Coppa Italia: cronaca di un trionfo!

di Gioia Bò 2

E fanno nove! Con quella portata a casa ieri sera davanti ad un Olimpico vestito a festa, la Roma raggiunge la Juventus in vetta alla classifica per Coppe Italia conquistate. Il trofeo non prenderà la strada per Milano ed il prossimo anno i giallorossi potranno ancora fregiarsi della coccarda tricolore cucita sul petto.

Ci si aspettava una serata di bel calcio, una festa dello sport, in campo e sugli spalti. Lo è stata per gran parte, se si esclude il solito gruppetto di imbecilli, che prima della gara ha preso a lanciare bottiglie e petardi contro i tifosi nerazzurri in fila davanti ai cancelli.

Per il resto tutto come previsto: correttezza sugli spalti garantita da duemila uomini delle forze dell’ordine che hanno fatto parlare da più parti di Olimpico blindato. Per la festa finale anche il Presidente della Repubblica ha voluto essere presente, regalandosi l’onore finale di consegnare la Coppa nelle mani dei vincitori.


In suo onore ad inizio gara è stato suonato l’Inno di Mameli, cantato per metà dall’intero stadio, fin quando le telecamere non hanno cominciato ad inquadrare la terna arbitrale ed i volti dei nerazzurri. Ed allora giù una bordata di fischi che copriva le note della fanfara. Poco male in fondo: nell’undici nerazzurro c’era un italiano (Toldo) e mezzo (Balotelli, che italiano ancora non è).

Finalmente l’arbitro Morganti dava inizio alle danze, con la Roma proiettata subito in avanti e l’Inter a cercare di contenere. Poche le occasioni nella prima mezz’ora di gioco, anche se i giallorossi hanno tenuto bene il campo, proponendosi più volte in attacco. Ma Vucinic per una sera non ha fatto il Vucinic e in fase di appoggio si è dimostrato spesso impreciso. Così ci pensava Mexes a sbloccare la gara, con un gol da attaccante puro.

Nella ripresa la Roma ricominciava a spingere e su una combinazione Perrotta-Vocinic, il centrocampista azzurro metteva alle spalle di Toldo il gol della sicurezza. Ma non è finita qui, perché qualche minuto più tardi Pelè si inventava un gol capolavoro che riaccedeva le speranze nerazzurre.

Meglio l’Inter in questa fase di gioco, mentre la Roma giocava per lo più per contenere. Ancora un palo di Burdisso da annotare sul taccuino e poi via ai festeggiamenti.

Coppa Italia alla Roma, consegnata dal Presidente Napolitano in persona nelle mani del capitano infortunato. Olimpico in festa e immancabile giro di campo.

Ora la stagione è finita davvero. Da oggi si comincerà a parlare di Europeo e di nazionale, nella speranza che la prossima coppa venga alzata ancora da un italiano!

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