Lo Stadio Olimpico è la storia dello sport

di Gioia Bò 5

L’Olimpico non è soltanto uno stadio, ma è la storia dello sport italiano

parola di Gianni Petrucci, presidente del Coni, che in una frase sintetizza la grandezza di uno degli stadi più importanti e maestosi d’Europa. E’ lo stadio di Lazio e Roma, che qui giocano le proprie partite casalinghe, ma non è gestito direttamente dalle due società, essendo di proprietà del Coni. E non solo calcio in questo impianto, che nel corso degli anni ha potuto ospitare anche manifestazioni internazionali di atletica leggera, a partire dalle Olimpiadi del 1960, e numerosi concerti di artisti di prima grandezza nel panorama musicale (Zero, Baglioni, Vasco Rossi,David Bowie, Madonna, Rolling Stones).

La sua costruzione iniziò nel 1928, all’interno del complesso sportivo del Foro Italico, ma vide la luce solo quattro anni più tardi, prendendo il nome di Stadio dei Cipressi. All’inizio non vi era presena di opere in muratura e si cercò di sfruttare un invaso presente in quella zona, dotandolo di tribune ricavate da terrazze erbose.


Solo successivamente, con l’esigenza di aumentare il numero dei posti, vennero costruite delle vere e proprie gradinate in muratura. Una seconda ristrutturazione iniziò nel 1950 e portò alla realizzazione di un complesso che poteva contenere 100.000 persone e che gli valse il nome di Stadio dei Centomila, che manterrà fino al 1960, quando prese l’attuale nome per aver ospitato i Giochi Olimpici.

L’impianto rimase poi pressoché invariato per 30 anni, quando si decise un’ulteriore ristrutturazione in occasione dei Mondiali del ’90, periodo in cui molti stadi italiani furono sottoposti ad un vero e proprio lifting. L’Olimpico venne quasi completamente distrutto (rimase in piedi solo la Tribuna Tevere), per far posto ad una struttura che fosse a norma di legge e a misura di tifoso (le curve vennero avvicinate di nove metri per consentire una migliore visuale del rettangolo di gioco).

Attualmente può contenere più di ottantamila spettatori ed è secondo in Italia solo allo stadio San Siro di Milano. Sono in corso (e continueranno per tutto l’anno, in vista della finale di Champions League del 2009) lavori di adeguamento che diminuiranno ancora il numero dei posti a sedere (circa 5 mila unità in meno), ma serviranno soprattutto a rendere l’impianto più efficiente ed ospitale. Tra le innovazioni anche l’ampliamento degli spogliatoi che passeranno dagli attuali 110 mq a 200 mq e la costituzione di un tunnel più breve che li colleghi direttamente al campo, in modo che anche Roma e Lazio possano iniziare i secondi tempi in orario. E il campionato ringrazia!

Commenti (5)

  1. SIAMO STUFI DI ANDARE IN UNO STADIO SCOMODO ORAMAI INADATTO, ROMA HA BISOGNO DI UNO STADIO DA DEDICARE SOLO AL CALCIO SENZA PISTA DI ATLETICA E SENZA BARRIERE, MUNITO DI COLLEGAMENTI CON I TRASPORTI PUBBLICI (VEDI METRO, TRAM MA ANCHE CORSIE PREFERENZIALI PER GLI AUTOBUS) E DI AMPI PARCHEGGI, IN MODO TALE DA NON PARALIZZARE OGNI VOLTA LA VIABILITA’ DELL’AREA CIRCOSTANTE. E STO PARLANDO DELLO STADIO OLIMPICO DI ROMA KE DOVREBBE ESSERE IL MIGLIORE STADIO D’ITALIA, KE FORSE DOVREBBE PRENDERE COME MODELLO IL WEMBLEY STADIUM DI LONDRA

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