Juventus-Inter 9-1: i campioni contro i ragazzini!

di Gioia Bò 2

A Roma mando una squadra di ragazzini!

Questa la minaccia di Massimo Moratti alla vigilia della finale di Coppa Italia contro la Roma, per rispondere a chi, con vena polemica, sosteneva che l’Inter fosse stata aiutata nel corso del campionato.

Poi la rabbia è rientrata ed i nerazzurri si sono presentati all’appuntamento con la migliore formazione possibile che non è riuscita tuttavia a frenare la voglia di riscatto di una Roma arrembante. Il presidente non ha voluto seguire l’esempio di papà Angelo, che nel lontano 1961, in polemica con la Federazione, decise di far scendere in campo la squadra primavera, beccandosi poi una multa di un milione di lire.


Era il 16 aprile 1961 ed andava in scena la ventottesima giornata di un campionato, che vedeva la Juventus prima in classifica e proiettata verso la conquista dello scudetto. L’Inter inseguiva a quattro punti e, vincendo la gara al Comunale di Torino, avrebbe potuto guadagnare terreno e rimettere in discussione il campionato.

Una partita di cartello, dunque, che richiamò l’attenzione di 61.000 spettatori paganti, che uniti ai settemila abbonati raggiungevano la cifra di 68.000 (sempre inferiore communque ai 72.000 che poteva contenere lo stadio).

Ma qualcosa andò storto e quel giorno il Comunale si riempì in ogni ordine di posti, tanto che ad un certo punto della gara ci fu un’invasione pacifica di spettatori, costretti a sistemarsi a bordo campo per poter assistere alla gara. L’arbitro ovviamente intimò alla folla di tornare sugli spalti, ma ormai non c’era più posto e dopo un lungo tira e molla, la partita venne sospesa.

L’Inter chiese la vittoria a tavolino per “responsabilità oggettiva” da parte della Juventus, ottenendo dieci giorni dopo i due punti agognati, che significavano riapertura del campionato. Un sogno cullato per un mese e mezzo, fino a quando cioè arrivò la sentenza della Caf, alla quale i bianconeri si erano appellati, che intimava di rigiocare la partita.

A quel punto l’Inter subì il duro colpo, perdendo 2-0 contro il Catania e regalando di fatto la scudetto alla Juventus. Ma c’era ancora la gara da rigiocare ed a quel punto Angelo Moratti, d’accordo con l’allora allenatore Helenio Herrera, decise di mandare in campo i ragazzini, per protestare contro la decisione della Caf.

Una gara a scudetto già conquistato presa inizialmente sottogamba dai bianconeri, che sembravano molli e svogliati. Poi Giampiero Boniperti suonò la carica, invitando Omar Sivori a fare il suo dovere e ad onorare la maglia indossata.

Ed il Cabezon andò a segno per ben sei volte, in una gara che rimase negli annali sia per la curiosità dell’evento che per il punteggio finale. 9-1 alla fine della fiera, con l’unico gol nerazzurro siglato dall’esordiente Sandro Mazzola, che dopo un tunnel fortuito ai danni di Charles si scusò con il gallese, dicendo di non averlo fatto apposta.

Curiosamente l’esordio di Sandrino coincise con l’addio al calcio di capitan Boniperti, forse anche condizionato da un epilogo così triste.

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