un cross di Cavani induceva Badstuber all’errore ed alla deviazione nella propria porta. Pareggio forse immeritato, ma che per gli azzurri rappresentava una specie di manna dal cielo.

Agnelli: “La perdita di bilancio della scorsa stagione è intollerabile”

 Si è conclusa l’assemblea degli azionisti  della Juventus, in cui è stato approvato l’aumento di capitale di 120 milioni di euro, già deciso in estate. Il Presidente Andrea Agnelli ha parlato lungamente durante l’assemblea, vediamo cosa ha detto, oltre alla clamorosa notizia del ritiro a fine anno di Alessandro Del Piero.  A cominciare dalle dure parole pronunciate ad inizio discorso, sul passivo di bilancio dell’ ultimo anno:

Il bilancio 2010-2011 è il peggiore della storia della Juventus. È un bilancio che accoglie l’investimento virtuoso per lo stadio  ma anche quattro anni di incapacità di rinnovamento della società sulla parte sportiva che ha ingolfato il motore.

Il passivo ammonta a 95,4 milioni di euro, frutto di ricavi notevolmente scesi rispetto al passato ( 172,1 milioni) a fronte di costi che invece sono aumentati (196,3, ben  20 milioni in più rispetto all’ ultimo bilancio). Tra le voci che hanno inciso per questa perdita troviamo ben 12,3 milioni di euro utilizzati come incentivi ai calciatori per accettare i trasferimenti. Pesa molto ovviamente anche  la mancata qualificazione alla Champions League e il mancato incasso di oltre 2o milioni di Euro oltre  ai proventi minori per i diritti TV rispetto alle stagioni scorse.