Champions League: Chelsea in finale!

di Gioia Bò 3

Aveva ragione Benitez ad essere scaramantico alla vigilia della doppia sfida con il Chelsea. Nelle due precedenti occasioni il Liverpool aveva avuto l’occasione di giocarsi il ritorno tra le mure amiche dell’Anfield Road, ma stavolta la sorte ha deciso per i campi invertiti ed è stato il Chelsea a festeggiare la qualificazione davanti ai propri tifosi.

E così dopo aver perso la semifinale nel 2005 e nel 2007, quando sulla panchina sedeva Josè Mourinho, i Blues sono riusciti finalmente a conquistare la finale di Champions League, la prima della loro storia.

La partita è stata fortemente condizionata dalla pioggia scesa copiosa sull’impianto londinese e lo spettacolo ne ha risentito più di quanto dicano i cinque gol finali.


Parte bene il Chelsea, forte del gol segnato (anzi gentilmente concesso da Riise) all’andata, che significherebbe qualificazione sicura. Il Liverpool non riesce a fare la partita, non è abituato a farlo fuori casa, preferendo ripartire i contropiede. Ma gli spazi sono pochi, si lotta a centrocampo e solo raramente si riescono a vedere folate offensive.

A sbloccare la gara ci pensa Drogba, che raccoglie prontamente una respinta di Reina ed infila di destro, esultando poi alla sua maniera, con un pizzico di polemica verso Benitez che lo aveva definito un cascatore. Il Chelsea potrebbe poi chiudere i conti, ma la punizione di Ballack finisce fuori di poco e si va al riposo sull’1-0.

Nel secondo tempo il Liverpool scende in campo più determinato ed al 20′ riesce a raddrizzare il risultato grazie al solito Torres, ben imbeccato da Benayoun, autore di un’ottima azione personale. E per lo spagnolo il gol rappresenta un piccolo primato, essendo il primo segnato dal Liverpool allo Stamford Brige da quando Benitez è alla guida della squadra.

Al novantesimo la gara resta ancorata sul risultato di parità e si va quindi ai supplementari, che regalano spettacolo, nonostante la fatica e le condizioni metereologiche avverse. Partono bene i Reds, sfiorando il vantaggio con Hyypia. Poi Essien segna ed esulta, prima di accorgersi che Rosetti aveva annullato per fuorigioco di ben quattro Blues. Una gioia che resta strozzata in gola, ma la delusione durerà poco. Ballack si spinge in avanti e Hyypia lo atterra appena dentro l’area.

Sul dischetto si presenta Lampard, in dubbio alla vigilia per il grave lutto che lo ha colpito in settimana: tiro angolato e rete da dedicare commosso alla mamma morta di polmonite. Lo stadio diventa una bolgia, il Liverpool non riesce a riorganizzarsi e Drogba va ancora a segno su assist di Anelka.

C’è ancora un supplementare da giocare, ma al Liverpool non riesce l’impresa ed il gol di Babel a tre minuti dalla fine non consente ulteriori speranze. 3-2 il risultato finale e Chelsea che raggiunge il Manchester nella finalissima del 21 maggio a Mosca.

Commenti (3)

  1. Grande colpa, secondo me, va a Reina: si è fatto bucare sul suo palo, vabbè che era una fucilata quella, ma Drogba era molto defilato, e secondo me avrebbe fatto meglio a coprire di più il suo palo.
    Quel gol ha condizionato molto la partita, perchè il Liverpool è calato molto dopo la rete. Vero, si sono ripresi nel secondo tempo, ma avrebbero potuto giocarne un primo ad altri livelli.

  2. E’ vero Davide, Reina non è esente da colpe, come non lo è Hyypia per il rigore né Riise per l’autogol dell’andata. Diciamo che la difesa nel doppio confronto non è stata un granché, ma per quanto visto ieri sera forse il Chelsea ha meritato di accedere alla finale.

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