Il Milan non rallenta la sua corsa e si conferma saldamente in vetta alla classifica, portando a sette i punti di vantaggio dalle inseguitrici (Lazio e Napoli). L’avversaria di turno era il Catania, piuttosto ostico in casa e determinato a regalare i primi punti al neo-allenatore Simeone, sconfitto all’esordio sul campo del Parma.
Ne esce una gara vivace nella prima frazione di gioco, nonostante il nervosismo degli ospiti, tre dei quali finiscono sul taccuino del direttore di gara nel giro di venti minuti. Anche l’occasione più pericolosa è a vantaggio dei rossoneri, con Cassano che si vede respingere una botta a colpo sicuro dall’estremo avversario.
Anticipo della ventiduesima giornata di serie A.
Stadio Massimino, Catania: Catania-Milan 0-2
Reti: 14′ st Robinho (M), 41′ st Ibrahimovic (M)
La capolista contro una delle squadre invischiate nella lotta per non retrocedere: spesso, sono le gare più difficili, in grado di risultare a fine stagione decisive in negativo per le big e in positivo per le altre. Il Milan a Catania è anche un suggestivo reincontro tra i rossoneri e l’ex cuore nerazzurro Diego Simeone, capace di incarnare – quando ancora giocava – il tifo e lo spirito interista. Lo stadio Massimino è stracolmo in ogni ordine di posto e gli etnei, per volontà de proprio tecnico, decidono di giocarsela a viso aperto. Maxi Lopez e Gomez in attacco, Mascara trequartista. Di contro, Allegri opta nuovamente per lo schieramento di Cassano dal 1’ al fianco di Ibrahimovic. Confermato anche Robinho a supporto, l’escluso è nuovamente Pato mentre Van Bommel è titolare per la seconda sfida consecutiva.
Nella prima frazione di gioco la gara si conserva su ritmi piuttosto bassi e fatica a decollare nonostante l’agonismo non manchi: il Catania si affida alle fulminee ripartenze di Gomez e Mascara, il Milan riesce a prendere in mano il reparto di mediana e sa al contempo fare diga e impostare il gioco. Spenti i due rossoneri in attacco, al tiro ci finiscono – seppur con conclusioni dalla distanza – gli etnei: al 15’ Ledesma manda il pallone fuori. Spauracchi e pochi spaventi per due retroguardie a cui spetta l’ordinario: ultimo sussulto del primo tempo al 42’. Merkel si propone in avanti e tenta un assist da buona posizione ma l’intervento di Augustyn è provvidenziale.
Quaranta punti messi in cascina, quota-salvezza raggiunta e controsorpasso sulla Roma (in attesa della gara di domani). La Lazio non può che esultare al termine del primo posticipo della ventiduesima giornata di campionato, anche se la gara contro la Fiorentina non ha offerto grandi emozioni agli infreddoliti spettatori dell’Olimpico. Edy Reja però è soddisfatto ed sprona i biancazzurri a far meglio per concludere la stagione al meglio, nella speranza di conquistare un posto in Europa:
Oggi abbiamo 40 punti, siamo salvi e di conseguenza quello che viene sarà in più. Lotteremo per l’Europa League, questo è il nostro obiettivo. Se lo centreremo avremo fatto un grande campionato.
Anticipo della ventiduesima giornata di serie A.
Stadio Olimpico, Roma: Lazio-Fiorentina 2-0
Reti: 24’ st rig. E 28’ st Kozac (L)
Il quarto posto con sorpasso dei cugini giallorossi, in casa lazio, brucia un po’: non solo per l’evidente rivalità tra dirimpettai ma anche perché, con la ripresa della massima serie dopo la pausa natalizia, le Aquile hanno di fatto dilapidato parecchi punti e perso buona parte del vantaggio conquistato a margine di una prima parte di stagione da applausi. Risalire la china di un quarto posto dignitoso ma amaro per aver guidato per più giornate la graduatoria: lo stimolo in casa biancoceleste non manca né – ovviamente – può venire meno a una Fiorentina che resta in un periodo non brillante e continua a far notare una carenza manovra preoccupante. Se non altro perché Prandelli aveva abituati a ben altro.
Reduci entrambe, le due squadre, da una giornata poco positiva: netto il ko dei locali in terra bolognese (con tanto di rissa finale pagata cara da Zarate: tre turni di squalifica), scialbo pari interno per i Viola contro un Lecce che ha meglio figurato. Croniche, in casa gigliata, le assenze di Vargas, Natali, Jovetic, Frey e Mutu. Sinisa Mihajlovic tiene fuori D’Agostino per lanciare Donadel; Santana e Montolivo al centro della mediana, il trio Cerci-Gilardino-Ljajic ha il compito di sfondare. Reja, invece, decide di ripartire senza Hernanes: pronto il 4-4-2 con Gonzalez, Mauri, Brocchi e Ledesma in mezzo. In attacco, Floccari e Kozac.
A Barcellona, i laterali difensivi non hanno mai fatto parlare tanto di sé. Tra i molti rifiuti del brasiliano Dani Alves di prolungare il suo contratto e i negoziati che riguardano Eric Abidal, il Barça è molto occupato con i suoi difensori.
Se il caso del laterale francese dovrebbe essere rapidamente risolto, regna l’incertezza sul caso del difensore brasiliano, e questo obbliga i Blaugrana a mostrarsi previdenti.
Izabela Lukomska è un ex-modella, conosciuta soprattutto per essere comparsa sul paginone centrale della rivista Playboy, ed eletta Playmate dell’anno nel 2001 – oltre che per aver messo la sua faccia e il suo corpo in tanti spot televisivi ed essere entrata nel cast di una soap-opera dal titolo “Di cosa hanno paura gli uomini?”.
Una volta abbandonata la carriera di coniglietta e la passerella si è scoperta imprenditrice nel campo delle costruzioni. Una donna non solo molto bella, ma anche capace, perché gli affari sono andati bene, tanto da farle pensare di poter mostrare le sue qualità di imprenditrice anche in altri settori.
Come ripetiamo da settimane, il mercato della Juventus gira intorno ad Amauri. Ma dopo questa giornata di campionato ci dovrà essere un’accelerazione obbligata in quanto Toni non tornerà prima di un mese e Iaquinta proprio ieri, mentre cercava di recuperare dall’infortunio, si è fatto male per l’ennesima volta. E siccome Amauri è l’unico attaccante sano (si fa per dire), ma non segna un gol nemmeno a pagarlo oro, allora ecco che i bianconeri hanno avviato una serie di contatti per provare a sostuirlo in breve tempo.
L’obiettivo è prendere qualcuno che il calcio italiano lo conosca bene e possa essere schierato subito, anche se i nomi che si fanno lasciano un po’ perplessi. Il primo, ed anche il più probabile, è quello di Mauro Zarate, in passato più volte accostato alla Juventus. L’italo-argentino è tecnicamente fortissimo, ma ha diversi problemi caratteriali, e così l’ultima scenata della rissa di domenica scorsa che gli è costata due giornate di squalifica ha fatto decidere definitivamente la società di metterlo sul mercato. E i bianconeri potrebbero approfittare della situazione per prenderlo a basso costo.
Ma cos’è successo a quel Milan sparagnino che prendeva i giocatori solo al saldo? Forse Galliani (o sarebbe meglio dire colui che ci mette i soldi, cioè Berlusconi), si è
Chi l’avrebbe mai detto che i club di Serie A prendessero così a cuore la coppa Italia? I club scesi in campo durante la settimana, in pratica quelli che danno più uomini al Fantacalcio, a parte qualche eccezione hanno schierato la squadra migliore, il che significa che, dovendo fare i conti con gli infortuni, si traduce in una difficoltà immensa a costruire una squadra che possa ottenere buoni risultati durante questa domenica.
Milan e Inter ritornano nella crisi di infortuni, 11 per i nerazzurri (compreso il neo-acquisto Pazzini in dubbio per domenica), 13 per i rossoneri. A questi si aggiungono gli infortunati di lungo corso della Juve, che dalla crisi non è mai uscita, ma anche tantissime squadre che avranno difficoltà a schierare 11 calciatori come la Lazio e il Bologna. Fate molta attenzione dunque agli 11 calciatori che schierate.
Anticipo della ventiquattresima giornata di serie B.
Stadio Carlo Castellani, Empoli: Empoli-Varese 1-1
Reti: 16′ pt Ebagua (V), 16′ st Coralli (E)
Il 16 a referto. Non appartiene a nessuno dei due calciatori che hanno provato a decidere la partita ma è emblema di un frammento temporale, il sedicesimo appunto, che è entrato a referto in un paio di circostanze. Nella prima frazione, quando Ebagua ha regalato al Varese il vantaggio momentaneo; nel secondo tempo, allorchè Coralli ha pensato da solo a ristabilire la parità. Qualunque gara è un esame, vero, e in questa circostanza ciascuna delle due formazioni aveva un motivo particolare per provare a cavare delle risposte dalla sfida imminente.
I toscani, stagnanti a metà classifica, paiono bolle di spumante contenute da un tappo: stanno li da un pezzo e, quando pare essere la volta buona per tentare un salto di qualità accade che la spinta propulsiva sia tale solo sulla carta; i lombardi, di contro, si trovano in uno straordinario momento di forma e condizione psicologica: la graduatoria racconta di una stagione sorprendente che vuole il Varese seriamente candidato per un posto ai play off. Sognare, soprattutto quando ci si accorge che quelle chimere diventano di giorno in giorno più somiglianti al reale, diventa ancora più piacevole, consentendo di scovare energie segrete e nascoste che non si pensava neppure di avere. Prova di maturità per gli ospiti, quindi, e bilancia che certificasse la consistenza effettiva della rosa per i locali. Ne è scaturito un pari che può stare bene a entrambe le squadre: perchè vincere a Empoli non è semplice per nessuno, perchè impattare con questo Varese è di per sè un’impresa.
Un altro di quei colpi che non ti aspetti, considerando che a movimentare il mercato in entrata è uno di quei club in evidente difficoltà economica come il Liverpool. E
Sembrava essere una trattativa come tante altre, un trasferimento come tanti altri, che trovava la soddisfazione di tutte le parti. E invece il trasferimento di Giampaolo Pazzini dalla Sampdoria all’Inter
Storia strana quella di Federico Marchetti, trasformatosi in una sola estate da primo portiere della nazionale ai mondiali sudafricani (complici i guai fisici di Gigi Buffon) a terzo portiere del
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