Juventus-Parma: amarcord nel segno di Cuper

di Gioia Bò Commenta

Quante storie in una sola gara! C’era un tempo in cui Juventus-Parma valeva uno scudetto o addirittura l’Europa. Bei ricordi per gli emiliani, arrivati lassù tra le grandi del calcio a dar fastidio a formazioni molto più blasonate: la favola di una provinciale che diventava realtà, sfiorando e, a volte raggiungendo, successi insperati fino a qualche anno prima.

Da allora è passata molta acqua sotto i ponti, il calcio è cambiato ed entrambe le squadre hanno avuto le loro gatte da pelare, specie a lvello societario: la Juve ha conosciuto l’onta della serie B, il Parma non ha più saputo ripetere i miracoli che l’avevano portata in alto ed oggi ci ritroviamo a raccontare un’altra storia.

Certo la Juventus è sempre lassù, ma ha ormai abbandonato da tempo la speranza di vincere il titolo, nonostante la matematica non la tagli ancora completamente fuori, ma è molto più relistico, anche se difficile, puntare al secondo posto. Se finisse oggi il campionato, potrebbe ritenersi comunque soddisfatta dei risultati raggiunti da neopromossa. Il Parma invece è giù, nello sprofondo della bassa classifica, a soli tre punti dal fanalino di coda Empoli, a cercare disperatamente di risalire la china.


Sulla panchina ora c’è Hector Cuper chiamato da meno di un mese a sostituire Di Carlo, per portare la squadra ad una salvezza che sa di miracolo. Già, proprio Cuper, che aveva respirato l’aria del campionato italiano qualche anno fa, sulla panchina di una squadra che aveva ben altre ambizioni. Lottava per lo scudetto la sua Inter, ma, proprio davanti alla Juve, fu costretta più volte ad arrendersi.

C’era lui sulla panchina di quel triste 5 maggio, quando la squadra di Moratti buttò alle ortiche un intero campionato in soli 90 minuti. C’era lui in panchina, con le sue mille sigarette fumate, la faccia di cera, i proclami della vigilia ed i ragazzi da consolare a fine partita. Era sua la maschera impassibile che guardava nel vuoto, mentre si consumava la tragedia dell’Olimpico. Brutti ricordi, fantasmi che oggi torneranno ad aleggiare davanti ai suoi occhi, mentre nel cuore salirà un desiderio di vendetta mai consumata.

Amarcord doloroso, anche se lui continua a ripetere di pensare solo alla salvezza del Parma:

Il passato è passato. Penso solo alla partita: la storia è un’altra cosa. Il 5 maggio è così lontano! Mi è rimasta solo tanta amarezza. E non è una sfida contro Ranieri, ma contro una squadra di Ranieri.

Già, proprio Claudio Ranieri, che ha vissuto prima di lui l’esperienza sulla panchina del Parma. Accadde alla fine dello scorso campionato ed il tecnico romano venne chiamato a conquistare una salvezza che anche allora sembrava impossibile. Missione compiuta e rilancio professionale in una squadra di vertice.

Quale sarà il destino di Hector Cuper? Lo sapremo tra qualche ora, ma difficilmente la Juventus si lascerà sfuggire un’altra buona occasione per rosicchiare punti alla Roma. Coraggio Hector, avrai altre occasioni per vendicarti!

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