Le riforme Tavecchio per limitare la presenza di stranieri

di Alba D'Alberto Commenta

Il nuovo presidente della FIGC Carlo Tavecchio è stato criticato ancor prima dell’elezione per aver usato delle frasi razziste nei confronti di Optì Pogba e degli altri giocatori stranieri che militano nel nostro campionato.

Dopo le polemiche sulla sua elezione, però, Tavecchio è riuscito ad operare il cambio del CT della nazionale, mettendo quello che considera un suo uomo alla guida degli azzurri. Adesso è pronto per sviluppare ed attuare le riforme che aveva promesso.

A partire dalla prossima settimana, stando ad alcune indiscrezioni presenti sui giornali, si lavorerà per introdurre una modifica alla composizione della serie A e al tipo di giocatori che ogni squadra potrà schierare in campo. In particolare Tavecchio vuole portare la serie A da 20 a 18 squadre e ridurre di due unità anche la serie B che dovrà ospitare soltanto 20 squadre. In questo dovrà consultare i vertici della Lega Pro che si farà carico delle quattro squadre in esubero. Purtroppo la Lega Pro non ha risorse economiche adeguate a sostenere le modifiche.

Riguardo la composizione delle squadre in campo, Tavecchio è orientato a mettere un limite al numero minimo di giocatori italiani che i team devono far giocare. Si punterà a fare in modo che siano prima 4 su 11 nel campionato in corso per arrivare a 6 giocatori italiani su 11 nella stagione 2015-2016. Tavecchio vuole proporre inoltre una commissione giudicante che deve valutare gli extracomunitari acquistati dai diversi team. Un processo che sembra già in atto in Inghilterra.

Queste e le altre riforme, secondo Tavecchio, dovranno essere completate entro setto-otto mesi in modo che la prossima stagione possa iniziare con regole nuove. I buoni propositi di Tavecchio, però, dovranno fare i conti con gli apparati della FIGC che alla lunga saranno determinanti per il rispetto della tabella di marcia.

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