Donadoni non vuole andarsene, ma Lippi prepara già l’Italia del futuro

di Marco Mancini Commenta

L’eliminazione dagli Europei soltanto ai quarti non è andata giù a nessuno. Ancor meno è andato giù il gioco spezzettato e senza idee degli azzurri, che forse ha fatto ancora più male della sconfitta ai rigori, che dopotutto, ci può anche stare.

Se in patria qualcuno chiedeva già chiedeva la testa di Donadoni dopo l’umiliazione contro l’Olanda, adesso le pressioni sono diventate ancora più insostenibili, e la domanda che tutti si pongono non è come l’Italia farà a riprendersi, ma chi sarà il prossimo allenatore degli azzurri.


Tutti si fanno questa domanda, tranne uno, il diretto interessato. Donadoni, intervistato a questo proposito ha risposto: “Dare le dimissioni? Non ci penso proprio“. Certo, chi lascerebbe la panchina della propria nazionale con ancora due anni di contratto? L’ex tecnico del Livorno si è difeso dietro il fatto di essere stato eliminato ai rigori, e che lui non c’entrava niente, mentre le lacrime dei suoi calciatori alla fine della gara gli hanno dimostrato di aver costruito un gran gruppo molto affiatato, e quindi questo legittima il suo lavoro.

La paura di essere licenziati però c’è, e lo dimostra la reazione al pensiero dell’incontro con Abete, in cui il ct azzurro ha risposto come farebbe qualsiasi dipendente davanti al suo principale:

“Ci siamo parlati, gli ho semplicemente detto che sono felice di aver vissuto questo periodo a stretto contatto con lui. Mi ha dato modo di convincermi ancor di più su quelli che erano i miei pensieri nei suoi confronti. Ho trovato una persona che umanamente e caratterialmente mi piace. Per certi versi siamo anche simili, se non ha speso pubblicamente grandi elogi nei miei confronti è perché questo suo modo di fare forse rientra nella sua natura, come rientra nella mia non essere troppo espansivo”.

Insomma, parole più alla Fantozzi che da un allenatore tutto d’un pezzo. Ma intanto il nome di Lippi sembra diventare qualcosa in più di una semplice ipotesi. Pare infatti che la procedura di rescissione del contratto di Donadoni sia già stata avviata. A lui dovrebbero andare circa 600 mila euro di buonuscita, mentre le dichiarazioni di Lippi sulle cose che modificherebbe tra gli azzurri danno concretezza al suo arrivo. Siccome nel prossimo consiglio federale difficilmente si troveranno opposizioni, probabilmente il tecnico campione del mondo potrebbe tornare a lavorare a Casa Azzurri già dal primo luglio, per preparare la prima amichevole, probabilmente contro l’Austria. Tanto sembra sicura la sua firma che già si comincia a parlare anche del suo staff tecnico, tra cui ci saranno il ritorno di Ciro Ferrara come suo vice, e l’esordio di Angelo Peruzzi come aiuto allenatore dei portieri, insieme a Bordon. La difesa del titolo mondiale è già cominciata.

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