Nilmar Honorato da Silva è un attaccante brasiliano ventisettenne più conosciuto solo con il primo dei suoi nomi. E’ alto un metro e 80 cm e pesa 73 chili, è dotato di grandi mezzi tecnici, e può giocare da prima e da seconda punta.
Ha esordito nel calcio maggiore con l’Internacional di Porto Alegre per poi passare all’Olympique Lione, al Corinthians e nuovamente all’Internacional. Il 25 luglio 2009 viene acquistato per 11 milioni di euro dal Villarreal – i dirigenti del club spagnolo mentre lo acquistavano avranno ripensato spesso al gol da antologia in cui scartava mezza squadra.
E’ partito la scorsa notte il Mondiale di Colombia Under 20 con la sfida Inghilterra- Corea Del Nord e nella prima partita c’è stata subito una sorpresa, visto che gli Inglesini non sono riusciti ad andare oltre lo 0-0 contro una rinunciataria Corea Del Nord, per colpa delle molte occasioni sprecate. Sicuramente non il modo migliore per inaugurare la competizione, che però è diventata emozionante nel corso della notte, quando sono scese in campo anche le due formazioni più attese e più fulgide di talenti, l’Argentina e il Brasile.
Nella formazione argentina, impegnata contro il Messico ha brillato la stella di Eric Lamela, talentino acquistato dalla Roma di Walter Sabatini che si dimostra ancora una volta grande scopritore di giovani sudamericani. La partita sembrava bloccata sullo 0-0 con un canovaccio sempre uguale: l’Argentina padrona del pallino del gioco e con molto possesso palla e il Messico pronto a ripartire e pungere in contropiede, ma senza finalizzare. Al settantesimo però arriva la magia di Lamela, che con uno splendido sinistro da fuori area sigla l’1-0 che vale i tre punti per la sua nazionale.
I Mondiali di Calcio di Brasile 2014 iniziano questa sera. A Rio de Janeiro alle ore 20, infatti, verranno sorteggiati i gironi di qualificazione per poter accedere al ventesimo campionato
La seconda Coppa dei Campioni vinta dall’Inter consecutivamente arriva il 27 aprile del 1965 allo stadio Meazza di Milano. E’ la decima finale e la prima che si gioca in Italia.
L’Inter ci è arrivata superando i Glasgow Rangers nei quarti di finale e il Liverpool in semifinale. Contro gli inglesi i nerazzurri hanno realizzato una vera e propria impresa nella semifinale di ritorno, perché hanno dovuto raddrizzare il tre a uno dell’andata.
Più agevole il cammino del Benfica, che si è sbarazzato del Real Madrid nei quarti di finale vincendo in casa per cinque a uno, e nelle semifinali della squadra ungherese del Vasas Eto Györ, vincendo uno a zero fuori casa e quattro a zero in casa.
Davanti a 89.000 spettatori si affrontano l’Inter di Helenio Herrera e di Angelo Moratti e il Benfica del leggendario Eusebio – è alla sua quarta finale delle ultimi cinque edizioni della Coppa dei Campioni.
Dopo aver vinto le prime due finali, il Benfica perderà per la seconda volta una finale contro una squadra italiana – due anni dopo aver affrontato il Milan. La squadra portoghese è anche sfortunata, visto che si trova costretta a schierare per gran parte del secondo tempo il difensore Germano in porta al posto
del portiere Costa Pereira.
Quale sarà il destino di Antonio Cassano? La domanda è di quelle complicate perché la risposta davvero non lo sa nemmeno il diretto interessato. La più probabile è che non sarà con i colori rossoneri. Davanti a lui c’è la fila. Messo in soffitta il tridente che difficilmente verrà ripescato da Allegri, i titolari in attacco sono Ibrahimovic e Pato, con Robinho pronto a sostituire uno dei due in caso di infortuni, squalifiche o turnover.
Cassano, che era stato preso come quarto attaccante, ora invece viene sorpassato da Paloschi, El Shaarawy, Inzaghi e persino da Boateng che ha dimostrato di coprire bene il ruolo di mezz’ala appartenente al talento barese. Sia Galliani che Allegri sono stati chiari: deve perdere peso. Ma finora nella sua carriera, lo abbiamo visto “gordo” quando non aveva voglia di giocare (vedi Real Madrid), ed in forma solo quando era motivato. Ed al Milan la prospettiva di giocare solo in Coppa Italia non sembra motivarlo più di tanto.
Javier Pastore è un calciatore del Paris St. Germain. L’annuncio proviene direttamente da Maurizio Zamparini che ha dichiarato la chiusura delle trattative avvenuta questa notte. Il club francese sborserà 43
Per le firme ufficiali bisognerà attendere lunedì prossimo, ma in sostanza si può già affermare che Mirko Vucinic sia un calciatore della Juventus. Lui voleva la Juve e Antonio Conte voleva lui, un affare già fatto da tempo e per cui, secondo Sabatini, sarebbero bastati 3 minuti per chiudere. Ce ne sono voluti un po’ di più, dato che il ds della Roma e Marotta si sono incontrati due volte ieri, una prima per decidere il costo del calciatore (15 milioni) ed una seconda per i dettagli finali, ma alla fine, nel tardo pomeriggio di ieri, è arrivata l’ufficializzazione.
Vucinic sarà a Torino domani sera, in modo da potersi presentare lunedì mattina per effettuare le visite mediche e poi, successivamente, firmare davanti ai fotografi e ai tifosi che vedono così chiudersi una fase di mercato che li stava dilaniando, dopo le vicende Rossi e Aguero.
E’ fatta per Marteen Stekelenburg. L’arrivo di ieri di DiBenedetto a Roma ha significato che la società giallorossa ha più soldi in tasca (ricapitalizzazione da 70 milioni di euro), e le garanzie sufficienti a concludere l’affare con l’Ajax. Appena poche ore dopo l’arrivo del miliardario americano, ecco che il portiere olandese ha preso l’aereo ed è sbarcato nella Capitale. Oggi si sottoporrà alle visite mediche e, subito dopo, verrà ufficializzato per la gioia dei tifosi.
Un po’ meno contenti invece i fans possono esserlo sul fronte societario. Non che ci siano pericoli. Le garanzie sono state tutte date e le ultime pratiche burocratiche concluse. Eppure il closing, cioè il momento in cui il contratto che prevede la quota di maggioranza nelle mani degli americani diventa esecutivo, slitta ancora.
L’avventura nella Coppa dei Campioni 1963-1964 dell’Inter non è stata facile. Già nel primo turno si trovano davanti i campioni d’Inghilterra dell’Everton – che superano grazie alla sola rete segnata nel confronto, realizzata da Jair a San Siro.
Quell’anno però l’Inter sembra imbattibile: in Europa non perderà una sola partita. Negli ottavi si disfa dei francesi del Monaco – vittoria per uno a zero in casa e per tre a uno in trasferta -, e nei quarti del Partizan Belgrado – altra vittoria in trasferta, questa volta per due a zero e ritorno tranquillo a San Siro vinto due a uno.
E’ ancora viva negli occhi di tutti la figuraccia rimediata dalla nazionale francese agli ultimi mondiali del 2010 in Sudafrica, e il successivo esonero di Domenech da parte della Federcalcio,
Il contratto non è ancora stato depositato e la firma verrà messa solo la prossima settimana, dopo le visite mediche, ma Sebastian Frey ha già salutato Firenze. Nei viola era stato messo ai margini della rosa e non aveva più il posto di titolare garantito visto l’arrivo di Neto e le prestazioni convincenti nella stagione scorsa di Boruc. E così Frey a 31 anni ha deciso di iniziare una nuova avventura in Italia, con la maglia del Genoa di Alberto Malesani.
La società rosso-blù ha trovato così un portiere esperto e affidabile che conosce bene il campionato italiano e potrà sostituire Eduardo, non certo l’acquisto migliore dell’era Preziosi. Il portiere francese ha firmato un contratto che lo legherà per cinque anni con il Grifone, praticamente a vita vista l’età del giocatore. La società viola probabilmente cederà il cartellino gratuitamente al Genoa ed in oltre Frey ha deciso di tagliarsi l’ingaggio che percepiva a Firenze pur di tornare ad esser protagonista. (Come fece già nel 2005 per passare dal Parma alla Fiorentina)
Partire, non so. Non si sa cosa può succedere ma, io, nella mia testa, sono del Lille al 100%.
Ieri, sulle colonne dell’Équipe, il capocannoniere della Ligue 1 con 25 reti, l’attaccante franco-senegalese Moussa Sow metteva una leggera pressione sulle spalle dei dirigenti del Lille, lasciava intendere che attendeva un segno da parte loro a proposito del prolungamento del contratto – ovviamente da ritoccare verso l’alto.
Le discussioni sul suo contratto sono iniziate all’indomani della vittoria del campionato scorso, ma finora non sono arrivate a nulla. Per questo sembra che si sia inserito il Genoa.
Ormai ci siamo, con l’arrivo di DiBenedetto a Roma si potrebbe sbloccare il mercato giallorosso. In primis infatti, con il passaggio di proprietà al magnate americano, potrebbero arrivare quelle tutele bancarie che l’Ajax chiede per liberare Stekelenburg. Secondo il presidente degli olandesi infatti, l’accordo tra le due società ed il calciatore è ormai cosa fatta, ma per dare l’ufficialità ci vuole la copertura finanziaria che, almeno fino a questa mattina, è venuta a mancare.
In questo modo, con le carte che dovrebbero andare a posto tra oggi e domani, all’inizio della prossima settimana la Roma potrà accogliere il suo nuovo portiere. Ma durante gli stessi giorni potrebbe essere concluso anche il discorso dell’attaccante.
Partiamo subito col dire che gli avversari del Chivas Guadalajara non è che fossero tra i più temibili, ma la seconda partita senza subire reti ed un’evoluzione nel gioco fanno definire la tourneé americana della Juventus piuttosto positiva. Dopo la sconfitta contro lo Sporting Lisbona gli schemi di Conte hanno cominciato a funzionare, specie in difesa, mentre per segnare ci si deve sempre affidare a qualche errore difensivo.
Stavolta a regalare la vittoria ai bianconeri è Quagliarella che approfitta di una svista di un terzino avversario per depositare la rete dell’1-0. La nota positiva è stata il rientro di Pepe dall’infortunio che si è mosso sufficientemente bene, dimostrando che nel gioco di Conte un jolly che può giocare sia a destra che a sinistra forse è il caso di tenerlo. Bene anche Storari, il quale però potrebbe aver giocato ieri sera la sua ultima partita da bianconero.
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