Storia degli Europei: Francia 1984

di Gioia Bò 1

A 24 anni dalla prima edizione, è ancora la Francia la nazione incaricata di organizzare la fase finale del Campionato Europeo del 1984, con il vantaggio questa volta di non doversi sudare la qualificazione, essendo ammessa di diritto. Sulla panchina dei transalpini c’era Michel Hidalgo, che poteva contare su stelle del calibro di Six, Lacombe, Giresse, Tigana e, soprattutto Platini.

Ampiamente favorita per la vittoria finale, dunque, alla pari con l’Italia di Bearzot, Campione del Mondo nei Mondiali spagnoli di due anni prima. Ma, almeno per quanto riguarda gli azzurri, le previsioni della vigilia vennero completamente capovolte durante un girone di qualificazione non proprio irresistibile.

La formula della competizione era la stessa di quattro anni prima: 31 squadre divise in sette gironi, con le prime di ogni girone che avevano accesso alla fase finale. L’Italia venne sorteggiata nel Gruppo 5 insieme a Cecoslovacchia (che l’aveva battuta ai rigori nel 1980), Romania, Cipro e Svezia. La squadra azzurra era grossomodo quella di Spagna ’82, ma evidentemente non aveva più fame di successi, visto che l’unica vittoria la ottenne in casa contro la modesta Cipro.


Edizione degli Europei del 1984, quindi, orfana della compagine italiana, esattamente come 24 anni prima, quando non si era nemmeno iscritta. Presenti invece Spagna, Germania Ovest, Portogallo e Romania in un gruppo, e Francia, Danimarca, Belgio e Jugoslavia nell’altro.

I padroni di casa non ebbero grosse difficoltà a prevalere nel proprio gruppo, con tre vittorie su tre (1-0 alla Danimarca -classificatasi poi seconda-, 5-0 al Belgio e 3-2 alla Jugoslavia). Nell’altro gruppo ci fu il dominio della penisola iberica, con Spagna e Portogallo appaiate in testa a quattro punti e Furie Rosse prime in virtù del maggior numero di reti segnate.

Semifinali che si conclusero con il medesimo punteggio: 1-1 tra Portogallo e Francia e tra Spagna e Danimarca, ma, mentre i transalpini trovarono il gol-partita con Platini al 119′, la Spagna riuscì ad ottenere il biglietto per la finale solo dopo i calci di rigore (di Elkjaer l’errore fatale per i danesi).

Nella finalissima al Parco dei Principi, dunque, si ritrovarono contro i superfavoriti francesi e la Spagna di Munoz, determinata più che mai a ribaltare i pronostici della vigilia. Ma con i Blues giocava un certo Michel Platini, abituato a vincere in Italia con la maglia della Juventus e non ancora sazio di successi.

E proprio grazie ad una sua punizione, per la verità non irresistibile (il pallone sfuggì dalle mani di Arconada), la Francia passò in vantaggio, legittimando poi il risultato a pochi secondi dalla fine con un gol di Bellone, nonostante l’inferiorità numerica per l’espulsione di Le Roux.

Francia campione d’Europa, come da copione e Michel Platini che con i suoi 9 gol diventava eroe nazionale o, se preferite, semplicemente Le Roi!

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