John Terry premiato da Capello, ma quante banane sul web!

di Gioia Bò 1

Chiamatelo capitano, lui che capitano lo è già nella sua squadra di club, ma che stasera avrà l’onore di indossare la fascia anche in nazionale. John Terry se la merita tutta l’investitura, dopo la cocente delusione nella finale di Champions, ed anche un tipo duro ed apparentemente insensibile come Fabio Capello ha capito il momento critico del calciatore ed ha voluto premiarlo.

È una buona cosa per Terry. Quello che è successo mercoledì scorso non è stato simpatico per lui. Si è allenato molto bene e quando gli ho detto che sarebbe stato il capitano è stato molto molto felice. Il capitano deve essere un leader e Terry lo è.

Già, il buon John è il vero leader del suo Chelsea. Ha preso per mano la squadra e l’ha trascinata fino alla finale di Champions, ha evitato un gol praticamente fatto, attorcigliando il collo come un pupazzo di gomma su quel tiro a colpo sicuro di Giggs, si è caricato sulle spalle la responsabilità di tirare il quinto rigore, quello decisivo, quello che poteva significare il raggiungimento di un sogno.


Il sogno invece si è trasformato in incubo e le lacrime di Terry nel diluvio di Mosca hanno fatto il giro del mondo. Il suo dramma ha commosso il mondo intero e la solidarietà è arrivata da ogni angolo del pianeta.

Ma è durata lo spazio di una sera, perché già all’indomani della finale il web si è riempito di sfottò nei suoi confronti, con quell’umorismo tipicamente inglese difficile da digerire.

E allora ecco entrare in campo un’altra protagonista, il simbolo per eccellenza degli scivoloni, la banana. I fotomontaggi sono piovuti copiosi come le sue lacrime ed il dramma è diventato oggetto di derisione.

Questo è il più gettonato: Terry che prende la rincorsa e sul più bello scivola su una buccia di banana, rovinando a terra.

E poi c’è la fase successiva, con il capitano già quasi a terra mentre osserva la Champions League volare via.

Che dire poi della “John Terry collection” con il suo “marchio” personale?

E ancora cartelli stradali che invitano all’attenzione.

E l’immancabile “per tutto il resto c’è Mastercard”.

Insomma ce n’è per tutti gusti e difficilmente il capitano coraggioso riuscirà a venirne fuori. E voi promettete di non ridere ogni volta che toccherà un pallone!

Commenti (1)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>