Ibou Ba si ritira

di Marco Mancini 3

Ve lo ricordate Ibrahim Ba, detto Ibou? Era uno dei centrocampisti più in voga degli anni ’90, considerato una delle ali più forti a livello internazionale. Purtroppo, come molto spesso accade nel nostro campionato, il primo passo verso la fine della sua carriera lo fece firmando 11 anni fa per il Milan. Ora la sua carriera è finita davvero, a 35 anni ha deciso di ritirarsi, farà l’osservatore per i rossoneri in Africa.

Nato il 12 gennaio del ’73 a Dakar, acquisisce la doppia nazionalità senegalese e francese, che gli consente di girare liberamente per l’Europa. Famoso per la sua eccentricità, fu il primo nero, insieme ad Abel Xavier, ad ossigenarsi i capelli, sulla scia della moda lanciata negli States da Dennis Rodman, stella del basket Nba.


Esordisce nella massima serie francese a soli 19 anni, nel Le Havre, e come spesso accade per i calciatori veloci e forti fisicamente, viene subito alla ribalta in un campionato forse un pò troppo tecnico ma troppo poco fantasioso e spettacolare. Dopo ben 5 stagioni passate tra i nerazzurri, e 128 presenze in Ligue 1, passa al Bordeaux, dove vive la sua miglior stagione, quella del ’96-97, in cui collezione 35 partite e 6 gol e viene anche convocato in nazionale.
Da qui si fa notare a livello internazionale, dove fa innamorare i dirigenti del Milan (Berlusconi lo soprannominò Beaujolais nouveau, come il vino per la sua brillantezza) che fanno di tutto per ingaggiarlo, per creare la coppia Ba-Ba(ggio). Evidentemente piacevano i giochi di parole a Galliani e soci sin da allora.

Nel ’97 quindi firma con il Milan, e non fa una grande scelta. Il primo anno gioca tutte le partite ma con risultati poco confortanti, segna un solo gol in 40 gare tra campionato e coppa Italia e comincia ad essere bollato come bidone. Vince l’anno successivo lo scudetto, ma senza giocare tante gare. A causa degli infortuni che cominciano a susseguirsi sempre più di frequente, comincia a giocare sempre meno, fino a che, dopo solo una gara in campionato, viene ceduto in prestito al Perugia di Nakata. Evidentemente nelle piccole realtà si trova bene perchè si rifà in parte in quella stagione, segnando 2 gol in 18 gare tra campionato e coppa, sperando in una seconda chance a livello internazionale, finchè, a poche giornate dalla fine del campionato, si rompe una gamba, dovendo rimanere per mesi in ospedale.

L’anno successivo non recupera completamente, gioca solo 5 gare col Milan, e viene mandato a Marsiglia per recuperare soprattutto psicologicamente, magari respirando aria di casa. E invece non si ottengono buoni risultati, tant’è che ritorna a Milano e gioca sempre di meno. Nel 2003 vince anche la Champions League, ma solo perchè tesserato dei rossoneri, in quanto non scende mai in campo per tutta la competizione.

A quel punto cerca di trovare la giusta dimensione girovagando per l’Europa, prima al Bolton, poi in Turchia al Caykur Rizespor, e infine allo Djungarden, in cui vince il campionato e la coppa di Svezia, giocando poco o niente. Sta altri due anni inattivo, allenandosi con squadre di serie C, finchè il Milan non accetta di reintegrarlo col minimo sindacale, sperando di recuperarlo. Ancelotti lo convoca anche per le ultime giornate di campionato, dichiarando di voler puntare su di lui in un centrocampo stanco dai troppi impegni internazionali, ma poi non lo fa mai esordire. Ad un mese dalla scadenza del suo contratto, Ba finalmente ha preso la decisione definitiva, si ritirerà e farà l’osservatore per il Milan, dopo una carriera fatta più di ombre che di luci, in cui, probabilmente, l’unica cosa di cui ci si ricorderà sarà il taglio dei capelli.

Commenti (3)

  1. El mundo deportivo dice:

    Ibou Ba es un cojone!

    Già è vero, lo penso anch’io!

  2. @ Un altro utente:
    Non Capite un cazzo grande Ibou

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