Olimpiadi 2008: infortuni e polemiche

di Gioia Bò Commenta

L’avventura della nazionale azzurra alle Olimpiadi di Pechino si è conclusa nel peggiore dei modi, con un’eliminazione ai quarti di finale da parte di un Belgio che si è dimostrato avversario più ostico del previsto.

Calcoli sbagliati, pazienza, mentre qualcuno continua a chiedersi con quale spirito avremmo affrontato il tanto temuto Brasile. Acqua passata. L’inizio del campionato è alle porte e gli azzurrini avranno subito l’occasione per dimenticare in fretta Pechino e per tuffarsi nella nuova stagione.

Ma non sarà facile per tutti, visto che alcuni pezzi da novanta della spedizione azzurra in Cina sono tornati a casa con “le ossa rotte” e ci vorrà un po’ prima che i rispettivi club digeriscano la questione. Su tutti spunta il nome di Tommaso Rocchi, il cui infortunio ha fatto arrabbiare non poco il presidente della Lazio Claudio Lotito, che ora dovrà farne a meno per almeno 40 giorni.


Frattura completa e composta del terzo prossimale del perone destro: questa la diagnosi per l’attaccante biancazzurro, fatto giocare contro la Corea del Sud, nonostante il dolore persistente al ginocchio. D’accordo, nessuno lo ha obbligato a scendere in campo e, anzi, lui si è affrettato a dichiarare che si è trattato di una sua decisione, ma in casa Lazio si respira aria di sfida verso la Federazione.

Discorso diverso per Riccardo Montolivo, il gioiellino della Fiorentina tornato da Pechino con una lesione muscolare, a causa della quale dovrà star fermo per almeno cinque giorni, prima di venire sottoposto ad ulteriori accertamenti.

E che dire di Ignazio Abate? Durante la gara contro il Belgio era stato costretto ad uscire, ma si sperava che il suo infortunio potesse essere recuperato in breve tempo. Ieri invece è arrivata la tegola sulla sua testa: lesione di primo grado al bicipite femorale sinistro, che tradotto in italiano corrente significa sei settimane di stop.

Ci può stare, ci mancherebbe. In fondo ogni atleta è tenuto a rispondere alla chiamata da parte della nazionale, ma forse ora sarà un po’ più chiara (anche se non condivisibile) la posizione dei vari club, che cercavano di impedire la partenza dei propri gioielli.

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