Inter: caccia ai colpevoli!

di Gioia Bò 3

A tre giorni dal derby che avrebbe dovuto consegnare lo scudetto nelle mani dell’Inter, si continua a parlare di colpe ed atteggiamenti sbagliati in campo, cercando di trovare un capro espiatorio da consegnare al giudizio della critica.

Non è colpa di Mancini, non lo è mai, qualunque cosa faccia, qualunque sia la disposizione tattica scelta, chiunque decida di far scendere nell’arena. Non lo diciamo noi, lo afferma lui stesso, risponedendo agli appunti del patron Moratti, deluso dalla prestazione molle e rinunciataria della squadra, che avrebbe potuto regalargli lo scudetto più bello, in uno stadio vestito di rossonero.

Ognuno può vedere la partita come vuole, quando si perde si deve sempre trovare un colpevole e il colpevole è l’allenatore. Il presidente può dire così anche se non mi trova d’accordo.


Che presidente ed allenatore non siano d’accordo nemmeno sulla disposizione delle posate in tavola è risaputo e questa divergenza di opinioni porterà probabilmente al divorzio consensuale di fine stagione, nonostante le smentite continue dei diretti interessati. Si aspetta solo il 18 maggio, la fine del campionato, possibilmente con lo scudetto cucito sul petto, per ufficilizzare la faccenda e poco importa chi arriverà a prendere il posto del Mancio.

Ma siamo sicuri che è tutta colpa sua? Certo, un allenatore ha sempre una bella dose di responsabilità nel cammino di una squadra, ma all’Inter negli anni fior di tecnici hanno fallito e non erano certo gli ultimi arrivati.

Di chi è la colpa dunque? Perché non ce la prendiamo mai con i calciatori che in campo dovrebbero fare i campioni? Non fateci passare per menagrami se torniamo indietro di qualche anno, a quel triste 5 maggio del 2002. In campo allora non c’era Cuper, ma il trio delle meraviglie Vieri-Ronaldo-Recoba, pagati a peso d’oro e difesi fino alla morte dal patron. E allora? Mancanza di personalità e scarsa capacità nell’affrontare i momenti clou della stagione: questo è il problema dell’Inter. Lo è sempre stato!

E domenica ne abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione, nonostante l’avversaria di turno si chiamasse Milan. Avete visto la personalità di Kakà in campo? Ebbene all’Inter sono sempre mancati uomini di questo tipo, determinanti nel momento giusto.

Nulla è compromesso e probabimente i nerazzurri vinceranno anche questo scudetto, al di là di tutte le chiacchiere da bar, ma a che serve cambiare allenatore se la mentalità resta sempre la stessa? Moratti, pensaci bene!

Commenti (3)

  1. Sono pienamente d’ accordo sul fatto che ciò che di sbagliato c’è nell’ Inter è la mentalità: parlo da interista, e non ho mai visto la mia squadra affrontare un impegno importante con la giusta mentalità e nella maniera con cui tante altre squadra affrontano partite decisive.

    La società deve capire che così facendo questo ciclo Inter di cui parlano non andrà tanto lontano, e secondo me Mancini non è l’ allenatore adatto a questo progetto: serve qualcuno capace realmente di gestire una squadra, di motivarla, e soprattutto di metterla in riga. Uno come Capello.

  2. Purtroppo, caro Davide, Don Fabio è occupato 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>