Serie B 16a giornata: Vicenza – Padova 2-1 – FOTO

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Anticipo della sedicesima giornata di serie B.
Stadio Menti, Vicenza:
Vicenza-Padova 2-1
Reti: 44′ pt Abbruscato (V), 3′ st Braiati (V), 6′ st Di Gennaro (P)

Al Menti Davide Succi non va in gol: è già una notizia, visto che il capocannoniere del campionato di cadetteria (14 reti) in rete ci finisce quasi sempre. Con lui in gol, inoltre, il Padova difficilmente perde colpi. Stavolta, si diceva, Succi non segna e gli ospiti escono battuti di misura da una sfida che il Vicenza ha meritato di vincere.

Per l’intensità del gioco, per la capacità di contenere un attacco temibile come quello padovano, per l’incisività e la concretezza con cui i terminali offensivi hanno saputo concretizzare le occasioni create. Il derby veneto non ha regalato grandi emozioni: ci si è divertiti parecchio tra i minuti finali della prima frazione e quelli iniziali della ripresa, per il resto poca roba.

Gli uomini di Maran si sono fatti scudo e ascia. Muraglia in occasione delle ripartenze avversarie, lama quando occorreva lanciarsi in velocità e finalizzare gli affondi in maniera vincente. Il risultato si sblocca dopo 44′: il lavoro grosso lo fa Salifu che sguscia sulla fascia sinistra e crossa una palla invitante per Soligo a cui riesce l’assist filtrante per  Abbruscato. Girata al volo dell’attaccante che beneficia della deviazione di Trevisan per superare Agliardi.

Ronaldinho fa le ore piccole

Nell’ultimo periodo Allegri lo sta utilizzando con il contagocce, ma Ronaldinho trova ugualmente il modo di far parlare di sé, anche se questa volta avrebbe evitato volentieri di finire in

Crisi Bologna: parla Di Vaio

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In questo momento i giocatori del Bologna hanno la bocca cucita. L’unico a parlare è stato il capitano, Marco Di Vaio:

E’ una cosa che riguarda la società, noi squadra non dobbiamo dire niente. Come ci sentiamo o non ci sentiamo, prima deve parlare il presidente. Aspettiamo le sue mosse.

Il giocatore pesa le parole con attenzione, quasi da politico consumato:

Al momento non è cambiata la credibilità nei suo confronti, vediamo quello che ha da dire e poi prenderemo le giuste decisioni.

Sir Alex Ferguson non lascia ma raddoppia

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Sir Alex Ferguson. Uno come lui non c’è. Non fosse che per la sua longevità su una delle panchine più ambite al mondo: dal 1986 è alla guida del Manchester United. Ma non c’è solo quello. Trovatemi un altro uomo di calcio che abbia vinto 57 trofei nella sua carriera.

Adesso può sembrare persino strano, ma c’è stato un momento in cui la guida dello United aveva pensato di dire addio: era il 2002 ma i tifosi gli fecero cambiare idea. E così ha portato i Red Devils a vincere un’altra Champions League.
Ora non pensa più di andarsene. Come ha spiegato – scherzandoci sopra – in un’intervista concessa alla BBC:

Per quanto tempo resterò qua? Non lo so ma io non posso certamente andare in pensione adesso.

Juventus, per il dopo Amauri ci sono Benzema, Maxi Lopez o Huntelaar

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Se fino a ieri la Juventus era alla ricerca di un attaccante senza fretta, ora ne ha bisogno più che mai. L’infortunio di Amauri pare molto serio, 2-3 mesi di stop che potrebbero tradursi in tutta la stagione se il calciatore volesse operarsi, ed anche in caso contrario bisognerebbe vedere quanto può durare un attaccante che si fa male con così tanta continuità. E allora al via il toto-attaccante.

Il nome che viene fatto con più insistenza torna ad essere quello di Karim Benzema. Il francese era già stato accostato alla Juventus, ma anche ad altri club come il Milan e l’Aston Villa. Ultimamente Mourinho ha affermato che non è più in vendita, ma siccome i due non si sono mai piaciuti, è chiaro che se a Madrid a gennaio dovesse arrivare qualche altro attaccante, Benzema farebbe le valigie. E vista la disponibilità economica dei bianconeri, il club di Delneri si posiziona in pole position per acquistarlo.

Juventus, Amauri fuori due mesi

La Juventus continua a perdere pezzi, come se non bastassero gli infortuni cui ha dovuto far fronte Delneri sin dall’inizio della stagione. Stavolta a fermarsi è Amauri, mai completamente a

Ranieri: “Ho sbagliato anch’io ma non sono bollito”

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Dopo aver raddrizzato la barca giallorossa, Claudio Ranieri ha concesso una lunga intervista al mensile Rivista Romanista – in edicola dal 19 novembre -, che è diventata l’occasione per rispondere punto su punto a chi l’aveva criticato.

Ammette le sue colpe:

Ho sbagliato anche io

visto che all’inizio della stagione – com’era sotto gli occhi di tutti – qualcosa non andava. In questi casi l’allenatore

deve lavorare di più sulle teste dei suoi giocatori, io evidentemente non l’ho fatto abbastanza.

Ma l’autocritica si ferma qui

Hanno detto che ero bollito, ma avevo ragione io. Ho cercato di sistemare la squadra sugli avversari perché vedevo che le cose non funzionavano come l’anno scorso. Ora va meglio e si vede.

Gli obiettivi di calciomercato: Jucilei da Silva

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Jucilei da Silva è un centrocampista dal fisico massiccio – un metro e ottantacinque centimetri per un peso forma di 75 chili – che gioca attualmente per il Corinthians di Ronaldo e Dentinho. I dirigenti della squadra paulista lo hanno scovato nell’equivalente della nostra serie D: il campionato dello Stato di Paranà.

Lui giocava nel Malucelli, ed aveva vinto il premio come miglior giocatore del campionato. Lo hanno prelevato per 200.000 euro, superando la concorrenza di Palmeiras e San Paolo. Ha un contratto fino al 2012 con il Corinthians, ed ora – si dice – valga tra gli otto e i dieci milioni di euro. Quotazione in rapido aumento perché ha già fatto la sua prima apparizione nella nazionale verdeoro – anche perché il nuovo ct, Mano Menezes, era il suo ex-allenatore del Corinthians.

Bologna è nel caos: dubbi sugli stipendi e fuga dei migliori calciatori

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Lunedì scorso il presidente Porcedda aveva tranquillizzato tutti, affermando di aver versato quanto dovuto in data 15 novembre, e che il suo Bologna non aveva più debiti con nessuno. Sarà vero? Secondo alcuni siti internet e radio locali bolognesi pare proprio di no. Porcedda doveva ancora 3 mesi arretrati di stipendi a calciatori e staff, e pare che non vi sia certezza che questi siano stati pagati.

A breve i calciatori si riuniranno e, se verrà confermato che nessun emolumento è stato versato, potranno chiedere la messa in mora della società. Ciò significa che, a livello sportivo, il Bologna perderà 3 punti in classifica, a livello economico, oltre a pagare gli arretrati, Porcedda dovrà anche far fronte ad una multa, mentre da quello societario i migliori calciatori potrebbero fare le valigie.

Inter: Benitez in bilico, ecco i nomi dei probabili sostituti

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Moratti continua a ribadire che Benitez non si tocca, ma ormai lo sanno tutti che se dovesse fallire le prossime due partite (Chievo e Twente), con ogni probabilità verrà sollevato dall’incarico. Nonostante per ora la sua panchina non traballi, i primi nomi cominciano a circolare per sostituirlo già prima di Natale.

L’ipotesi più suggestiva è Andrè Villas Boas, che agli italiani dirà ben poco, ma tra gli esperti di calcio internazionale è conosciuto come l’erede di Mourinho. Portoghese, stesso caratterino, stesso stile di gioco azzardato, ottimi risultati ottenuti con il Porto, ma soprattutto conosce già l’ambiente nerazzurro avendo fatto l’assistente di Mou nel 2008 e 2009. Questo è Boas, già accostato a tanti ottimi club europei, ed ora anche all’Inter. Di certo entrerebbe immediatamente nei cuori dei tifosi visto che ricorda molto lo Special One.

Amichevoli internazionali: la Francia batte l’Inghilterra, crollo dei campioni del mondo in Portogallo

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Se gli italiani possono storcere il naso vedendo la prestazione di ieri degli azzurri, ci sono nazionali che devono preoccuparsi ancora di più. In primis la Spagna, che dopo aver strabiliato il mondo e aver messo a segno la doppietta Europeo-Mondiale, forse per un eccesso di rilassamento perde il “derby” contro il Portogallo (la seconda sconfitta in amichevole consecutiva). E l’aspetto più preoccupante è che in campo non c’erano solo riserve, ma quasi tutti i titolari. Nani e Cristiano Ronaldo fanno impazzire gli spagnoli, ed in particolare Casillas, permettendo ai portoghesi di vincere con un sonoro 4-0 che deve far preoccupare non poco le Furie Rosse.

Male anche l’Inghilterra di Capello, che però dalla sua aveva tanti esordienti, che contro la Francia perde una gara in casa che i tifosi britannici non hanno gradito. Ma la gara più attesa era sicuramente Argentina-Brasile. Molte le stelle che mancavano in campo, ma molti anche gli “italiani”, con Thiago Silva, Ronaldinho, Robinho e l’osservato speciale della Juve Neymar da una parte, Zanetti, Burdisso e Pastore (più Lavezzi nella ripresa) dall’altra. La gara è spettacolare ed equilibrata, ma a sbloccarla ci pensa sempre e solo lui, Lionel Messi con una delle sue solite giocate, che al 91′ consegna la prima vittoria da ct ufficiale a Batista.