Mondiale 2010: conosciamo l’Italia

di Marco Mancini 7

Il titolo “conosciamo l’Italia” potrebbe sembrare superficiale. Tutti conoscono la nazionale azzurra. O almeno così pensano. Infatti andando ad indagare, saranno davvero pochi quelli che hanno un’idea chiara di come giocherà l’Italia nel prossimo Mondiale, ed un motivo c’è: probabilmente Lippi non l’ha ancora deciso.

I moduli sono tanti, classico 4-4-2, il tridente oppure quello che più va di moda ultimamente, il 4-2-3-1, e probabilmente non ci sarà nemmeno un modulo fisso, visto che verrà adattato ad ogni esigenza. Una cosa però appare certa, e cioè che l’Italia di oggi non offre quella solidità e quella sicurezza che poteva dare nel 2006. Ripetere l’annata trionfale sarà dura, perché mancano molti giocatori chiave come Totti, ma anche quelli da cui ti puoi aspettare di tutto come Del Piero, ed a questo si aggiunge il fatto che l’ossatura della squadra ha 4 anni in più rispetto alla precedente edizione, e questo nel calcio conta molto.

Nelle qualificazioni gli azzurri non hanno fatto molta fatica, ma forse perché contro non c’erano grosse avversarie. Un’occasione che può rivelarsi anche uno svantaggio, dato che quando non ti confronti con avversari ostici, diventa più difficile affrontare una nazionale di alto livello successivamente. Tutti speriamo di non rivedere l’Italia dello scorso anno, quella della Confederations Cup senza gioco, umiliata da quasi tutti gli avversari, che si affidava solo a Pirlo e a qualche tiro da 30 metri. Il problema principale sarà sicuramente la difesa. Cannavaro non è nemmeno lontanamente il calciatore che era 4 anni fa e tre dei quattro terzini (Criscito, Cassani e Maggio) non hanno abbastanza esperienza da farci dormire sonni tranquilli. Ma i problemi vengono anche dai veterani come Zambrotta che quest’anno ha giocato molto poco, e persino Buffon, il quale a causa dei tanti infortuni non appare quella saracinesca di qualche anno fa.

Per il resto, di certo non ci possiamo lamentare della qualità, ma la variabile difficile da valutare è la forma fisica. Riuscirà uno come Camoranesi, che ha saltato quasi tutto il campionato, a reggere per tutto il Mondiale? Verrà affidato il compito dell’interdizione di nuovo a Gattuso, che è stato infortunato per circa 6 mesi complessivamente? Le nostre speranze saranno più che altro affidate all’attacco, dove la qualità non manca, ma spesso latita la fantasia, con solo Di Natale e Rossi in grado di inventarsi qualcosa. Ma anche il calciatore del Villareal ha saltato gran parte del campionato per infortunio, mentre Di Natale in nazionale non ha mai fatto benissimo.

Insomma, la situazione degli azzurri sembra abbastanza preoccupante, anche se per il passaggio del turno non sembrano esserci problemi. E’ molto forte il Paraguay che ha dominato per gran parte delle qualificazioni il girone sudamericano, ma Slovacchia e Nuova Zelanda non dovrebbero rappresentare un problema. Le possibilità di arrivare fino in fondo ci sono, ma per far sì che ciò accada bisognerebbe ricreare quel clima che c’era 4 anni fa, e sperare che i tanti infortuni che hanno colpito i giocatori azzurri per tutto il campionato non tornino a reclamar dazio durante questo mese cruciale.

La rosa:

Portieri: Buffon, De Sanctis, Marchetti, Sirigu.

Difensori: Bocchetti, Bonucci, Cannavaro F., Cassani, Chiellini, Criscito, Maggio, Zambrotta.

Centrocampisti: Camoranesi, Cossu, De Rossi, Gattuso, Marchisio, Montolivo, Palombo, Pepe, Pirlo.

Attaccanti: Borriello, Di Natale, Gilardino, Iaquinta, Pazzini, Quagliarella, Giuseppe Rossi.

Foto della squadra

Commenti (7)

  1. Grazie all’assenza di personaggi carismatici quali Totti e Del Piero magari Di Natale potrebbe trovare più coraggio.
    Speriamo..

  2. scusate ma totti e nesta ormai sono dei vecchietti e secondo me si devono ritirare anche dal campionato oltre alla nazionale. Saluti Beatrice

  3. poveretti, finché reggono! 🙂

    Certo, non sono più dei ragazzini, ma quando sono in forma dimostrano sempre un talento superiore a quello di molti ventenni del nostro campionato. E’ giusto che non giochino in nazionale perché i ritmi sono più alti, ma nelle squadre dei club, finché se la sentono, possono ancora regalare molto.

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