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Calciopoli 2: le 74 intercettazioni e quel “regalino” a Bergamo…

Il maresciallo dei carabinieri Attilio Auricchio ha dichiarato sotto giuramento in aula che le intercettazioni degli altri dirigenti di serie A erano note agli investigatori, ma non sono state portate a processo durante la prima tranche di Calciopoli perché ritenute non rilevanti.

La teoria che le indagini siano state fatte solo per colpire Moggi e la Juventus diventa sempre più realtà. Il presidente della nona sezione del tribunale di Napoli, Teresa Casoria e i pubblici ministeri Narducci e Capuano hanno ritenuto invece che le intercettazioni fossero importanti dal punto di vista procedurale, e quindi hanno accettato che 74 trascrizioni fossero messe agli atti.

Di certo si tratta solo di una parte del totale delle migliaia di intercettazioni registrate, ma sono sicuramente le più significative. Esse infatti dimostrano come il malcostume fosse generale, dato che non era solo Moggi a contattare Bergamo e Pairetto, ma fossero anche Inter, Milan, Fiorentina, Roma, Palermo, Bologna, Cagliari, Udinese e Reggina, e soprattutto che le telefonate che i dirigenti nerazzurri facevano ai dirigenti della classe arbitrale non fossero meno gravi di quelle di Moggi. In una si sente Facchetti promettere a Paolo Bergamo, designatore arbitrale, un regalo da parte di Moratti, e la risposta di Bergamo:

È una situazione che vorrei proprio anch’io aiutarvi a raddrizzare…perchè insomma la squadra non merita la posizione che ha.

Anzi, se possibile Facchetti chiamava anche più di Moggi, perché oltre ai designatori sono state intercettate telefonate anche con arbitri, addetti ai guardalinee e dirigenti federali. La teoria del “così fan tutti” sembra funzionare.