Buffon è tornato. Per ora è soltanto considerato il terzo portiere della Juventus in quanto ancora arrugginito a causa del lungo stop di 6 mesi dovuto ad un’ernia, ma già il fatto che abbia ripreso a calcare il terreno di gioco è un aspetto importante.
L’occasione per rivederlo in campo è stata l’amichevole tra i bianconeri ed il Lucento, formazione del campionato di Eccellenza. Ma visto che non sarebbe stato possibile testare il suo stato se fosse sceso in campo tra i pali della Juve, Delneri gli ha fatto difendere la porta degli avversari.
Dietrofront da parte della prefettura di Bari che, contrariamente a quanto stabilito il 29 dicembre scorso da quella di Lecce, ha riaperto le porte al pubblico in occasione del derby tra le due compagini pugliesi che si terrà il giorno dell’Epifania alle 15:00.
Una decisione importante dato che contro la chiusura disposta la scorsa settimana si era scagliato persino il ministro dell’Interno Maroni. Il motivo è semplice: questo sarà uno dei banchi di prova più importanti per la tessera del tifoso. Ai tifosi baresi infatti era stata dedicata una curva da 6.300 posti allo Stadio Via del Mare, ma i dubbi sulla sicurezza espressi dal prefetto e dal sindaco salentino avevano portato alla chiusura a tutto il pubblico, anche quello di casa.
Le big sono in emergenza, ma la musica in Spagna non cambia. L’emergenza del Barça è voluta, dato che manca la stella di prim’ordine, Messi, a cui sono stati concessi alcuni giorni di riposo dopo il volo transoceanico che l’ha visto tornare a casa per le vacanze. Ma non fa nulla perché se non c’è la Pulce c’è il suo vice, Pedro, altrettanto decisivo. L’ennesimo gioiello della cantera blaugrana mette a segno una doppietta contro il Levante e colpisce anche una traversa, segno che, a differenza di quasi tutte le big mondiali, il Barcellona non è dipendente dal suo uomo migliore, e così i blaugrana hanno la meglio su un volenteroso ma molto meno temibile Levante.
Lo stesso non si può dire del Real Madrid, evidentemente dipendente dalle giocate di Cristiano Ronaldo, la cui emergenza riguarda l’assenza probabilmente per 6 mesi di Higuain. E’ un gol del portoghese ad aprire le marcature, ed un altro a chiuderle. Nel mezzo la rete di Ozil. Ma a far notizia è il ritorno di Kakà in maglia blanca dopo quasi 8 mesi di assenza (se si escludono le partite del Mondiale), nell’ultimo quarto d’ora. A dir la verità la mossa di Mourinho appare azzardata visto che lo fa entrare al posto di Benzema, facendogli fare la prima punta ed arretrando così il baricentro che porta inevitabilmente al gol avversario. Poco male, il Real vincerà 2-3 e rimane a due lunghezze dal Barça.
La vittoria nel Mondiale per club ed il cambio in corsa di allenatore hanno dato nuova linfa ai giocatori dell’Inter, che ora si dicono sicuri di poter dimostrare in campionato
Stava per trasformarsi in un caso, l’ennesimo caso creato da un giocatore nato Imperatore e trasformatosi nel giro di qualche anno nell’ultimo dei plebei. La sua ultima esperienza italiana – con la magia dell’Inter – è stata tragicomica e si è conclusa con una sceneggiata degna del miglior regista napoletano. Alla fine della fiera Adriano voleva solo restare in Brasile, vicino alla sua famiglia, agli amici di sempre, al clima di casa.
Poi è arrivata l’offerta della Roma e lui non ha saputo resistere alla tentazione di tornare a giocare nel palcoscenico che conta, per di più in una città “calda” come Roma, sostenuto da una tifoseria che riesce a farti sentire un vero Imperatore. Di occasioni per mettersi in mostra ne ha avute ben poche, causa la forma fisica non proprio eccellente, e allora ecco ricominciare i capricci, la solita scusa dei problemi burocratici che lo bloccavano al ritorno dalle vacanze natalizie ed una dichiarazione ad un sito brasiliano che lasciava poco spazio ai dubbi:
Potete preparare la birra: torno al Flamengo in giugno.
Redazioni specializzate ed esperti provenienti da 86 paesi hanno partecipato al voto per stabilire il miglior allenatore mondiale di club – come avviene dal 1996 grazie all’IFFHS, ovvero della Federazione Internazionale di Statistiche e di Storia del Calcio.
La scelta poteva essere fatta tra 14 coach europei, due sudamericani, due asiatici ed un africano. Tra i prescelti ci sono tre francesi, e tre coppie di spagnoli, italiani ed inglesi. Cinque di loro allenano un club inglese, tre uno spagnolo, due un club tedesco e altri due una squadra francese.
Non ha ancora compiuto vent’anni, ma sulle sue tracce ci sono già tutti i club più blasonati d’Europa. O almeno c’erano, visto che da qui a giugno Federico Macheda giocherà
Eccovi la classifica ufficiale UEFA, a fine 2010. I paesi sono classificati in funzione dei risultati dei loro club negli ultimi cinque anni nelle competizioni europee – la media serve per stabilire la classifica finale.
Dalla classifica appare ormai evidente il sorpasso ai nostri danni della Germania. E il futuro rischia di essere ancora peggiore visto che tra poco non verrà più conteggiato il 2006-2007, l’ultimo anno in cui l’Italia aveva fatto più punti della Germania nel ranking UEFA. Ciò significa che a meno di clamorosi ribaltoni dal prossimo anno solo tre squadre italiane andranno in Champions League. Gran bel risultato.
Omicidio colposo. E’ questo il capo di imputazione per Massimo Carrera, ex calciatore della Juventus, e per le altre persone coinvolte nell’incidente che sabato scorso ha spezzato la vita di
Anno nuovo, Premier vecchia. Il 2011 si apre come si era chiuso il 2010, con le due squadre di Manchester che, seppur arrancando, conquistano i tre punti, ed il Chelsea che denuncia i soliti limiti difensivi, una squadra fortemente dipendente da Drogba, ma soprattutto che non riesce a far punti.
Ma iniziamo dalla fine, e cioè dal posticipo di ieri sera contro l’Aston Villa. Gli ospiti erano in piena crisi, ad un punto dalla retrocessione, ma il Chelsea di quest’anno è pieno di sorprese, purtroppo per i suoi tifosi tutte negative, e dunque c’è ben poco da stare allegri. Va in vantaggio la squadra di Ancelotti grazie ad un rigore di Lampard, ma viene raggiunta quasi immediatamente da un altro rigore, stavolta di Young. Nella ripresa uno svarione difensivo dei Blues regala il vantaggio agli ospiti, ma nel finale esce l’orgoglio della grande squadra e negli ultimi 5 minuti i londinesi pareggiano e risorpassano l’Aston Villa. E proprio mentre tutti già festeggiavano i tre punti arriva la beffa. E’ il 92′ quando l’ennesimo svarione difensivo consente a Clark di pareggiare e lasciare così il Chelsea con una sola vittoria nelle ultime 7 partite che ormai significa quinto posto, sorpassato anche dal Tottenham.
La pausa natalizia sta per terminare ed è già ora di prepararsi in vista ripresa del campionato. Tutte le compagini di serie A sono ormai tornate al lavoro, con allenamenti e test più o meno impegnativi per verificare la tenuta atletica dopo le grandi abbuffate di fine anno. La capolista Milan ha scelto Dubai per ricaricare le batterie, in attesa di rituffarsi nel campionato il prossimo giovedì (sarà ospite dell’insidioso Cagliari), e proprio oggi ha avuto modo di testare la condizione dei giocatori nella sfida amichevole contro l’Al Ahli, squadra dell’ex capitano della nazionale italiana Fabio Cannavaro.
Visto il clima amichevole della gara, Allegri non ha schierato la miglior formazione possibile, dando spazio anche a coloro che solitamente vedono il rettangolo verde dalla panchina o dalla tribuna. Nonostante ciò, il Milan ha dimostrato sul campo il miglior tasso tecnico rispetto alla compagine araba, conquistando alla fine la vittoria per 2-1.
David Beckham è ad un passo dal tornare a giocare in Europa, ma non più con la maglia del Milan, semmai contro il Milan. La squadra che potrebbe ospitare per qualche mese lo Spice Boy è il Tottenham, prossimo avversario proprio dei rossoneri negli ottavi di finale di Champions League.
Nonostante il centrocampista avesse più volte affermato che non giocherebbe mai in Premier League in una squadra che non fosse il Manchester United, visto che i Red Devils non vogliono ingaggiarlo, è talmente tanta la voglia di giocare un’altra volta in Premier prima di appendere gli scarpini al chiodo da fargli accettare il trasferimento al Tottenham.
Nonostante ai piedi abbia ancora gli scarpini da calciatore, Fabio Cannavaro parla già da dirigente. Intervistato da Sky Sport 24, l’ex capitano della nazionale ha effettuato un’analisi molto dettagliata del
Ogni anno la stessa storia: Lanzafame torna a Torino con la speranza che sia l’anno buono, ma poi riparte per altri lidi perché non trova spazio. Sull’attaccante ex Bari ci
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