Incredibile legge inglese: per giocare in Premier League si dovrà fare l’esame d’inglese

di Marco Mancini Commenta

Quando si dice l’esagerazione. Una delle tante assurde leggi emanate dal Parlamento Inglese prevederà per il futuro che chiunque venga da un paese non europeo, e voglia recarsi in Gran Bretagna, sarà costretto ad imparare l’inglese.

E’ la nuova trovata della Corona per facilitare il riconoscimento degli stranieri e regolare l’immigrazione. Probabilmente sarà stata fatta per scopi di anti-terrorismo. Fatto sta che questa norma causerà non pochi problemi al calcio inglese d’ora in avanti.


Infatti la maggior parte dei calciatori non inglesi di Premier League proviene dall’Africa o dal Sudamerica, dato che gli europei tendono a rimanere nel loro paese d’origine perchè il campionato è competitivo almeno quanto quello inglese. Per poter avere il pass per giocare dal prossimo anno in Premier League saranno costretti a fare un corso d’inglese, rigorosamente fuori dai confini della corona, e poi sostenere un esame per poter varcare la dogana. In teoria questo faciliterà il compito degli allenatori nel dare le direttive in campo, ma d’altra parte renderà più difficile l’arrivo dei calciatori extracomunitari, dato che essi molto spesso provengono da zone povere, in cui la scuola non è molto presente (non che gli italiani siano un pozzo di scienza).

Io mi immedesimo in un 17enne del Ghana, che ha l’opportunità di andarsene dal suo Paese dove fa la fame per andare a giocare in Premier League, ma non conoscendo l’inglese e non avendo la possibilità di impararlo, non potrà firmare il suo contratto. Magari poi diventerà ugualmente calciatore professionista, ma probabilmente in una nazione diversa dall’Inghilterra. A lungo andare questa decisione potrebbe portare diversi guai ai talent scout inglesi, e di conseguenza alla qualità del campionato di calcio. Vi immaginate se campioni del calibro di Drogba o Essien fossero stati acquistati dal Chelsea con questa nuova normativa? Probabilmente a quest’ora starebbero giocando ancora nell’Olympique Marsiglia o nel Lione. L’altra ingiustizia è che questa particolare legge vale solo per gli extracomunitari, come se un calciatore europeo conoscesse l’inglese sin da ragazzo. Mi immagino uno come Cassano che aveva difficoltà a parlare italiano fino a 19-20 anni, alle prese con la grammatica inglese. Stavolta mi sa tanto che il Parlamento l’ha fatta grossa.

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