Stadio San Paolo: il cuore di Napoli!

di Gioia Bò 6

Terzo stadio italiano per capienza ed importanza, dopo il Meazza di Milano ed l’Olimpico di Roma, il San Paolo di Napoli rappresenta quanto di meglio possa offrire a livello di strutture sportive il nostro mezzogiorno.

La costruzione risale al 1959 ed inizialmente il progetto prevedeva un solo anello, quello superiore, raddoppiato poi con l’aggiunta di un altro al di sotto de livello stradale, per problemi legati alla capienza. Le tribune erano costruite in marmo, come nella maggior parte degli stadi che videro la luce in quell’epoca e solo dopo varie opere d ristrutturazione ha assunto l’aspetto attuale.

Deve il suo nome ad un episodio di carattere storico-religioso, secondo il quale San Paolo avrebbe raggiunto le coste italiane attraccando proprio a Fuorigrotta, la zona in cui sorge l’impianto.


Una parziale opera di ammodernamento fu apportata nel 1980, in occasione dei Campionati Europei, ma solo nel ’90 si è fatto uno sforzo maggiore in questo senso per l’imminente inizio dei Campionati del Mondo. In quell’occasione lo stadio dovette subire una consistente opera di ristrutturazione, per l’adeguamento alle norme di sicurezza ed il cambiamento riguardò soprattutto la diminuzione nel numero di spettatori -portati da 87.500 a poco meno di 77.000- e la costruzione della copertura, indispensabile per gli stadi che avevano in programma di ospitare partite dei mondiali di calcio.

Altre opere necessarie per ottenere la licenza Uefa furono il miglioramento della pista di atletica e dell’impianto di illuminazione. Una curiosità legata ai lavori di ristrutturazione è quella che riguarda il tabellone elettronico precedentemente situato tra i distiti e la curva A e sostituito, non si sa per quale ragione da un display (utilizzato, tra l’altro, solo in occasione dei Mondiali e poi lasciato al suo destino, perennemente spento!).

Nel corso degli anni si è parlato spesso di un progetto che prevedeva la costruzione di un nuovo impianto, suscitando le ire dei tifosi napoletani, attaccati al vecchio San paolo, teatro di tanti successi nel periodo d’oro del Napoli Calcio, quando Maradona era il Re della città e lo stadio sembrava la reggia di Versailles!

Ultimamente la situazione sembra migliorata, tanto che una delegazione Uefa ha dato l’ok affinchè il Napoli possa disputare le gare interne nell’impianto, in caso di qualificazione alla Coppa Uefa. E sarebbe stato un vero peccato vedere uno stadio di recente costruzione (compirà il mezzo secolo di vita nel 2009) abbandonato, per far posto ad una nuova struttura! Il San Paolo rappresenta Napoli e, come ricordato in una petizione, NON SI TOCCA!

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