Roma, De Rossi si scusa: “Sono stato poco attento”

di Gioia Bò Commenta

Un ritardo di pochi minuti può giustificare l’esclusione da una gara di campionato? Sì, a detta di quanti predicano il rispetto delle regole, anche se l’escluso di lusso risponde al nome di Daniele De Rossi. Una tesi poco convincente per i tifosi giallorossi, inferociti per la sconfitta della Roma in quel di Bergamo e poco solidali con la decisione di Luis Enrique. Senza contare che sono in molti a non credere alla favola del ritardo e sono convinti che dietro l’esclusione di Capitan Futuro ci sia qualcosa di più “serio”. A dissipare i dubbi sulla questione arriva la versione del diretto interessato, che si scusa e difende l’operato del tecnico.

LE SPIEGAZIONI. Il centrocampista racconta i fatti dal ritiro della nazionale italiana in quel di Genova, dove mercoledì gli azzurri affronteranno in amichevole gli USA:

Non ho problemi con l’allenatore, non ne ho mai avuti. Ha dimostrato anche stavolta che non guarda in faccia nessuno, che è quello che mi piace di lui: non potrei cambiare opinione su di lui per questo. Mi è dispiaciuto non giocare, andare in tribuna e tutto quello che è successo. Ma – visto che uscivano storielle varie su questa vicenda – voglio dire che non ci sono state risse, non ho trattato male nessuno, sono sempre stato corretto e professionale. Stavolta sono stato un po’ disattento.

Se poi provate ad indagare più a fondo sulla storia del ritardo, Capitan Futuro si limita a ribattere:

Se il mister dice che queste cose restano nello spogliatoio io le lascio nello spogliatoio. Poi comunque la società è entrata nel dettaglio, ma io non voglio farlo. Una cosa è certa: non ho offeso l’allenatore e non sono scappato da nessuna parte. Mi dispiace perché so che a Roma si sta creando un po’ di caos e perché a crearlo sono stato io in primis.

TUTTI CON LUIS ENRIQUE. Qualcuno pensa che un ritardo possa essere sanzionato con una semplice multa:

Se mi sarei soltanto multato? Non lo so, io non faccio l’allenatore. Lui tratta tutti nello stesso modo, dall’ultimo ragazzino della Primavera che viene a allenarsi con noi, fino a me e Francesco. E io continuo a fidarmi della sua gestione del gruppo. Spero continui a fidarsi di lui anche la tifoseria, ne vale la pena. In Italia le cose stanno cambiando per merito di allenatori come il mio, che fa le cose per bene.

Tutto a posto, insomma. Almeno in apparenza.

[Photo Credits | Getty Images]

 

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