Borriello: non sono un capro espiatorio

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La Roma è uscita a testa bassa dagli ottavi della Champions League contro una squadra, lo Shakhtar Donetsk, che in fase di sorteggio era stata definita più che abbordabile, la migliore che potesse capitare sulla strada dei giallorossi. A chi dare la colpa per la pesante debacle?

A sentire qualcuno la responsabilità sarebbe tutta sulle spalle di Marco Borriello, che al momento del rigore (si era sull’1-0 per gli ucraini) si è arrogato il diritto di andare sul dischetto, sebbene il primo rigorista della Roma, in assenza di capitan Totti, sia David Pizarro. Una situazione che si era verificata anche qualche giorno prima sul campo di Lecce, quando però il cileno aveva avuto la “forza” di ribellarsi alle pretese del compagno, calciando (e segnando) il penalty decisivo per l’1-2 finale. L’eliminazione dalla Champions è dunque colpa di Borriello che non ha segnato il rigore del pareggio? Il diretto interessato non ci sta:

A Donetsk ho visto che nessuno prendeva la palla e allora ho tirato io il rigore. Dopodiché, mi sono preso tutte le colpe. Non penso che prendersi le proprie responsabilità sia una colpa e, inoltre, non siamo stati eliminati per il mio rigore.

Anche la Juventus è interessata al figlio di Zidane?

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Oggi gli esperti di calciomercato si stanno interessando a giocatori sempre più giovani. Uno di questi ha un nome importante: Enzo Zidane. Il figlio del campione francese sta facendo parlare di lui nonostante l’età – ha solo sedici anni – nelle giovanili del Real Madrid.

E’ difficile vivere all’ombra di un genitore simile. Per farlo crescere più tranquillamente, Zizou starebbe vagliando diverse possibilità. Una di queste porterebbe il figlio allo Standard Liegi, viste le eccellenti relazioni che legano il club belga a quello spagnolo, e i buoni rapporti tra il Luciano d’Onofrio – vice-presidente esecutivo dei belgi – ed il campione francese.

Gli ostacoli che potrebbero impedire il ritorno di Kakà al Milan

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Dove finirà Kakà a giugno? Per ora l’unica cosa certa è che non giocherà più nel Real Madrid. Sapere dove finirà è un altro paio di maniche. Il Milan non può, o non vuole spendere tanto:

Ricardinho guadagna troppo, anche perchè in Spagna si pagano meno imposte. Mi dispiace abbia dei problemi a Madrid, ma se vuole ritornare, deve ridurre i suoi emolumenti in maniera sostanziale.

Dicendo così Adriano Galliani, dimostra ancora una volta di essere un dirigente di valore, perché rilancia i rumori di un ritorno del calciatore brasiliano, fissando indirettamente le condizioni alle quali i rossoneri sono disposti a lanciare una trattativa.

Roma: De Rossi rischia una maxi-squalifica, la fascia di capitano e il derby

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Lo chiamano Capitan Futuro, ma per quest’anno probabilmente il soprannome dovrà cambiare. Sì perché la dirigenza giallorossa è stanca dei suoi comportamenti e soprattutto delle stupidaggini che De Rossi fa in campo, ed ha deciso di punirlo con la revoca del titolo di vice-capitano. Quando Totti non sarà in campo, almeno per le prossime giornate e presumibilmente fino alla fine del campionato, la fascia di capitano andrà ad un altro giocatore, e questa sarà solo una delle punizioni che spettano a De Rossi.

Troppo nervosismo ed errori uguali a quelli che faceva quando aveva 20 anni (indimenticabile la gomitata a McBride nel Mondiale 2006) fanno venire i dubbi sulla sua maturazione, tanto che lo stesso Montella ha dichiarato:

Sarebbe meglio che alcuni giocatori non fossero così tifosi.

Champions League: Schalke 04 rimonta e qualificazione, il Valencia si mangia le mani

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All’andata era finita 1-1, ma in molti davano per favorito il Valencia, anche se si giocava in Germania. Gli spagnoli ormai hanno raggiunto il massimo in campionato con il terzo posto quasi assicurato, mentre i tedeschi devono capire cosa vogliono fare da grandi, e di certo la posizione a centro classifica in Bundesliga non serve per la prossima stagione europea. Tra le fila dello Schalke manca anche il super bomber Huntelaar, e dunque la gara sembrava dover andare a senso unico.

Ed in effetti l’inizio di partita sembra confermare le aspettative, con gli spagnoli che giocano meglio e i tedeschi che sembrano impauriti. Passa poco più di un quarto d’ora e Ricardo Costa manda i suoi in vantaggio con un bel colpo di testa, ma a questo punto il Valencia commette l’errore di abbassare la guardia, conscio della propria superiorità tecnica e della migliore situazione che il gol ha creato.

Tottenham – Milan 0-0: fotogallery

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Recuperare una rete può essere impresa facile se ti chiami Milan, ma recuperare una rete in casa del Tottenham può rappresentare un’impresa ardua, un po’ per statistica (i precedenti con le squadre italiane recitano due vittorie per gli inglesi ed un pareggio) e un po’ per difficoltà di infilare la porta avversaria, avendo cura di un farsi infilare in contropiede, come era accaduto negli ultimi minuti della gara di andata.

Un’impresa, appunto. Un’impresa tentata e non riuscita, sebbene nella prima frazione di gioco il Milan abbia tenuto per larghi tratti il pallino del gioco, costringendo i padroni di casa a difendere l’esiguo vantaggio. Non che i vari Pato, Ibrahimovic e Robinho abbiano creato chissà quante occasioni da rete, ma se i rossoneri avessero chiuso in vantaggio la prima parte di gara nessuno avrebbe gridato alla scandalo.

Champions League ottavi ritorno: Tottenham – Milan 0-0

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Gara di ritorno degli ottavi di finale di Champions League.
Stadio White Hart Lane:
Tottenham-Milan 0-0

Risultato della gara di andata: 0-1
Qualificato ai quarti di finale: Tottenham

Altra sera con il fiato sospeso e, per quanto gli anni recenti ci stiano abituando a più di una cocente delusione che solo la vittoria dell’Inter nella passata edizione di Champions League ha smorzato, ennesima divisione in due dell’Italia pallonara. Tra chi ha fatto il tifo per il Milan e chi – chissà quanti di più – si è prodigato a incitare per 90’ il Tottenham. Gli inglesi partivano dal vantaggio della sfida di andata, quando in virtù della rete siglata da Crouch sugli sviluppi di un contropiede, gli Spurs riuscirono a sbancare San Siro; ai rossoneri occorreva solo vincere. Con qualunque punteggio – lo 0-1 avrebbe garantito i supplementari – ma vincere.

Precedenti amari per gli italiani che, nelle sfide contro il Tottenham, annoveravano un bilancio di un pareggio e due sconfitte. Altro spunto di riflessione del pre partita: capire se davvero esista una maledizione di nome Ibrahimovic. Ovvero: tanto lo svedese è stato fino a oggi garanzia di vittoria del tricolore quanto sinonimo di eliminazione nell’Europa che conta. In attesa di cavare con certezza la duplice risposta, una parte della verità la si può già mettere in valigia: i rossoneri non riescono a espugnare un White Hart Lane gremito in ogni ordine di posto e vengono eliminati agli ottavi. Se ciò sia l’equivalente del fatto che il tifo milanista possa già festeggiare con giubilo la conquista dello scudetto, lo si vedrà.

Adriano spiega i motivi dell’addio

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Di certo non si può dire che la seconda avventura di Adriano sul suolo italico sia da consegnare agli annali del calcio, un po’ per i chili di troppo che l’Imperatore ha portato con sé sull’aereo per Roma e un po’ per una componente di sfortuna che lo ha costretto ai box per lunghi periodi. Era arrivato la scorsa estate tra i clamori della piazza, sebbene fossero in molti a domandarsi i motivi di una scelta tanto azzardata da parte della società capitolina, che offriva una rivincita ad un campione dato ormai per finito.

Ed il tempo ha dato ragione ai detrattori, tanto che ora Adriano se ne torna al sole del Brasile, dopo aver risolto consensualmente il contratto che lo legava ai giallorossi. Di ieri la notizia dell’addio, di oggi le motivazioni da parte dell’attaccante:

Ero triste e ho deciso di tornare in Brasile, dove ho due figli che mi mancano troppo. Loro sono attaccatissimi a me e quando parlo con loro al telefono mi viene da piangere. Mi si potrebbe dire che potevo portarli qui ma non è così semplice, ma sarebbe stato un atto di egoismo da parte mia.

Milan: si allontana Sakho

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Mamadou Sakho è un giovane difensore – ha ventuno anni – del Paris Saint Germain che in molti paragonano a Lilian Thuram, anche perché ha la stessa imponente struttura fisica – anche se le sue acconciature sono un pochino più stravaganti.

Il calciatore è un nazionale francese Under 21 dal 2007, e negli ultimi mesi è finito spesso nella rubrica di calciomercato perché molti club europei lo stanno seguendo – in Italia soprattutto il Milan, ma come sempre accade in questi casi viene seguito anche da Inter e Juventus, mentre in Europa seguono il giocatore soprattutto il Barcellona e il Bayern Monaco.

Juventus: clamorosa idea Capello direttore tecnico dal 2012

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Fabio Capello lo aveva annunciato già tempo fa: dopo l’Europeo del 2012, lascerà la nazionale inglese per andare in pensione. Sull’addio all’Inghilterra non ci sono dubbi, ma forse, nonostante avrà i suoi bei 66 anni, potrebbe ripensarci sulla pensione, ed accettare un incarico nella Juventus.

La dirigenza bianconera non ce la fa più a vedere una squadra gloriosa a metà classifica, con il rischio di perdere persino la qualificazione in Europa League, come non può nemmeno concepire che quello che veniva definito come il miglior direttore sportivo d’Italia nell’era dopo-Moggi portasse una perdita di bilancio nelle casse bianconere senza vincere nemmeno una coppetta.

Champions League: al Barcellona riesce la remuntada, 3-1 all’Arsenal

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Difficilmente possiamo credere che Wenger potesse aver impostato una partita di difesa al Camp Nou, in stile Mourinho con 11 giocatori a protezione dell’area di rigore e ripartenze con uno o due contropiedisti a sperare che avvenga qualcosa. Più probabile è che sia stato il Barcellona a costringere l’Arsenal sulla difensiva per 90 minuti e più, portando ad un certo punto il possesso di palla a superare il 70%, roba da amichevole estiva contro squadra dilettante.

Ma siamo in un ottavo di Champions League, e l’Arsenal doveva difendere il 2-1 dell’andata, e per un tempo ci riesce bene. L’unica punta Bendtner non è pervenuto per tutto il primo tempo, mentre le mezze punte si trasformano in terzini. E così i primi 45 minuti si chiudono sullo 0-0 che qualifica l’Arsenal.

Shakthar – Roma: Montella deluso, Lucescu sorpreso

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Miracolo, impresa, risultato ribaltato: erano in molti alla vigilia del ritorno di Champions a scommettere che la Roma sarebbe riuscita a capovolgere a proprio favore il 2-3 rimediato contro la Shakthar Donetsk. Ma alla fine della fiera ci ritroviamo a commentare una vera e propria batosta per gli uomini di Montella, che nel gelo della città ucraina abbandonano la massima competizione per club a livello europeo e se ne tornano a casa a capo chino.

3-0 il risultato finale, con i capitolini che non sono riusciti ad andare ad di là di un rigore conquistato (e sbagliato), rimediando anche un’espulsione pesante (quella di Mexes), che non ha certo favorito il tentativo di rimonta. La prima europea di Montella, dunque, finisce con una batosta, mentre dall’altra parte Lucescu si conferma un vecchio volpone e porta a casa un risultato storico per la sua squadra.