Storia degli Europei: Italia 1980

di Gioia Bò Commenta

A vent’anni esatti dalla sua creazione, l’Europeo cambia formula, aumentando il numero di partecipanti alla fase finale. Finora all’ultimo atto della manifestazione avevamo trovato quattro squadre che si giocavano semifinali e finale, con la squadra di casa che doveva guadagnarsi la qualificazione al pari di ogni altra compagine.

Nel 1980 la formula cambia: sempre 32 squadre ai nastri di partenza, ma stavolta il paese ospitante ha il vantaggio di vedere la propria nazionale qualificata di diritto per la fase finale. E tocca proprio all’Italia inaugurare la nuova formula!

Per il resto, 31 squadre divise in sette gruppi (tre da cinque e quattro da quattro) a giocarsi i sette posti ancora disponibili. Quasi scontato l’esito delle qualificazioni, con le grandi favorite arrivate quasi tutte a staccare il biglietto per l’Italia: Germania ed Inghilterra fanno il proprio dovere, vincendo rispettivamente il gruppo 1 ed il gruppo 7; tranquillo il cammino della Cecoslovacchia, campione uscente e decisa a ripetere l’impresa di quattro anni prima; più difficile del previsto invece per l’Olanda, che pure veniva dal terzo posto agli Europei del ’76 e dal secondo ai Mondiali del ’78; brividi anche per la Spagna, rimasta testa a testa fino all’ultimo con la Jugoslavia.


Le uniche due sorprese sono rappresentate dal Belgio -che riesce ad avere la meglio in un girone in cui erano presenti le più quotate Portogallo e Austria- e dalla Grecia, considerata squadra materasso del proprio gruppo e qualificata ai danni di Ungheria ed Urss.

Per l’Italia, nel frattempo, solo amichevoli, dodici per la precisione, in cui il ct, Enzo Bearzot, deve testare la squadra, basandosi solo su gare senza punti in palio. In più, proprio alla vigilia dell’Europeo, il ct si troverà a dover far fronte a due assenze fondamentali, per la vicenda del calcio scommesse. Rossi e Giordano, ovvero la punta di diamante dell’attacco azzurro e il suo sostituto naturale, vengono squalificati per un lungo periodo e Bearzot si ritrova improvvisamente senza attaccanti ed è costretto a richiamare Ciccio Graziani.

Si va alla fase finale, dunque, con due gruppi da quattro squadre ciascuno: le prime classificate accederanno alla finale, mentre le seconde si giocheranno il terzo posto. L’Italia deve vedersela con Belgio, Inghilterra e Spagna, mentre nell’altro gruppo troviamo Germania Ovest, Cecoslovacchia, Olanda e Grecia.

E qui si consuma la beffa per gli uomini di Bearzot, che pur non avendo subito nemmeno un gol (0-0 con Spagna e Belgio ed 1-0 all’Inghilterra con un gol di Tardelli), vedono sfumare il sogno della finale, a vantaggio del Belgio per miglior differenza reti. Nell’altro gruppo La Germania si impone a suon di vittorie ed accede facilmente alla finalissima.

Per l’Italia nemmeno la soddisfazione di guadagnare il terzo posto davanti al pubblico di casa. 1-1 il risultato finale, ma al termine di una serie da nove rigori, Collovati si fa parare il tiro, regalando il podio alla Cecoslovacchia.

La sorpresa-Belgio si arrende alla maggior esperienza della Gemania nella finalissima: 2-1 il risultato finale con una doppietta di Horst Hrubesch, vecchia volpe del calcio tedesco, e l’esplosione di un giovane dalle belle speranze, Schuster, destinato a divenire una stella di prima di grandezza. La Germania dunque riprende il ruolo da protagonista nel calcio internazionale dopo la delusione della finale persa quattro anni prima.

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