La Coppa Uefa allo Zenit San Pietroburgo

di Gioia Bò 5

E così arriva la finale che non ti aspetti, perché, inutile nasconderlo, nessuno poteva mai immaginare che Fiorentina e Bayern Monaco cedessero il passo in semifinale.

Succede dunque che l’ex di lusso non si chiami Luca Toni, “costretto” a giocare contro il suo passato, ma Dick Advocaat, il piccolo Generale, che guidò i Glasgow Rangers dal 1998 al 2002, contribuendo ad infoltire la già ricca bacheca dei Gers.

Ora l’olandese siede sulla panchina dello Zenit San Pietroburgo, squadra praticamente sconosciuta a livello internazionale. Fino a ieri, almeno. Ma il calcio è strano e così può accadere che ancora una volta Davide abbia la meglio su Golia e che la voglia di emergere riesca ad oscurare persino il blasone, per la gioia di “madre Russia” che torna finalmente sul tetto d’Europa.


Se vi aspettate il racconto di una gara emozionante, smettete pure di leggere. Troppo chiusi i Rangers, così come nella gara contro la Fiorentina, mentre i sovietici si dannavano l’anima per tentare di abbattere le barricate. Alla fine del primo tempo si conteranno due soli tiri in porta: troppo pochi per una finale di Coppa Uefa, troppo pochi per una qualsiasi partita.

Aggiungete poi che ai russi mancava la punta di diamante, il trascinatore, Pogrebnyak, 10 gol in questa edizione del torneo, proprio come Luca Toni. E aggiungete anche che alla Fiorentina in semifinale non sono bastati 210 minuti per perforare la difesa scozzese. Una partita da zero a zero? Alla fine del primo tempo, ci avremmo scommesso.

Stesso copione nella ripresa almeno per i primi dieci minuti. Poi ci pensa Darcheville a risvegliare l’annoiato pubblico, ma il portiere russo riesce a respingere. Un altro lampo di Ferguson per i Rangers, prima che la partita torni ad addormentarsi.

E a metà ripresa, quando tutti ormai erano col pensiero ai suppementari, arriva una combinazione Denisov e Arshavin che mette il primo nelle condizioni di entrare solitario in area e battere Alexander. A questo punto i Gers dovrebbero svegliarsi per tentare i pareggio, ma è ancora la Zenit ad andare vicino al gol con un palo colpito da Zyrianov.

La palla perfetta capita sui piedi di Novo al primo minuto di recupero, ma il tiro è troppo alto per creare preoccupazioni alla porta di Malafeev. E al 49′ arriva il raddoppio dello Zenit, per la conquista del suo primo titolo europeo.

E potete scommettere che non è finita qui e che già dal prossimo anno, la squadra russa sarà una bella realtà del calcio internazionale.

Commenti (5)

  1. chi l’avrebbe mai detto! certo, dopo il 4-0 al Bayern qualche sospetto veniva, ma io non ci avrei scommesso un euro sullo Zenit!

  2. Fino a 15 giorni fa, nemmeno io, ma un 4-0 ai bavaresi non si ottiene contando solo sulla fortuna…

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