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Calciopoli-bis, ecco cosa rischia la Juventus

Si sta per concludere il processo alla Juventus denominato Calciopoli-bis, che vede coinvolti ancora una volta Moggi e la sua cricca. Le indagini si basano sullo scambio di sim telefoniche che servivano per i raggiri dell’ex dg bianconero, e che ha coinvolto molte più squadre di quelle che aveva coinvolto il primo calciopoli. Secondo la Procura di Napoli, che ha riaperto l’inchiesta, stavolta sono coinvolti in maniera diretta arbitri e dirigenti anche di squadre di serie B (uno su tutti il Messina).

I tifosi juventini però possono stare un pò più tranquilli di due anni fa. Infatti hanno già pagato tanto (la perdita di due scudetti e la retrocessione in B sono stati una bella mazzata) e adesso le pene che rischiano potrebbero essere più lievi. Soprattutto a pagare stavolta non saranno i tifosi, ma solo le persone coinvolte, e la società stessa in misura marginale. Ma andiamo a vedere cosa rischia la Juventus.


Al momento i deferimenti sono arrivati a Franza, Fabiani e Bonsignore (all’epoca al vertice del club siciliano), e una serie di arbitri, ex arbitri e guardalinee, tra cui Paparesta, Pieri, Racalbuto, Cassarà, Dattilo, Bertini, De Santis e Ambrosino, oltre che a Luciano Moggi. Identiche le motivazioni del provvedimento: violazione dell’articolo 1, quello che obbliga al rispetto della lealtà sportiva.

Per responsabilità oggettiva saranno colpiti anche lo stesso Messina e la Juventus. Ciò che rischia la società bianconera, al peggio delle ipotesi, è un paio di punti di penalizzazione in questo campionato, che potrebbero mettere a rischio la qualificazione diretta in Champions nel caso in cui la Juve arrivasse seconda, mentre difficilmente i bianconeri rischieranno di uscire anche dal quarto posto.
Inoltre ci potrebbe essere una sanzione di 30-40 mila euro, solletico per una società come la Juve.

Due anni fa la dirigenza bianconera decise di non rivolgersi al Tar per non peggiorare la sua posizione nei confronti della Federcalcio, e per non violare ulteriori regolamenti. All’epoca questa scelta fu vista come una sorta di “favore” che i bianconeri fecero, e furono ripagati anche con la riduzione della penalizzazione. Questa scelta, che nel campo della giustizia sportiva vuol dire tanto, potrebbe essere ancora una volta ricompensata con un ammorbidimento delle sanzioni disciplinari.
Luciano Moggi, da parte sua , rischia un’ulteriore squalifica dai 3 ai 9 mesi. L’importante è che i tifosi juventini possono dormire, finalmente, sonni tranquilli.