Euro 2008: gli arbitri

di Gioia Bò Commenta

Ennesimo capitolo dedicato agli Europei. Ci scuseranno i nostri affezionati lettori per l’insistenza sul tema, ma in questi giorni di calcio non giocato gli argomenti principe sono il calciomercato e la kermesse continentale che tra un paio di giorni entrerà prepotentemente nelle nostre case, per attirare l’attenzione fino al termine del mese.

Abbiamo ormai vivisezionato quasi tutte le formazioni che si presenteranno ai nastri di partenza, con un occhio particolare per le vicende della Nazionale Italiana; ci siamo occupati, e continueremo a farlo, delle curiosità legate all’evento dell’anno… Poteva forse mancare una pagina dedicata agli arbitri?

Le giacchette nere (si fa per dire) di Euro 2008 saranno 12, scelte tra le migliori dei rispettivi paesi di provenienza, e verranno coadiuvate da 24 assistenti e da otto fischietti che svolgeranno il compito di quarto uomo ed eventulmente di riserva, nel caso di infortunio.


Guai ad infortunarsi, però, perché il danno economico sarebbe notevole per le tasche dei direttori di gara, che guadagneranno, oltre alla visibilità internazionale, qualcosa come 10.000 euro per ogni gara diretta più una diaria di 200 euro. Ogni assistente guadagnerà invece 5.500 euro, mentre il quarto uomo “solo” 4.000.

Ma andiamo ad incontrarli questi fischietti che ci terranno compagnia per i prossimi 20 giorni (o poco più), cominciando proprio dal rappresentante dell’Italia, Roberto Rosetti.

Classe 1967, torinese, conosce tre lingue ed è uno degli arbitri più apprezzati a livello italiano.

Questo invece è Manuel Enrique Mejuto Gonzales, impiegato spagnolo di 39 anni, che ha una buona fama in giro per l’Europa. Nel 2005 arbitrò la finale di Champions Leaugue persa dal Milan contro il Liverpool. Saltò i Mondiali del 2006 perché un suo assistente non superò i test fisici. Questa è l’occasione del suo riscatto.

Tom Henning Øvrebø, psicologo norvegese. Considerato uno dei migliori fischietti della penisola scandinava. In Austria e Svizzera dovrà dimostrare di valere il titolo di miglior arbitro di Norvegia (vinto per cinque volte).

Frank De Bleeckere è un agente di commercio belga. Da ragazzo giocava a calcio, ma dovette ritirarsi a causa di un infortunio. E’ poi voluto passare dall’altra parte della barricata, diventando un arbitro molto apprezzato.

Massimo Busacca, ristoratore svizzero di chiare origini italiane. Parla cinque lingue ed è tra i più giovani arbitri chiamati a dirigere le gare del prossimo Europeo.

Questo invece è il più “anziano”, Peter Frojdfeldt, classe 1963. E’ uno svedese di ghiaccio, arrivato per caso alla professione di arbitro. In patria è considerato il miglior fischietto in assoluto.

Lubos Michel, quarantenne slovacco, molto noto a livello internazionale. La sua nazionale non si è qualificata per l’Europeo e può quindi puntare molto in alto.

Pieter Vink, vent’anni in polizia prima di darsi completamente alla professione di arbitro. Ha diretto la prima gara ufficiale nel rinnovato stadio di Wembley e guadagna tra i 60 e gli 80.000 euro l’anno.

Un altro poliziotto tra gli arbitri, anche se part-time. E’ Howard Webb, il più giovane di Euro 2008. Parla solo l’inglese ed è favorevole all’uso dell’elettronica in campo.

Herbert Fandel, tedesco, proveniente da una famiglia di arbitri. Oltre alla passione per la giacchetta nera, è un apprezzato pianista e direttore di una scuola di musica.

Altro giro, altro artista, l’austriaco Konrad Plautz, appassionato di recitazione e regia. Si dice favorevole all’utilizzo della telecamera sulla linea di porta e alla presenza di quattro assistenti a bordocampo.

E, dulcis in fundo, il greco Kiros Vassaras, sergente di ferro che non cambia mai decisione. Fischia poco, ma sa come farsi rispettare.

Questa è la lista completa dei fischietti chiamati a mantenere l’ordine in campo a partire da dopodomani. Pronti a dare il fischio d’inizio alla manifestazione con la speranza che si parli poco di loro e molto di calcio giocato.

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