Olanda – Brasile 2 – 1 – Mondiali 2010

di Marco Mancini 13

Una gara nervosa e molto dura premia alla fine l’Olanda, al di là dei suoi meriti, contro un Brasile che gioca molto meglio ma a cui mancano la fortuna e la testa per vincere le grandi competizioni.

Il primo tempo è tutto di marca brasiliana, con l’Olanda che in attacco latita e in difesa lascia molto a desiderare. I verdeoro, oggi in tenuta azzurra, non accelerano tantissimo, eppure riescono a mettere tante volte in difficoltà Heitinga e compagni, i quali appaiono troppo legnosi specialmente per Robinho in giornata di grazia. L’ex attaccante del Manchester City segna dopo pochi minuti, ma la rete viene annullata per fuorigioco di Dani Alves che gli aveva fornito l’assist. Ma la rete viene rimandata solo di pochi istanti, dato che nell’azione successiva la difesa oranje presenta un buco imbarazzante, in cui Felipe Melo infila un pallone perfetto per Robinho che batte di prima Stekelenburg.

A questo punto l’Olanda si risveglia e tenta di attaccare, ma l’assenza di un centravanti di peso si sente. Kuyt e Van Persie infatti si perdono sulle fasce, e Robben non riesce a trovare sbocchi, così i tanti palloni che raggiungo il limite dell’area brasiliana non trovano nessuno che li spinge dentro. La nazionale di Dunga intanto colleziona diverse palle gol sugli sviluppi dei calci piazzati e poi con Kakà, che con un gran destro da fuori area impegna Stekelenburg che toglie il pallone dall’incrocio dei pali, mentre l’unica azione degna di nota per gli olandesi arriva sul finire del primo tempo, con Robben lanciato solo di fronte a Juan, ma che non tira perché il pallone gli va sul destro, e nel tentativo di portarselo sul sinistro viene recuperato da altri 3 difensori che liberano l’area.

Nella ripresa l’Olanda cresce a vista d’occhio, con Robben e Sneijder che capiscono che devono fare tutto da soli, e così nell’arco di 20 minuti ribaltano il risultato. Entrambe le reti arrivano da calci piazzati. La prima, dopo uno scambio tra i due calciatori più talentuosi, l’interista crossa in mezzo e Felipe Melo devia il pallone di testa spiazzando Julio Cesar. Il pari è giusto ed il Brasile si rigetta in avanti, ma su un calcio d’angolo gli olandesi vanno in vantaggio. Batte Robben, Kuyt prolunga e Sneijder stacca tutto solo a centro area, perso di nuovo da Felipe Melo, per il 2-1 definitivo. La gara terribile del calciatore della Juve si conclude a metà secondo tempo, quando colpisce Robben già a terra senza motivo. Il centrocampista viene espulso e con lui escono dal campo le ultime speranze per il pareggio del Brasile. Negli ultimi minuti gli olandesi hanno due o tre occasioni per segnare la terza rete, ma le sbagliano clamorosamente. Finirà con i tulipani che passano, pur senza un grande gioco, in semifinale.

Commenti (13)

  1. Mi fa piacere che sia uscito il Brasile.
    A parte che non si può vedere la squadra verdeoro che punta sul fisico e sulla grinta, è un’offesa al calcio (avevano ovviamente i loro bei giocatori tecnici, ma se in una squadra il simbolo è Lucio…………….)
    E poi erano troppo arroganti.
    Nelle interviste già si proclamavano vincitori.
    A casa 😀

  2. in effetti era il Brasile meno brasiliano della storia, e per questo Dunga è stato criticato sin dalle qualificazioni. Purtroppo però non è l’unico ad aver fatto scelte discutibili….

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