Doveva essere il Guardiola d’Italia, ed invece ora Moratti si è reso conto che forse è il caso di affidarsi al Guardiola originale piuttosto che ad un surrogato. Gli 8
Non è passato nemmeno un anno dalla sua nomina, e già Roberto Baggio vuol dare l’addio alla Federcalcio italiana. Ancora non è detta l’ultima parola, ma pare che l’ex Divin Codino non abbia gradito la bocciatura in toto del suo piano piuttosto ambizioso per rilanciare il calcio italiano: una sorta di rivoluzione del settore tecnico ed un sistema di studio sui giovani su 60 mila partite per la modica cifra di 7 milioni di euro.
Un po’ i costi elevati, un po’ per lo “sconfinamento” di competenze che andavano ad intaccare quelle di Gianni Rivera nel settore giovanile e di Albertini e Sacchi nel Club Italia hanno fatto respingere il piano di Baggio che ha affermato
Sembra una sfida a Risiko, ma con l’arrivo degli americani a Roma se ne vanno i francesi. Parliamo di Mexes e Menez, probabilmente i giallorossi più chiacchierati dell’ultimo anno. Il difensore, da tempo associato al Milan, è passato attraverso una serie di decisioni e ripensamenti, firmo o non firmo il rinnovo, firmo o non firmo per il Milan.
L’infortunio grave subìto contro la Juve gli è servito per riflettere, ma non è passato tanto prima che prendesse una decisione:
Se il cambio societario può influire sul mio futuro? Io sono più per andare via che per rimanere. Dopo 7 anni dico che la mia vita l’ho fatta a Roma, ma devo fare pure scelte di vita e devo pensare anche alle mie cose. Se vado al Milan? Se ne parla tanto, probabilmente sì. Ma né in Italia né all’estero troverò una squadra come la Roma.
Quante volte abbiamo sentito la regola “guardare ma non toccare”? Come ogni regola, vale per tutti, ma evidentemente non per Mario Balotelli, per cui sembra non esistano leggi e regolamenti. Il mistero dell’auto danneggiata di qualche giorno fa è stato svelato.
A procurargli alcune ammaccature è stato un buttafuori di un locale di Liverpool, il Rude Lap Dancing Bar, un locale in cui si esibiscono delle ragazze discinte che ballano la lap dance. L’unica regola vigente, appunto, era che non si potevano toccare, ma pare che Supermario abbia allungato un po’ troppo le mani, ed insieme ad alcuni suoi amici è stato invitato ad abbandonare il locale.
Il meraviglioso Shakhtar di Lucescu che aveva umiliato la Roma sia in casa che lontano dalle mura amiche si scioglie come ghiaccio di fronte alla forza ed all’organizzazione del Barcellona. Stavolta Messi non scrive il proprio nome nel tabellino dei marcatori, ma nell’occasione non c’era bisogno della sigla della Pulce, visto che a suggellare il successo dei blaugrana ci pensano giocatori meno abituati all’esultanza personale.
Iniesta e Dani Alves portano i padroni di casa all’intervallo con un vantaggio di due reti, mentre nella ripresa Piqué mette la firma sul poker. Rakitskiy rinnova le speranze degli ucraini, ma la desolazione arriva un minuto più tardi in virtù della rete siglata da Piqué, prima che Xavi completi la goleada. 5-1 il risultato sul tabellone luminoso, con gli uomini di Guardiola già sicuri dell’accesso in semifinale, dove troveranno i “cugini” del Real (a meno di capovolgimenti miracolosi). A seguire il video della gara.
Scontro fratricida tra due delle regine d’Inghilterra, Chelsea e Manchester United, già avversarie della finalissima di Mosca del 2008. In quell’occasione si imposero i Red Devils ai calci di rigore e stasera tocca gioire ancora agli uomini di Ferguson, che invertono il pronostico e tornano a casa con una rete di vantaggio. Rete pesante quella di Rooney al 24′ del primo tempo, poiché permette allo United di giocare in casa la gara di ritorno con un vantaggio che vale tre quarti di qualificazione.
Il Chelsea nel primo tempo ha subito gli attacchi degli avversari senza quasi proporre reazioni convincenti, se non verso la fine della frazione, quando il tiro di Lampard è stato intercettato proprio sulla linea. Nella ripresa i padroni di casa hanno giocato decisamente meglio ed avrebbero anche meritato il pari, ma un intervento in area di Evra su Ramires veniva giudicato incredibilmente corretto. Finisce 0-1 per lo United, che ora vede da vicino il traguardo della semifinale. A seguire il video della gara.
Stadio Camp Nou, Barcellona: Barcellona-Shakthar Donetsk 5-1
Reti: 2’ pt Iniesta (B), 34’ pt Dani Alves (B), 8′ st Piquet (B), 14′ st Rakitskiy (S), 15′ st Keita (B), 40′ st Xavi (B)
Chelsea-Manchester United 0-1
Il derby tutto britannico tra Chelsea e Manchester United si annuncia sfida da vivere fino all’ultimo minuto utile ma già garantisce all’Inghilterra una certezza invidiata dall’Italia intera: gli inglesi, infatti, hanno la sicurezza di un posto in semifinale. Potevano essere due, ma la disfatta esterna del Tottenham – battuto dal Real Madrid di Josè Mourinho con un netto 4-0 – preclude di fatto agli Spurs buona parte delle speranze di passare il turno. Blues conto Red Devils, ovvero sfida in grado di offrire vagonate di spunti. Tattici, tecnici, statistici.
Avessimo a disposizione una sola foto per dirlo, tuttavia, sceglieremmo quella che immortala Carlo Ancelotti al fianco di un allenatore da rispettare a prescindere. Sir Alex Ferguson, l’intramontabile. Il primo non più in corsa per il titolo in campionato e – da mesi a questa parte – perennemente in bilico; il secondo sempiterno e intoccabile: sarà solo lui, quando verrà il momento, a scegliere di smettere. Lo stadio Stamford Bridge mette i brividi per quanto è colmo, festante, in grado di trasmettere l’ansia che si respira identica. Anche da quaggiù, anche davanti a uno schermo.
Barcellona-Shakthar Donetsk 2-0 e Chelsea-Manchester United 0-1: al 45′ delle due sfide valevoli per l’andata dei quarti di finale di Champions League si registra il vantaggio dei blaugrana e dei
Il primo luglio 2011 inizierà in Argentina la Coppa America. Come molti sanno era stata invitata a partecipare anche il Giappone, campione asiatico.
Avrebbe dovuto far parte del Gruppo A, insieme alla stessa Argentina, alla Bolivia ed alla Colombia. Dopo lo tsunami la Japan Football Association aveva in un primo tempo confermato la partecipazione per poi dichiarare ufficialmente il suo ritiro dalla competizione.
Caso diplomatico sulla rotta Milan-nazionale, a causa della dichiarazione di Prandelli sulle proprie preferenze sulla vittoria finale del campionato italiano. “Tifo Napoli” aveva detto il ct azzurro. Una frase innocente, detta forse per simpatia verso una realtà non attrezzata come le cosiddette “grandi” o addirittura non detta. Fatto sta che in casa Milan non hanno apprezzato la dichiarazione di simpatia di Prandelli, se è vero che oggi Adriano Galliani ha telefonato ad Abete per esprimere la propria contrarietà:
Sono dispiaciuto e sorpreso. Il tecnico della nazionale non può tifare per nessuno.
O forse può tifare, ma non può dirlo apertamente, come avrebbe fatto il nostro ct. Intanto però arriva la risposta del diretto interessato, che cerca di spiegare la sua uscita di ieri.
Cosa hanno in comune Diego Armando Maradona e Riccardo Quaresma? Verrebbe da dire poco o nulla a parte il fatto che entrambi di mestiere hanno fatto il calciatore. E invece
Dopo mezza giornata di riflessione, Moratti si è nuovamente mostrato in pubblico dopo essere “sparito” ieri sera in seguito ai 5 gol sul groppone della sua Inter. La sua spiegazione per un’umiliazione così pesante è semplice: solo stanchezza. La squadra veniva da un periodo molto pieno di impegni tra le due impegnative gare contro il Bayern Monaco, il derby di sabato scorso e le nazionali, a cui si aggiungono anche gli infortuni e le squalifiche (l’assenza di Lucio in difesa si sente come un macigno), e così la mancanza di lucidità ha permesso agli avversari di uscire alla lunga.
Dopotutto l’Inter ha retto bene un tempo, e soltanto nel finale ha mollato perché, come dice lo stesso patron, sono mancate le forze. Ma a questo punto la domanda che tutti si pongono è: che fine farà Leonardo?
Notizie buone e cattive arrivano oggi per i tifosi della Juventus. Beppe Marotta ha risposto sul forum del Corriere dello Sport sui piani futuri della società, mettendo le cose in chiaro. E a dir la verità speriamo che si tratti solo di pretattica in quanto, se davvero le cose dovessero stare come il dg bianconero ha detto, la società bianconera non ci fa una bellissima figura.
L’idea di una società forte appare molto lontana, dopo che Marotta ha lasciato intendere, senza mezzi termini, che chi vorrà venire e chi se ne vorrà andare non sarà deciso dai vertici societari, ma dalla volontà dei singoli calciatori. In particolare il discorso molto delicato sul portiere si può riassumere affermando che la Juve si mette nelle mani di Buffon: se vuol rimanere resta, se vuole andar via puntiamo su Storari. E se Buffon resta, Storari deciderà cosa vuol fare della sua carriera. Un ragionamento che ai tempi di Moggi non sarebbe mai stato possibile fare.
Trovata pubblicitaria, elettorale, semplice burla o verità? Al momento non sappiamo definirla, ma la frase del Premier Silvio Berlusconi detta ieri a degli amici è stata confermata:
Sogno di avere Cristiano Ronaldo al Milan. Ho dato carta bianca a Galliani…
Non sarebbe la prima volta che il patron rossonero corteggia il portoghese. Già nel 2009 lo tentò, prima che lui accettasse il Real Madrid, affermando che, nonostante non voglia fare follie per la squadra, ha sempre un debole per quel giocatore, l’unico per cui spenderebbe cifre importanti.
Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutando il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.
Puoi regolare tutto le impostazioni dei cookie navigando le schede sul lato sinistro.
Cookies strettamente necessari
Cookies strettamente necessari devono essere abilitati in ogni momento in modo che possiamo salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.
Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.
Terze parti
This website uses Google Analytics to collect anonymous information such as the number of visitors to the site, and the most popular pages.
Keeping this cookie enabled helps us to improve our website.
Please enable Strictly Necessary Cookies first so that we can save your preferences!