West Ham e Levante: guai economici e non solo!

di Gioia Bò Commenta

Tutto il mondo è paese e ancora una volta arriva la dimostrazione che non sono solo i club italiani ad avere problemi di bilancio. Il calciomercato ormai si fa solo sulle pagine dei giornali e sono pochi i club che possono permettersi spese pazze in sede di campagna acquisti.

Due le società che più di altre in questo periodo sono afflitte da problemi finanziari, che, se non risolti, potrebbero compromettere la permanenza nelle rispettive massime serie o creare comunque problemi di gestione.

Stiamo parlando del Levante, Prima Divisione Spagnola, e del West Ham, Premier League inglese, sulla stessa barca, anche se in situazioni differenti.


La squadra spagnola, ultima nella Liga a 15 punti dalla zona salvezza, potrebbe avere la certezza matematica della retrocessione già dalla prossima giornata, ma non è questo il motivo di preoccupazione maggiore. Da tempo, infatti, i calciatori non ricevono lo stipendio a causa delle difficoltà economiche della società ed ora si dicono disposti a scioperare.

La partita incriminata è quella contro il Recreativo Huelva, valida per la 34esima giornata di campionato, che, in caso di braccia (anzi gambe) incrociate da parte dei calciatori, sancirebbe di fatto la discesa in Seconda divisione. Sempre che il club riesca a saldare i suoi debiti (stipendi dei giocatori a parte) entro il 30 giugno, poiché, in caso contrario, il Levante si ritroverebbe retrocesso d’ufficio e dovrebbe ripartire addirittura dalla terza divisione.

Migliore, ma pur sempre problematica, la situazione in cui versa il West Ham, che durante il mercato estivo potrebbe trasformarsi in un enorme supermercato. Il propietario della squadra, Bjorgolfur Gudmundsson (che non ha certo problemi di denaro contante), ha imposto al tecnico Curbishley (nella foto) di diminuire drasticamente lo stipendio dei giocatori, che di certo non staranno alle nuove regole del gioco e chiederanno di essere ceduti.

I primi a preparare la valigia saranno probabilmente Freddie Ljungberg, Kieron Dyer e Lucas Neill, che superano di molto il limite delle 80.000 sterline a settimana previsto dalla società. Del resto il West Ham si aspettava un contributo maggiore dai suoi gioielli, ma i ripetuti infortuni di Ljungberg ed la frattura del piede di Dyer hanno impedito alla compagine londinese di raggiungere i risultati sperati.

Sul piede di partenza anche il portiere Robert Green e l’attaccante Dean Ashton, mentre, per il rammarico dei tifosi, l’unico ad avere il posto assicurato per la prossima stagione sarebbe proprio il tecnico, decisamente poco amato dalle parti dell’Upton Park. Ma dovranno farsene una ragione, visto che Gudmundsson sa fare bene i suoi conti e sa che non gli converrebbe affatto ingaggiare un nuovo tecnico, continuando a pagare anche il vecchio.

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