Inter: Johnson o Dani Alves se Maicon segue Mou

 Maicon dovrebbe rimane all’Inter. Il condizionale è d’obbligo perché quando Florentino Perez scende in campo con i suoi milioni difficilmente trova presidenti e giocatori che sappiano rifiutare la sua offerta.

Proprio per questo la società nerazzurra si sta guardando intorno per non farsi trovare impreparata qualora il brasiliano decidesse di seguire Josè Mourinho al Real Madrid. I nomi che circolano sono due: Glen Johnson e Dani Alves:

Glen Johnson:

Se lo Special One vuole avere giocatori già allenati, Rafa Benitez non è da meno. Il tecnico spagnolo, infatti, ha chiesto a Branca di sondare il terreno per il difensore del Liverpool, che secondo il Corriere dello Sport sarebbe l’alternativa a Maicon. La trattativa parte da una base di 20-25 milioni di euro.

Frey: l’Aston Villa vuole il viola per chiudere la porta

 L’Inghilterra calcistica ha ancora negli occhi l’esordio incolore della nazionale di Fabio Capello e il grossolano errore del portiere Green, che, è proprio il caso di dirlo, ha spalancato la porta al pareggio degli Usa. Errore che ha riaperto una vecchia polemica: le grandi squadre della Premier League si affidano a estremi difensori stranieri.

Tendenza che però pare non placarsi, perché secondo la Repubblica l’Aston Villa è sulle tracce di Sebastian Frey della Fiorentina. Da un un giocatore che evita i gol a uno che li segna e li fa segnare: David Silva, su cui si sono mosse Manchester City e Chelsea.

Frey:

L’Aston Villa vuole portare in Inghilterra il portiere viola, la cui clausola rescissoria è di 12 milioni di euro. Il club di Birmingham, però, è disposta a mette sul piatto della bilancia una cifra inferiore, che si aggira sugli 8 milioni di euro.

Sudafrica – Uruguay 0 – 3 – Mondiali 2010

Forlan taglia le speranze del Sudafrica di continuare il suo Mondiale. Nella prima partita della seconda giornata una prestazione da incorniciare dell’attaccante dell’Atletico Madrid riduce enormemente le possibilità per la squadra padrona di casa di raggiungere gli ottavi. Tabarez sceglie le tre punte, facendo esordire l’attaccante del Palermo Cavani dal primo minuto, mentre Parreira schiera la stessa squadra che 5 giorni fa aveva pareggiato contro il Messico.

Spagna – Svizzera 0-1 – Mondiali 2010

Cade la prima testa di serie del Mondiale sudafricano, una delle maggiori candidate alla vittoria finale, campione d’Europa in carica e piena zeppa di giovani talenti. La Spagna si conferma squadra bella e perdente almeno in questo debutto mondiale, andando a sbattere contro una Svizzera ordinata, che non le ha permesso quasi mai di fare il suo gioco spettacolare.

In realtà la manovra è stata quasi sempre nelle mani (o meglio tra i piedi) delle Furie Rosse, che però riuscivano raramente a mettere l’uomo davanti alla porta avversaria, accontentandosi spesso del possesso palla. E dire che Vicente Del Bosque credeva così tanto nella vittoria che si era concesso il lusso di lasciar fuori pezzi da novanta come Torres, Fabregas e Pedro, sebbene nella nazionale spagnola non si possa parlare di titolari e riserve.

Real Madrid: 130 milioni per vestire di bianco Rooney e Gerrard

 Rooney-Gerrard-Real Madrid. Un triangolo che potrebbe chiudersi grazie ai 130 milioni di euro che Florentino Perez ha stanziato per i due giocatori che militano rispettivamente nel Manchester United e nel Liverpool.

Rooney:

La dirigenza madrilista è pronta offrire 95 milioni di euro per strappare il bomber ad Alex Ferguson. Qui si aprono due strade: una che vuole l’inglese in merengues e l’altra che punta dritto alla permanenza in red.

I problemi economici del Manchester United potrebbero spalancare le porte al passaggio di Rooney alla corte di Josè Mourinho, che lo accoglierebbe a braccia aperte, ma c’è da considerare la reazione di un ambiente, che già lo scorso anno ha dovuto salutare un altro idolo: Cristiano Ronaldo passato proprio in camiseta blanca.

Brasile – Corea del Nord 2-1 – Mondiali 2010

Brasile – Corea del Nord, ovvero 5 coppe del mondo contro un paio di partecipazioni alla fase finale della kermesse più importante a livello di nazionale. Troppo il divario tra i superpagati giocatori della Selaçao e gli sconosciuti nordcoreani, arrivati in Sudafrica non si sa per quale incrocio della sorte e destinati a rappresentare la cenerentola tra le cenerentole.

Ma il campo questa sera ha raccontato un’altra storia, quella di una squadra – il Brasile – che cercava di imporre il proprio gioco, non riuscendo mai ad impensierire il portiere avversario, che concludeva il primo tempo con i guanti immacolati. Il campo ha raccontato la storia di una Corea del Nord che ha giocato senza timori reverenziali verso i verdeoro, sebbene il divario tecnico tra le due compagini fosse palese sin dalle prime battute di gioco.