C’era una volta il Napoli

Crisi? No, ma l’allarme rosso in casa Napoli suona con insistenza di fronte ad una casella delle sconfitte esterne sempre più nutrita. Sono sette le debacle consecutive lontano dal San Paolo: una situazione che non si verificava dagli anni ’30 e che sta mettendo in serio imbarazzo il tecnico Reja, chiamato ora a dare spiegazioni a società e tifosi.

Il Napoli di inizio campionato è solo un lontano ricordo, così come le speranze di rinverdire antichi fasti, di tornare ai tempi in cui si sognava in grande sotto il Vesuvio. Ma il risveglio è stato duro e, dopo l’ennesima sconfitta, il condottiero Reja si è ritrovato a dover ammettere:

Non siamo pronti per il salto di qualità, non siamo maturi per stare lì in alto, Quando era il momento di fare il passo decisivo, abbiamo dimostrato di essere ancora “piccoli”.

Fantacalcio: attesi molti esordi, Di Gennaro, Santon e Ventola tra i migliori

Pochi gol ma ben distribuiti hanno contraddistinto una giornata senza grosse sorprese, ma che accontenterà molti Fantallenatori. Sono tornati al gol molti big tra quelli più presenti nelle Fantasquadre (Ibrahimovic, Kakà) o comunque ci sono state ottime prestazioni per tanti altri (vedi Totti e Miccoli) che alzeranno non poco i punteggi delle varie Fantasquadre.

Per questo motivo saranno previsti molti pareggi nei vari scontri diretti, con una preponderanza per i reparti avanzati sulle difese, spesso non impeccabili. Sono pochi i portieri a non aver preso gol (solo 5 su 20), e non ci sono state doppiette, il che significa che difficilmente qualcuno riuscirà a portare a casa dei punteggioni enormi.

Steve Bennett e le ammonizioni “a richiesta”

Pensavamo di averle sentite proprio tutte riguardo al mondo del pallone, ma evidentemente non c’è limite alla fantasia dei calciatori quando si tratta di marcar visita e guadagnare qualche giorno di vacanza.

Eh si, perché se è abbastanza usuale assistere ad interventi mirati a rimediare un’ammonizione (per saltare una gara poco importante, ad esempio), non è altrettanto “normale” che qualcuno chieda al direttore di gara di essere ammonito per potersi godere qualche giorno di vacanza, alla faccia dei compagni che continuano a sgobbare per tenere alto l’onore della squadra.

Eppure succede anche questo e non in campionati minori o sconosciuti ai più, ma nella ricca e prestigiosa Premier League, che non si ferma neppure durante le festività natalizie, costringendo gli atleti agli straordinari, mentre i colleghi si strafogano in lauti pranzi e cenoni. Ma c’è qualcuno che riesce a sottrarsi alla dura legge del calcio inglese, chiedendo appunto all’arbitro di turno di essere ammonito o espulso. Non ci credete? E allora ascoltate le rivelazioni di Steve Bennett, uno dei fischietti più apprezzati nella terra di Sua Maestà.

Calciomercato: ecco tutti i campioni a costo zero

La finestra di mercato invernale si è appena chiusa, che già si parla di quella che sarà la prossima, quella che inizierà a luglio. Se i contratti dei calciatori sono ricchissimi, probabilmente lo si deve a quelli che vengono via a parametro zero, in cui non c’è da convincere un presidente a lasciarli andare, ma soltanto il calciatore che deve accettare un’offerta piuttosto che un’altra.

E nella prossima stagione sembra che i contratti di molti calciatori debbano diventare sempre più alti. Secondo una ricerca di SportMediaset, sarebbero 68 i calciatori che negli altri quattro campionati maggiori europei cambieranno maglia senza spendere un’euro. Almeno per il cartellino. Ma non si tratta di calciatori che valgono poco; molto spesso sono giocatori di prima fascia che, per problemi societari, hanno deciso di non prolungare il proprio contratto.

Nessuna frattura per Kakà

Molta preoccupazione ha destato ieri sera l’infortunio che ha colpito la stella del Milan Kakà durante la gara contro la Reggina. Infatti ieri i tifosi rossoneri erano più preoccupati delle

L’Inter va, il Milan rallenta. E domenica c’è il derby

Le speranze dell’Italia anti-nerazzurra si vanno via via affievolendo di fronte ad una classifica che vede l’Inter sempre più saldamente al comando, un po’ per merito proprio, un po’ per le disfatte altrui. Mourinho & Co. continuano a ripetere di non essere interessati ai risultati delle dirette concorrenti, di voler fare il proprio campionato e bla bla bla… I soliti discorsi di circostanza, insomma.

Certo è che le altre pretendenti allo scudetto non si stanno dannando l’anima per rendere difficile il cammino dell’Inter e, anzi, il più delle volte fanno a gara per stendergli un bel tappeto rosso sotto i piedi. Basta guardare la giornata di ieri. L’Inter è scesa in campo alle sei del pomeriggio ed ha fatto ampiamente il proprio dovere, guadagnando tre punti preziosi su un campo ostico come quello di Lecce.

Il Milan aveva il vantaggio di giocare in casa contro la Cenerentola del campionato, quella Reggina che lontano dal Granillo aveva guadagnato la miseria di 5 punti in 11 gare. Una partita da 1 fisso, con tutto il rispetto per i calabresi, che sulla carta non potevano certo sperare di conquistare punti-salvezza in quel di Milano. E invece ci ritroviamo a commentare l’ennesimo allungo dell’Inter che ora viaggia a +8 sui cugini ed a +10 sulla Juventus, costretta oggi a vincere sul campo del Catania, se vuole mantenere viva qualche residua speranza di gloria.

Che fine ha fatto Faustino Asprilla?

Ve lo ricordate quell’attaccante del Parma di colore che correva come un ossesso e, quando segnava, faceva le capriole in stile Oba Oba Martins? Si chiamava Faustino Asprilla ed è da molti considerato uno dei più forti calciatori della Colombia, nonchè uno degli uomini simbolo della storia del club emiliano. Il suo exploit dei primi anni ’90 coincise con il periodo d’oro dei gialloblù, quando puntavano ancora allo scudetto, e per questo non è mai stato dimenticato.

Il problema è che da quando ha lasciato l’Italia sono passati ben 10 anni. Lui è ricordato ancora per le annate a Parma e in Inghilterra con la maglia del Newcastle, ma per il resto non si è saputo più nulla. Forse perché per cercare sue notizie bisognava guardare la pagina della cronaca nera dei giornali e non quella sportiva.

Il caso Beckham tra offerte e rifiuti. E intanto arriva Victoria

Beckham si, Beckham no, Beckham forse: il tormentone è destinato a continuare ancora per molto, in attesa che i Los Angeles Galaxy si decidano ad assecondare la volontà del giocatore, lasciandolo libero di decidere sul suo futuro. A neanche un mese dall’esordio, lui sembra intenzionato più che mai a terminare la stagione in maglia rossonera, confortato dalle ottime prestazioni (con tanto di gol) che va via via inanellando.

L’Inghilterra non è poi così lontana e non solo dal punto di vista geografico. Questa sera il suo nome dovrebbe essere tra quelli sciorinati da Capello per l’amichevole di mercoledì contro la Spagna e Beck sa benissimo che la possibilità di giocare in nazionale è figlia della sua presenza in un campionato di alto livello. Al diavolo il marketing ed i contratti milionari dunque, di fronte alla chance di giocarsi da protagonista il prossimo mondiale.

Ma non è tutto semplice come potrebbe sembrare e, se prima lo scoglio maggiore da superare si chiamava Victoria Beckham (per niente allettata dall’idea di trasferirsi nel Belpaese), ora il nodo da sciogliere risponde al nome di Tim Leiweke, amministratore delegato della AEG, proprietaria del club californiano.