National Stadium: un nido di uccello nel centro di Pechino

di Gioia Bò 2

Nel nostro tour mondiale alla scoperta degli impianti sportivi più affascinanti del pianeta, non poteva certo mancare una tappa a Pechino, nello stadio che ospiterà le cerimonie di apertura e chiusura dei prossimi giochi Olimpici, le gare di atletica e la finalissima del torneo di calcio.

Stiamo parlando del National Stadium, ribattezzato sin dall’inizio dei lavori di costruzione “The Bird’s Nest” (nido di uccello), per la particolare forma che lo caratterizza.

E proprio grazie a questa peculiarità il progetto degli architetti svizzeri Herzog e De Meuron è stato scelto tra numerose altre proposte, aggiudicandosi la vittoria del concorso bandito nel 2002. I lavori, poi, dovevano essere realizzati entro la fine del 2007, come per tutti gli altri impianti che ospiteranno le gare olimpiche, ma vista la difficoltà della messa in opera, è stata concessa una proroga di qualche mese.

L’imponente struttura del National Stadium è formata da numerosi intrecci, che sembrano quasi messi lì a caso a formare un vero e proprio nido. In realtà la posizione di ogni singolo “ramoscello” è determinata da calcoli ben precisi.

Per la costruzione sono state utilizzate oltre 45.000 tonnellate di acciaio, ricoperto da EFTE, un materiale di ultima generazione che impedisce la combustione e l’emissione di fuoco e fumo in caso di incendio, oltre che fungere da ottimo isolante acustico. Il tutto è poi ricoperto da un guscio trasparente, che fa da tetto all’intera struttura.

Anche l’interno è caratterizzato da un’architettura moderna, con percorsi in ardesia, boschetti di bamboo e giardini coperti. Nulla è stato lasciato al caso nella realizzazione della struttura che deve rappresentare la Cina nel mondo dall’8 al 24 agosto prossimi.

A questo punto non ci resta che aspettare la cerimonia di inaugurazione per avere a possibilità di goderci da vicino tutti i particolari di questa megastruttura, vero vanto dell’architettura orientale.

I cinesi ci tenevano a stupire il mondo: probabilmente ci sono anche riusciti!

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