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Tessera del tifoso: cos’è e come funziona

Dopo mesi di proposte e dure polemiche, è stata ufficializzata la tessera del tifoso. Questa nuova scheda verrà resa obbligatoria dal primo gennaio prossimo nel caso in cui un tifoso vorrà partire in trasferta con la propria squadra, mentre non servirà per le partite in casa.

Per spiegare il suo funzionamento, la metafora più semplice è quella della tessera del supermercato. Ideato come metodo per fidelizzare il tifoso, la sua funzione è quella di garantire dei vantaggi a chi la sottoscrive, come ad esempio degli sconti sui mezzi pubblici per andare in trasferta, corsie preferenziali, sconti sui biglietti, ecc. Per questioni di sicurezza è obbligatorio dare i propri dati personali identificativi, i quali saranno trattati solo dalla società di appartenenza, per poter essere immediatamente individuati dalla polizia in caso di violazioni di legge.

La sua composizione è simile alla patente: una scheda con nome, cognome e foto del proprietario. Il suo costo cambia da club a club (sarà disponibile anche per la nazionale), ma il massimo che può essere richiesto è 10 euro. La può richiedere chiunque, tranne coloro che sono sottoposti a Daspo (divieto di accedere alle manifestazioni sportive), hanno avuto condanne di primo grado per reati da stadio negli ultimi 5 anni o sono sottoposti a misure di sorveglianza speciale.

Nel caso in cui non si ha la tessera del tifoso ma si vuol vedere una gara della propria squadra fuori casa, l’unica possibilità è acquistare un biglietto per i settori diversi da quello dedicato agli ospiti.